//Hakim e la solidarietà verso chi ha bisogno

Hakim e la solidarietà verso chi ha bisogno

di | 2026-09-19T12:38:15+02:00 20-9-2026 1:00|Punto e Virgola|0 Commenti

Lui si chiama Hakim Gafour, ha 51 anni ed è un curdo siriano arrivato in Italia nel 2015 dopo un’avventurosa traversata del Mediterraneo, durata 5 giorni durante i quali l’imbarcazione su cui viaggiava più volte aveva rischiato di naufragare. Era scappato da una guerra che gli aveva portato via tutto: affetti, lavoro, amici… Si era rifugiato in Turchia dove aveva in qualche modo ricominciato facendo tutto quello che gli offriva la vita: era il 2011. L’unico obiettivo in quei quattro anni era mettere da parte i soldi per potersene andare. Non appena raggiunse la cifra necessaria per pagare chi lo avrebbe portato in Italia, non esistò un attimo: salì su quella specie di barcone lungo una ventina di metri e sfidò la sorte e la furia del mare: “La nostra strada era questa: prendersi il rischio di morire per continuare a vivere. Non c’era altra soluzione”.

Dopo il necessario iter burocratico ottiene il permesso di soggiorno e l’asilo politico, si rimbocca le maniche e comincia a lavorare. Era sbarcato a sud, ma per una serie di vicissitudini arriva ad Ancona dove decide di stabilirsi e dove tuttora vive. Gli inizi non sono facili, ma ad Hakim sicuramente non manca la voglia di mettersi in gioco. Nel frattempo lo ha ragiunto la sua famiglia e dunque ci sono i presupposti giusti per affrontare con coraggio e determinazione la nuova avventura. Ci sa fare e soprattutto ci mette il cuore in quello che fa. E così prima si inserisce nel mondo del food, aprendo un piccolo ristorante e, visto che si era liberato un locale proprio vicino, diventa titolare anche di un salone da parrucchiere.

Gli affari cominciano ad andare bene lì, nel quartiere Piano di Ancona, ma Hakim non dimentica le sue origini e la strada impervia che ha dovuto percorrere. Ma soprattutto non dimentica che nel suo cammino è stato aiutato da tante persone che lo hanno sostenuto e supportato. La solidarietà è un valore che si porta dentro. Non basta, però, predicarla: bisogna praticarla. E allora nascono due iniziative per dare una mano concreta a chi ha bisogno. Per gli studenti che hanno pochi soldi in tasca, il lunedì a pranzo hamburger e patatine sono gratis. Non bisogna spiegare nulla a nessuno e non ci sono domande da presentare o moduli da compilare: basta solo fare una telefonata in anticipo. “Credo che sia una cosa importante per tutte le comunità che vivono nel quartiere – racconta all’Ansa -. Il nostro vuole essere un aiuto a chi è in difficoltà, ci sono tanti minori che non possono permetterselo”.

Nessuna fila umiliante, solo una telefonata per dire in quanti si è e cosa si desidera, così in cucina si organizzano senza sprechi e chi arriva trova il piatto già pronto, come un cliente qualunque. È un dettaglio che spiega molto di questa storia, dove il rispetto della dignità è considerato fondamentale. Un’operazione isolata, un gesto simbolico da raccontare una volta e archiviare? No, dal negozio di parrucchiere, tutti i martedì i tagli di capelli sono gratuiti per i pensionati in difficoltà economica, con lo stesso meccanismo: solo una telefonata per prenotare: “Sono venute molte persone a chiedere di tagliarsi i capelli. Chiamano per registrarsi e vengono ogni martedì”.

Due esercizi commerciali, due giorni della settimana, due generazioni agli estremi opposti della fragilità economica – i ragazzi che studiano e gli anziani che hanno smesso di lavorare – tenute insieme dalla stessa convinzione: “Dobbiamo aiutare gli altri – sottolinea Hakim con determinazione -. Ci sono tante persone che ne hanno bisogno, e c’è anche chi è molto ricco che però non vuole aiutare”.

Da rifugiato a datore di lavoro, da chi ha ricevuto aiuto a chi lo distribuisce ogni settimana, gratis, attraverso un hamburger o una forbice. Le lezioni della vita servono sempre: a chi le riceve direttamente e a chi le può percepire attraverso le parole o, meglio ancora, con i gesti concreti.

Buona domenica.

Nell’immagine di copertina, Hakim Gafour nel suo ristorante fast food al quartiere Piano di Ancona

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