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Così Martino Florio ha vinto la disabilità

di | 2021-06-04T23:06:31+02:00 6-6-2021 6:05|Attualità, Sezione 2, Sport|0 Commenti

NUORO – Non è facile convivere con una disabilità, sia per chi la vive sulla propria pelle, sia per quanti devono condividere questo stato con una persona che amano, sia esso un fratello, un figlio, un amico o un marito. A volte è faticoso, altre volte è frustrante. Ci si sente impotenti, inadeguati, spesso incapaci di affrontare persino le più semplici e routinarie attività quotidiane, figuriamoci le grandi imprese. Ciò può generare rabbia, ma se questa viene incanalata verso un costante impegno fisico e mentale può generare grandi cose.

Martino Florio ha avuto la grande forza di volontà e la capacità, con la sua vulcanica energia e caparbietà, di trasformare la rabbia in forza, l’indifferenza in empatia, la paura del diverso in inclusione e di affrontare la vita di petto quando essa gli ha messo davanti montagne che parevano insuperabili. Splendida persona dal grande cuore, uomo generoso e sempre pronto a tendere una mano verso chi ha bisogno e a combattere dure battaglie, mettendoci tutte le sue energie, per chi non ha voce e ha invece estremo bisogno di farsi sentire. Nato nella ridente cittadina di Acireale in provincia di Catania, il 19 ottobre 1966, ha conseguito il diploma presso l’Istituto Tecnico Industriale Galileo Ferrarsi di Acireale con la qualifica di “Perito elettronico”. Fin da ragazzo ha praticato judo e lotta libera a livello agonistico, conseguendo ottimi risultati e conquistando in più occasioni il podio.

Si era arruolato nel Corpo della Polizia Penitenziaria nel 1991, ma due anni dopo è vittima di un incidente stradale e da allora è costretto a vivere su una sedia a rotelle a causa della paraplegia, ossia di una forma di paralisi che colpisce la parte inferiore del corpo. È illogico pensare che una persona solare, allegra, vitale non abbia sofferto. Dal settembre 1993 al maggio 1994 Martino Florio ha vissuto quasi esclusivamente in ospedale, ma il conforto della famiglia, il suo supporto, perché non lo hanno mai lasciato solo, sebbene all’epoca lui vivesse e lavorasse a Torino e non in Sicilia, la vicinanza e l’affetto sincero degli amici capaci di regalargli ogni giorno un sorriso e infondergli fiducia gli hanno dato la forza per reagire e affrontare la nuova e difficile situazione.

Questa nuova condizione non ha cambiato neppure la sua passione per lo sport, anzi gli ha dato tanta forza da spingerlo a reinventarlo. Così, dal 1997 al 2009, ha conquistato nel nuoto 10 medaglie d’oro, sette d’argento e una di bronzo. Non pago di ciò, con la polisportiva Iride Catania ha praticato atletica leggera specializzandosi nel pentathlon, ha praticato basket in carrozzina giocando in serie B, tennis da tavolo e la sua grande passione, l’immersione. Il mare soprattutto è sempre stato il suo grande amore, fin da ragazzo, e ora è il suo fedele alleato. Il mare rappresenta per lui la libertà, non ha barriere. Così, il 23 luglio del 2006 ha partecipato alla manifestazione “Free the spirit” organizzata dall’Associazione L.I.F.E. in collaborazione con l’AMP di Acitrezza e il 27 agosto dello stesso anno ha conquistato il record mondiale di profondità ad aria presso l’AMP di Siracusa, scendendo ad una profondità di 51 metri, anzi 59 a dir la verità, perché quando è stata lanciata la zavorra col cartellino che doveva indicare la profondità questa si è posizionata a 10 metri in più di profondità.

Così, in un breve lasso di tempo, Martino Florio ha raggiunto ben 2 record di immersione ad aria, compiendo un’impresa fuori dal comune e divenendo esempio per tanti giovani che vivono in uno stato di disabilità motoria, ma persino per i normodotati che non osano mai mettersi in gioco, affrontare le sfide e cercare di superare i propri limiti. In questi anni Martino ha acquisito titoli e brevetti, con il giovane Samuel Marchese ha attraversato l’Italia in handbike, partendo da Siracusa il 15 luglio 2015. Dopo aver percorso circa 800 km è arrivato a Milano il 14 agosto, precisamente presso Cascina Triulza che ospitava il Padiglione Expo dedicato alla Società Civile. Neppure il caldo torrido è stato capace di fermare questi due giovani a dimostrazione che, sebbene la disabilità esista, con la forza di volontà, la determinazione, il forte carattere si può superare.

Martino ripete spesso che non ci si deve arrendere, non ci si deve piegare alle avversità né tanto meno piangersi addosso, ma occorre fortemente credere in sé stessi. Per questo il nome di Martino Florio viene spesso collegato al mondo del sociale: con un instancabile lavoro porta avanti encomiabili iniziative a favore dei disabili perché con l’impegno, la voglia di fare e la determinazione si può abbattere ogni barriera, superare i limiti, raggiungere l’infinito. Da quando Martino vive la sua disabilità ha capito che c’è molto da fare perché la disabilità va affrontata e non combattuta, occorre capirla per poterla superare. Si deve a lui e a 4 amici se da ben 21 anni (dal 2000) esiste l’associazione L.I.F.E onlus nata con lo scopo di migliorare la vita dei disabili e delle persone in stato di disagio attraverso lo sport. Martino, da sempre, ha cercato di dare fiducia agli altri e, come lui stesso afferma, sapere di essere utile e d’aiuto a qualcuno arricchisce e  aiuta a crescere.

Nemmeno il Covid -19 e il conseguente distanziamento sociale hanno fermato il suo bisogno di mettersi al servizio degli altri e con lo staff dell’associazione L.I.F.E. ha continuato a svolgere on line attività che coinvolgessero e includessero i ragazzi diversamente abili attraverso laboratori d’arte, tutorial per realizzare ricette, video che sensibilizzassero al rispetto delle regole in pieno lockdown, un video-racconto in occasione della Giornata mondiale della disabilità, un laboratorio nel periodo natalizio, la tombolata on line e la splendida manifestazione “Una vita da fiaba- Tutti in passerella…la bellezza non ha barriere”. Ma Martino Florio, presidente della L.I.F.E., sempre coadiuvato dal folto gruppo di volontari della onlus e dalla collega Agata Giudice, anch’ella sulla carrozzina ma con la grazia di un cigno quando balla come un étoile, dal 2008 porta avanti la manifestazione “Una vita da favola” per regalare, attraverso la disabilità momenti di puro spettacolo, gioia e allegria. È una manifestazione dedicata allo sport, allo spettacolo, alla premiazione di tanti giovani con disabilità che, almeno una volta hanno conquistato il podio a livello nazionale, di alcune famiglie con ragazzi disabili e di coloro che si sono adoperati per favorire l’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali.

Martino Florio è un turbine di idee, sempre super attivo anche come consigliere comunale, membro della V commissione consiliare del Movimento 5 stelle e membro e vice presidente della VI commissione consiliare. Conoscerlo è un onore, un privilegio, diventare un suo amico un dono che arricchisce e riempie il cuore. È una persona che dovrebbe essere presa come esempio per la sua tenacia e forza di volontà, per il suo amore e attaccamento alla vita, per il suo continuo dare agli altri senza richiedere nulla in cambio se non un sorriso. In tutti questi anni ha promosso diverse iniziative ed eventi partecipando anche come relatore a diversi convegni sulla disabilità, sull’abbattimento delle barriere culturali e architettoniche e a incontri con i giovani nelle scuole per far capire che un disabile può avere una vita normale. Raccontare la disabilità è importante per portarla fuori da certe stanze chiuse e far capire a chi non vive tale condizione lo sforzo che si fa per affrontare la vita quando ti trovi davanti dei gradini che ti sbarrano la via. Il messaggio che viene veicolato è che si deve imparare a superare le proprie barriere mentali perché la vera disabilità non è la paraplegia, la spina bifida, la sclerosi ma la vera disabilità è nell’ottusità, nell’ignoranza, nella povertà intellettuale delle persone.

Se si pensa che la disabilità debba essere combattuta come un nemico in battaglia diventa un incubo, un mostro a tre teste che fagocita le nostre paure e porta solo rabbia e sofferenza, perciò occorre accettare ciò che si è e fare della nostra debolezza un punto di forza. Martino ha fatto del suo handicap il suo punto di forza. Piuttosto che soffermarsi solo sulle cose negative, sulle difficoltà da affrontare, superando lo sconforto iniziale, soprattutto quello della sera quando, a letto, soli, i pensieri rodono il cervello e ti senti abbandonato, è riuscito ad accettarle e ad accettarsi, lavorando tanto su se stesso, per sé e soprattutto per gli altri, con l’obiettivo di raggiungere la normalità della sua nuova vita, guardando oltre i suoi limiti e mettendosi sempre in gioco. Tutti dobbiamo continuamente confrontarci con i nostri limiti, solo così saremo in grado di affrontarli e vincerli, perché nessuno è condannato a vivere una vita infelice e di sofferenza. E come diceva Emerson “è proprio di fronte alle difficoltà che l’uomo trova la forza dentro di sé”. Il grande Martino è stato capace di fare questo.

Virginia Mariane

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