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Wakeboard, i Mondiali sul Lago del Salto

di | 2026-06-28T09:04:55+02:00 28-6-2026 0:40|Sezione9, Sport|0 Commenti

PETRELLA SALTO (Rieti) – Dal 3 all’8 agosto tornano i campionati mondiali di wakeboard a Borgo San Pietro sul lago del Salto (nel Reatino), presentati ufficialmente al circolo del tennis al Foro Italico con il presidente della Fissw Claudio Ponzani, del Coni Luciano Bonfiglio, del ministro dello Sport Andrea Abodi, Luciano Serafica amministratore delegato Fissw Servizi, Stefano Mei (Milano Cortina 2026), Giovanni Malagò, personalità politiche regionali e provinciali. Dopo due campionati europei (2004 e 2018), un primo mondiale nel 2022, la macchina organizzativa al lago del Salto è preparata ad accogliere atleti da 30 paesi di tutto il mondo, coinvolgendo istituzioni e imprenditori della provincia.

Claudio Ponzani oggi è presidente della Federazione Italiana Surfing Sci nautico e Wakeboard, questo è il suo primo mondiale da presidente (i tesserati sono in aumento e viaggiano oltre i 60 mila). E’ lui che una trentina di anni fa, insieme ad alcuni amici sportivi e sognatori, ha introdotto il wakeboard in Italia e ha fondato il Club Nautico a Varco Sabino (Rieti), il paese dei genitori, dove di anno in anno cresce il vivaio di giovani campioni, dove si allena la squadra nazionale e si pratica anche surf da onda. Il lago del Salto è stato definito “l’Università del wakeboard”: le montagne che lo circondano lo proteggono dai venti, costituendo un piano d’acqua ideale per ‘cavalcare’ l’onda e formare i ‘tricks’, su cui i giudici di gara, al seguito su una seconda barca, calcolano il punteggio.

Claudio Ponzani

Il wakeboard è un vero spettacolo e si può praticare fin da piccoli. Quest’anno la barca, appena arrivata, è una Malibù M 230 e gli atleti stanno già venendo ad allenarsi al Club di Varco, perché la galleggiabilità, quindi l’onda che si forma, non è la stessa in tutti i laghi, cambia a seconda del piano d’acqua. Quest’anno il ‘villaggio’ che si installerà sulla spiaggia dei pioppi a Borgo San Pietro, con gazebo di prodotti locali, birra, artigianato, palco, sala stampa, sarà anche cardioprotetto, con personale formato e l’amico Raoul Bova (tra i primi sognatori insieme a Claudio) sarà nuovamente testimonial della manifestazione, in compagnia della mascotte bianco e azzurra Wavo, una creatura acquatica, creata da AIM Group. Una sorta di “supereroe buono dell’acqua”, un design dinamico e un sorriso smagliante, con il compito di trasmettere l’energia fluida del wakeboard, dare volto e connessione emotiva e che troveremo anche nei canali digitali.

Il ministro Abodi

L’attività sportiva acquatica, ancora ben lontana dal wakeboard, ebbe inizio allo Sci Club Nautico di Milano nel secondo dopo guerra, anche se già nel 1924 vennero effettuate alcune esibizioni al largo di Capri. Le prime vere gare iniziarono nel 1947. Il primo organismo ad occuparsi di sci nautico fu l’Unione Italiana Sci Nautico (UISN) costituita nel 1950 ed operante – su indicazione del CONI – nell’ambito della Federazione Motonautica. Nel 1952 l’Assemblea costituente delle società sancì l’autonomia dalla FIM e la denominazione cambiò in Federazione Italiana Sci Nautico (FISN). Accolta nel CONI come “aderente” nel 1962, la Federazione venne riconosciuta nel 1971 e la prima presenza dimostrativa ai giochi olimpici è del 1972.

Dal 2011 ha incluso il wakeboard, che si sta avviando ad entrare anche nello sport paralimpico nella categoria ‘seduti’, con l’allenatore Emanuele Pagnini. Già atleta di sci alpino e campione di sci nautico paralimpico, ‘Meme’ ha iniziato il cable wakeboard seated con seggiolini pensati e costruiti appositamente. Nel 2022 è stato eletto atleta mondiale dell’anno e rappresentante degli atleti all’interno di IWWF Cable Wakeboard Council. I corsi promozionali di Emanuele rientrano nel progetto “Più sport più vita”, realizzato con il supporto del comitato italiano paralimpico, che coinvolge anche sci nautico surf e Sup.

Emanuele Pagnini

Nel 2024 l’Italia si è qualificata per la seconda volta consecutiva campione del mondo a squadre al lago di Xiang, in Cina, con sei medaglie individuali. Alice Virag è stat bronzo tra gli open, Chiara Virag sesta, Massimiliano Piffaretti quinto e Giulia Castelli di Rieti, oro indiscussa negli junior, cresciuta sulla tavola al Club di Varco. Tra i ragazzi invece la doppietta oro-argento è stata di Federico Dal Lago e Mattia Del Fiandra, insieme al sesto posto di Matteo Molinari. Talenti anche negli under 14, con la combinazione femminile di oro e argento di Veronica Riva e Carolina De Lellis, vincenti e appaiate. Negli under 14 maschili, quinto posto per Noa Gualtieri.

Nella categoria veterani (over 40) quinta Annalisa Di Corato, negli over 50 quarto Pierluigi Mazzia. Pochi mesi prima di partire per la Cina, l’Italia aveva conquistato anche l’oro europeo in Francia con i tecnici Claudio Dal Lago, Pierluigi Mazzia ed Enzo Molinari, insieme al team manager Simona Valerio e al fisioterapista Stefano Galli. Sarà l’Italia dunque la squadra più temuta e il tifo sarà alle stelle.

Giulia Castelli

Ancora una volta si aprirà una grande vetrina mondiale per tutto il territorio, apprezzato dagli atleti e dalle federazioni internazionali anche per l’accoglienza, la bellezza, la cordialità, la buona cucina e la storia: per realizzare il bacino artificiale, che ha cambiato l’economia e il paesaggio, sono stati inghiottiti dalle acque quattro paesi e un Monastero medievale: Borgo San Pietro, Teglieto, Fiumata, Sant’Ippolito, ricostruiti più a monte.

I campionati mondiali costituiscono il riscatto di un territorio che nel 1940 è stato letteralmente ‘violentato’, il lago è stato visto per anni solo come il nemico, che ha sepolto case, pascoli, orti, mulini, ricordi.

Francesca Sammarco

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