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Sutri, Celleno e Calcata: la splendida Tuscia dei Borghi

di | 2019-12-27T20:06:19+01:00 29-12-2019 6:20|Attualità, Sezione 5|0 Commenti

VITERBO – La Tuscia Viterbese è una delle zone più suggestive del Lazio, dove l’alternarsi di antichi borghi, castelli, verdeggianti colline e numerose testimonianze storiche creano un indimenticabile mosaico di colori e un paesaggio unico con i loro scorci, i loro panorami che si aprono verso la verdeggiante campagna circostante, disseminata di vitigni, boschi e casali. La Tuscia Viterbese rappresenta un’area di interesse non solo storico e culturale ma anche enogastronomico, e negli ultimi anni, ha visto un considerevole aumento dei turisti che apprezzano sempre di più i prodotti tipici locali e il fascino dei centri storici.

Il Borgo Fantasma di Celleno

Lungo la strada provinciale “Teverina”, che parte da Viterbo fino a sfiorare i confini dell’Umbria, si incontra uno dei luoghi più insoliti, suggestivi, ma anche meno conosciuti non solo della Tuscia, ma anche di tutto il Lazio: il Borgo Fantasma di Celleno. Un luogo magico dove il tempo sembra essersi fermato. Celleno ha due “anime”: la prima è rappresentata dal paese dove attualmente risiede la popolazione che non coincide con il borgo presso il quale ha vissuto in passato, quello che ora è conosciuto come Celleno Antica o Borgo Fantasma (che è scomparso e del quale è rimasta solo un’esile traccia). Data la ricchezza di storia, di tradizioni, di usi e costumi tramandati nel tempo e per il fascino delle architetture (abbandonate sì, ma pronte per raccontare e raccontarsi al visitatore), il Borgo, per forza di cose, è divenuto uno dei punti di interesse del turismo nella Tuscia.

Il Borgo Fantasma di Celleno

Il Borgo Fantasma, situato a circa 1,5 km da Celleno e circa 15 di km dalla sicuramente più conosciuta Civita di Bagnoregio, la “Città che muore”, sorge su speroni tufacei che vengono erosi costantemente da più agenti atmosferici e, anche da due torrenti, questa situazione idrogeologica per forza di cose ha conferito i lugubri soprannomi ad entrambi i borghi; ma se Civita ancora conta qualche abitante (tra i 7 e le 10 persone) il Borgo Fantasma dell’antica Celleno è completamente disabitato. Martoriata da numerosi smottamenti, soprattutto durante gli anni ’30, Celleno era divenuta oggettivamente un luogo pericoloso per i suoi abitanti, talmente pericoloso che l’allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi nel 1951 emanò un’ordinanza che obbligava i cellenesi a lasciare le proprie case per trasferirsi. Quel borgo abbandonato oggi è considerato un fantasma dove sono ancora ben delineate un intricato dedalo di viuzze che portano fin su a quel che resta dell’antico castello (dopo aver superato la scenografica via del Ponte), stradine su cui si affacciano piccole case prive d’intonaco e resti di palazzi in pietra di basalto.

Il castello ne ha passate di tutti i colori: conobbe le alterne vicende della rivalità tra famiglie di Guelfi e Ghibellini e nel XV secolo divenne possedimento della famiglia Gatti e successivamente fu un feudo degli Orsini, famiglia dalla quale prende ancora il nome. il Borgo di Celleno disabitato, con le sterpaglie che progressivamente si impossessarono delle strutture rimaste e senza alcuna attrattiva per qualsivoglia turista, a partire dal 2018 fu riscoperto e rivalutato. Estirpate le erbacce, messi in sicurezza i ruderi, furono creati passaggi pedonali tra gli antichi edifici e, cosa più importante, la presenza del borgo fu segnalata sulla strada principale. Sempre più curiosi, magari di ritorno da Civita, si iniziano a fermare, sui social iniziano a circolare delle foto, qualcuno lascia le prime recensioni sul web della propria visita e così, a piccoli passi, con il costante aumento dei visitatori, il caratteristico Borgo fantasma dell’Antica Celleno inizia ad essere sempre meno “fantasma”, tanto è vero che ormai fa parte de “i luoghi del cuore”.

Il Castello Orsini di Celleno

Arrivati ai piedi dell’antica Celleno per raggiungere il borgo si attraversa una scalinata in salita che conduce alla Porta Vecchia, dalla quale si manifesta la piazza del paese, piazza del Comune, antico cuore pulsante della Celleno che fu, qui si trova quello che è sicuramente l’edificio più suggestivo e meglio conservato, ovvero il Castello Orsini, ma anche il Campanile di San Donato (con il suo orologio), il rudere della chiesa di San Carlo, che ospita una mostra permanente di grammofoni, e la chiesa parrocchiale di San Donato. Durante il periodo di Natale il borgo fantasma di Celleno ospita il caratteristico presepe vivente mentre la seconda domenica di giugno si celebra con degustazioni ed eventi l’eccellenza del territorio cellenese: la ciliegia.

L’Anfiteatro di Sutri

Altra meta di straordinaria bellezza della Tuscia, sotto il profilo archeologico ed ambientale, è il borgo di Sutri, arroccato lungo uno sperone tufaceo, che appare alla vista d’improvviso, con le sue torri e con le sue mura merlate, tutto questo, tra i meandri di un paesaggio boscoso. Sutri, un luogo magico rimasto sospeso nel tempo, è adagiata nel territorio del Parco Naturale Regionale di Bracciano e Martignano, e offre spunti per le esigenze di qualunque viaggiatore. A partire dall’ottima gastronomia fino all’incredibile ospitalità dei suoi abitanti, alla storia e all’arte che si respirano ad ogni angolo. Secondo un’antichissima leggenda Sutri sembrerebbe sia stata fondata da Saturno. Infatti, proprio dal suo nome, che gli etruschi pronunciavano Sutrinas, deriverebbe quello della cittadina. Nello stemma sutrino compare ancora il dio a cavallo con un fascio di spighe dorate in mano che simboleggiano la fertilità di queste terre.

Le origini di Sutri sono assai remote probabilmente già in epoca pre-etrusca a Sutri si trovava un insediamento di una certa entità. Fin dal tempo degli Etruschi, Sutri e il suo territorio hanno sempre avuto un’importanza strategica infatti Sutri è stata baluardo etrusco contro l’espansione romana e transito di commerci e pellegrini da e verso Roma durante l’impero romano prima e nel Medioevo poi. Ancora oggi si possono ammirare rovine etrusche e romane, splendidi esempi di architettura religiosa e mura medievali ancora esistenti.  La necropoli rupestre di età etrusco-romana è uno degli elementi archeologici più eminenti. Nella necropoli, che è adiacente alla via Cassia, si trovano diverse tipologie di tombe, quella a camera tipica etrusca, l’arcosolio e la nicchia tipica del colombaio per le urne cinerarie. Tuttavia il monumento di maggior rilievo di Sutri è senza dubbio l’anfiteatro interamente scavato in un banco tufaceo posto di fronte alla città.

Uno scorcio di Sutri

Di modeste dimensioni, l’anfiteatro è posto in una pregevole area archeologica in cui spicca una necropoli etrusco-romana riutilizzata in varie epoche che comprende anche un mitreo riutilizzato come chiesa paleocristiana con affreschi medievali tra cui una particolarissima Madonna del parto con Gesù Bambino. l’Anfiteatro, singolare struttura del I sec. a.C. completamente ricavata dal banco tufaceo; la Necropoli etrusco-romana, con tombe di varie tipologie. Sotto il parco corre la Strada Consolare Cassia.  Sutri è affascinante e richiama turisti in ogni stagione. L’estate è ricca di feste e festival e durante l’autunno ci sono le sagre (quella del fagiolo è la più conosciuta perché è un prodotto tipico della zona). Durante l’inverno è il ritrovo di mercatini d’antiquariato e, in primavera, esplode nuovamente con la sua bellezza, tra spicchi di sole, mura ocra e il verde circostante.

Calcata

Andando alla scoperta dei borghi della Tuscia non si può non visitare il piccolo borgo di Calcata che si trova nel cuore dell’Agro Falisco, nella valle del Treja. Nonostante disti appena 40 chilometri da Roma, mantiene una propria personalità e un proprio carattere. L’accesso al borgo è possibile dall’unica porta rimasta dell’antica cinta muraria. E’ chiamata anche borgo degli artisti perché è popolata da molti artisti provenienti da tutte le parti del mondo che hanno trovato in Calcata un luogo in cui fermarsi per lavorare e creare per la sua tranquillità, il fascino dei suoi vicoli e delle sue casette in tufo e il suo essere immersa all’interno del bellissimo Parco del Treja, luogo perfetto per gli amanti della natura e del trekking.  Il cuore del borgo, nonché punto di ritrovo per i suoi abitanti, è la sua piazza dalla quale si irradiano le altre strade. Oltre che per il tufo, Calcata è celebre per essere il paese delle streghe.

Calcata

Per chi lo desidera da qui è possibile raggiungere alcuni percorsi naturalistici a piedi o a cavallo. Curiosità: qui i cellulari sono inutilizzabili e non ci sono reti wi-fi.  Passeggiando nel centro storico di questi antichi borghi non si può non innamorarsi delle botteghe artigiane, delle gallerie d’arte e degli scorci suggestivi, dove il tempo sembra essersi fermato.

Tuscia, un enorme patrimonio fatto di castelli, palazzi nobiliari, chiese, santuari, torri, campanili, suggestivi labirinti di vicoli e piazzette, fiabeschi paesini su rocce strapiombo, musei, opere d’arte, manifestazioni tradizionali un territorio assolutamente da visitare avendo la consapevolezza di lasciarci il cuore.

Adele Paglialunga

Nell’immagine di copertina, il Borgo Fantasma di Celleno

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