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Spettacolo di luci per celebrare il primo presepe di Francesco

di | 2023-12-24T09:04:56+01:00 24-12-2023 5:25|Attualità, Sezione 6|0 Commenti

RIETI – L’ augurio di buone feste a tutti con “LUCE! Fuochi di gioia e di letizia in attesa del Natale”, uno spettacolo pirotecnico mai realizzato prima, commissionato dal comitato Greccio 2023, per gli 800 anni dal primo presepe. “La notte si fece giorno, notte di luce, di suono, di musica e di festa”, recitano le fonti francescane, e “le rocce risuonavano e i boschi si accendevano alla luce delle fiaccole, le luci del popolo che accorreva alla grotta di Greccio, al Natale di Francesco” (Tommaso da Celano, Chiara Frugoni) e questo effetto, anche se in chiave moderna e tecnologica, si è ripetuto il 17 dicembre nella Valle Santa, con un fronte di 11 chilometri, 9 postazioni, 18 tecnici, uno speciale ponte radio in cabina di regia con Telesforo Morsani, per far arrivare l’impulso di accensione su un fronte così esteso.

Da Rieti al Santuario di Greccio, attraversando tutta la Valle Santa, passando per il santuario di Fonte Colombo, Greccio, Poggio Bustone, le luci bianche e argentate avanzano silenziosamente, con un suono ovattato, senza il consueto fragore dei fuochi d’artificio, poi una luce antica e calda, in tre sequenze ripetute, sempre più veloci, che culminano in una scenografia pirotecnica simultanea e sotto al santuario i fuochi scrivono la parola Pax.

Paolo Dalla Sega e Telesforo Morsani ( a sinistra)

Lo spettacolo pirotecnico è inserito nel progetto “La notte dei miracoli”, con due spettacoli al Teatro Flavio “Francesco fratello del Cosmo”, “La notte dei miracoli’ con la direzione musicale del Maestro Leonardo De Amicis, collegamenti con il santuario di Greccio, Chiesa di S. Francesco al Terminillo, Antoniano di Bologna e Terminillo Center, con Simone Cristicchi, i Pooh e altri musicisti, che sarà trasmesso da Rai 1 in prima serata il 2 gennaio.

La ditta Morsani, fondata nel 1880 da Reginaldo, ha illuminato il Giubileo del 2000, con Giovanni Paolo II, la musica dell’Accademia di Santa Cecilia, la facciata della Basilica di S. Pietro appena ripulita e tornata al suo splendore. Il tema scelto per questi fuochi del tutto speciali, brevi come durata, ma intensi, è proprio quello della luce, evidenziata anche dal Papa nella lettera Admirabile Signum, firmata e consegnata 4 anni fa al Santuario di Greccio.

Il manager culturale del comitato ‘Greccio 2023’ Paolo Dalla Sega, sottolinea che la letizia è un messaggio francescano, cita Le città invisibili di Italo Calvino “una volta guardavamo in alto, poi i piedi” (e ancora non c’erano gli smartphone): “Con questo spettacolo vogliamo tornare bambini guardando in alto e tutto, francescanamente, si fonde con la musica in programma in questi giorni”. Dalla Sega cita anche una lettera di Gustav Mahler, in cui scriveva che “la tradizione è custodire il fuoco, non adorare la cenere”.

L’augurio speciale di questi giorni è perciò di essere vivi come il fuoco, non quello che brucia e distrugge, ma quello che scalda i corpi e cuoce il cibo, quello che ha consentito l’evoluzione della nostra specie, il fuoco che scalda le nostre case, non quello che le distrugge, il fuoco e la luce che in questi giorni dobbiamo apprezzare anche per chi non può farlo, in attesa della pace. Il miglior modo di festeggiare questo Natale è apprezzare ciò che abbiamo, nella semplicità e per chi crede, una preghiera che arrivi fino a Betlemme.

Francesca Sammarco

Nell’immagine di copertina, una suggestiva ripresa dello spettacolo pirotecnico (copyright Ottica Francesco Curci)

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