/, Viaggi/Roma, fede e devozione verso la Scala Santa

Roma, fede e devozione verso la Scala Santa

di | 2023-11-17T17:59:13+01:00 19-11-2023 5:10|Sezione 3, Viaggi|0 Commenti

ROMA – Era l’aprile 2019 quando Angelo De Donatis, il cardinale vicario di Roma, aveva ufficialmente riaperto con la benedizione solenne, la scalinata del Santuario della Scala Santa, a Roma. Fino al 9 giugno quella particolare scalinata è stata accessibile ai fedeli proprio come era originalmente, successivamente sono state riposizionate le assi di noce, che nel 1723 vennero collocate sul marmo, per espresso volere di Papa Innocenzo III, per preservarla dall’usura dei tanti fedeli che la salivano in ginocchio. Un evento epocale, perché dopo ben 300 anni, quei gradini per la prima volta vennero presentati al mondo senza la copertura in legno di noce, come lo è tuttora.

La fede e la devozione sono sempre così forti, vanno oltre quelle assi di legno che presentano il segno del passaggio delle ginocchia dei fedeli giunti da tutto il mondo. È questa, infatti, la scalinata percorsa da Gesù, nel Pretorio di Pilato, prima della sua condanna a morte. 28 gradini che secondo la tradizione, facevano parte del palazzo di Ponzio Pilato, percorsi appunto da Gesù Cristo il giorno della sua condanna. Fu sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, a portarla a Roma, nel 326. Su questa Scala ci sono 4 macchie del sangue di Gesù, delle quali tre sono coperte da croci, due di bronzo ed una di porfido rosso. La quarta macchia è protetta da una grata e vi si è formato un buco, poiché i fedeli ci infilavano le dita per toccare quel punto.

Sotto il legno sono stati trovati migliaia di biglietti ed ancora oggi i pellegrini lasciano delle richieste di aiuto, delle lettere. Una particolare atmosfera di profondo raccoglimento avvolge chi entra in questo Santuario. Si può liberamente decidere di salire in ginocchio i 28 gradini della scalinata centrale, oppure percorrere le due laterali, le cui pareti sono rivestite da pregevoli affreschi. Una volta giunti in cima alla Scala Santa ci si trova davanti all’antico oratorio dei papi, protetto da una massiccia inferriata.

Si tratta della Cappella di San Lorenzo in Palatio, detta anche il Sancta Sanctorum, per le molte reliquie di Santi che vi sono custodite. Sulla parete dietro l’altare si trova una icona millenaria, sicuramente tra le più venerate dai romani e dai fedeli di tutto il mondo: l’immagine del Santissimo Salvatore Acheropìta raffigurato mentre siede in trono, con la mano destra benedicente e con il rotolo del Vangelo nella sinistra.

Inoltre, proprio sotto l’altare papale, si trova l’arca che custodisce il tesoro e le reliquie del Sancta Sanctorum. Il Santuario della Scala Santa venne commissionato da Sisto V nel 1589 a Domenico Fontana, un luogo di preghiera per alcuni secoli ad uso dei papi. Papa Pio IX, nel 1853, fece realizzare un convento attiguo, che venne affidato ai Padri Passionisti che attualmente continuano a gestirlo.

Nel 1853 Pio IX aveva realizzato l’attiguo convento affidandolo ai Padri Passionisti, che tuttora lo gestiscono.

Laura Ciulli

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi