MILANO – Leggere è fondamentale perché migliora la concentrazione, potenzia la memoria, sviluppa l’empatia e stimola la creatività. Questo atto allena il cervello, riduce lo stress e arricchisce il bagaglio culturale e il vocabolario. È un’abitudine che trasforma il pensiero, rendendolo più critico e autonomo. È aumentato del 4%, in Italia, il numero delle persone tra i 15 e i 74 anni che si dichiarano lettrici e lettori. Calano, però, tempi e frequenza di lettura, e si conferma il gap di genere: tra le donne le lettrici sono infatti l’81% della popolazione, tra gli uomini i lettori sono il 72%. 
Almeno un libro letto anche in parte negli ultimi dodici mesi, compresi ebook e audiolibri, raggiuge la quota di 33,9 milioni: sono adesso il 76% della popolazione, contro il 73% dell’anno precedente. Calano, però, tempi e frequenza di lettura: la quota di chi apre un libro almeno una volta a settimana è passata dal 72% del 2022 al 61% del 2025, mentre quella di chi legge solo qualche volta al mese è passata dal 26% al 38%. Inoltre, per quanto riguarda il tempo medio settimanale dedicato in particolare alla lettura di libri a stampa, questo è calato da 3 ore e 32 minuti nel 2022 a 3 ore e 7 minuti nel 2025. Il 37% dei lettori legge fino a tre libri, ebook o ascolta fino a tre audiolibri l’anno; il 22% legge tra 4 e 6 libri l’anno, il 19% tra 7 e 11 e il 22% 12 o più.
I dati dell’Osservatorio AIE sulla lettura, a cura di Pepe Research, sono stati presentati dal direttore di AIE Fabio Del Giudice: “Cresce il numero di persone che si dichiarano lettrici e lettori in tutte le fasce d’età, ma soprattutto tra i 15 e i 17 anni: la lettura viene infatti sempre più percepita dai giovani come un’attività da condividere e mostrare con orgoglio. Ma, allo stesso tempo, le si dedica meno tempo: anche questo è un tema che deve essere affrontato”. 
La lettura attiva diverse aree cerebrali, tra cui il lobo frontale (funzioni logiche) e l’area di Broca (linguaggio), agendo come un vero e proprio “training” per il cervello. Aiuta a mantenere le funzioni cognitive attive e, secondo uno studio dell’Università del Sussex, può ridurre lo stress in modo significativo. Leggere sviluppa l’empatia, permettendo di comprendere meglio le emozioni altrui e di affrontare i “finali tristi” della vita attraverso le storie dei personaggi, agendo come una sorta di educazione sentimentale. Migliora il vocabolario, le competenze linguistiche e le capacità analitiche. Inoltre, la lettura aiuta a formarsi opinioni proprie e autonome, stimolando la curiosità.
“La lettura non è un gesto individuale: è un atto di cura collettiva. Nelle biblioteche, nei quartieri, nelle scuole e nelle tante esperienze diffuse nel Paese nascono ogni giorno vere e proprie comunità della conoscenza, capaci di generare fiducia, partecipazione e mobilità sociale – commenta Irene Manzi, Commissione Cultura della Camera -. Voglio ribadire un impegno chiaro: valorizzare queste energie e darle ascolto. Per questo considero importante e da sostenere la proposta di istituire, presso il Centro per il libro e la lettura, un tavolo permanente di ascolto sulla promozione della lettura. Accanto a questo, serve una legge organica per la filiera del libro, capace di dare stabilità, visione e tutele a un settore strategico. Una normativa condivisa e realmente trasversale, che impegni tutte le forze politiche nella promozione del libro come infrastruttura democratica”. 
Leggere regolarmente è dunque un’abitudine preziosa per lo sviluppo personale, soprattutto in un contesto dove poche persone leggono costantemente, offrendo un vantaggio culturale e critico.
La lettura è una risorsa preziosa per tutte le età, capace di arricchire la mente e nutrire l’anima, rendendo le persone consapevoli e indubbiamente più libere.
Claudia Gaetani

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