CITTADUCALE (Rieti) – La deputazione abruzzese di storia patria si è riunita a Cittaducale per una giornata di studio e incontri dei soci nella sala conferenze Margherita d’Austria, ospiti dell’Amministrazione comunale. La giornata è stata dedicata alla presentazione del volume “Margherita d’Austria e il sistema mediceo-farnesiano nell’Italia centro-meridionale” a cura di Candido Greco, Paolo Muzi e Roberto Ricci, contenente gli atti dei diversi convegni tenuti nel 2022 e 2023 per il V centenario della nascita di Margherita d’Austria (Oudenaarde, 5 luglio 1522 – Ortona, 18 gennaio 1586), presentato da Mauro Congeduti (storico dell’arte, fotografo e documentarista) e Mario Centofanti (professore ordinario di Disegno dell’Architettura presso il Dipartimento di Ingegneria Civile a L’Aquila).
Margherita fu una nobildonna di origini fiamminghe, tedesche e spagnole, figlia naturale dell’imperatore Carlo V d’Asburgo e della sua amante Giovanna van der Gheynst, figlia di un lavorante di arazzi (Giovanna di Castiglia, detta La Pazza). Dopo un breve soggiorno a Leonessa, tornò nei suoi feudi abruzzesi che amministrò direttamente dal 1568 al 1572. Cittaducale era residenza prediletta e feudo che governò con abilità, promuovendone lo sviluppo urbanistico ed economico, dando impulso all’economia locale e alla cultura e risolvendo delicate questioni territoriali. La sua influenza si respira ancora oggi attraverso il Palazzo della Comunità, sede principale della sua corte, dove organizzava balli mascherati, ricevimenti, rappresentazioni teatrali. Ristrutturato dal celebre architetto Jacopo Barozzi da Vignola, è un luogo tutelato dal Fondo Ambiente Italiano. Il Palazzo è affiancato alla merlata Torre Civica e di fronte, congiunto attraverso un arco che scavalcava l’attuale Corso, sorgeva il Palazzo del Capitano del Popolo e il Palazzo dei Priori, o Palazzo Malatesta. La città celebra annualmente la figura della Duchessa con un corteo e festeggiamenti in costume d’epoca, rievocando l’atmosfera imperiale.

Cittaducale
Le Montagne della Duchessa, oggi Riserva Naturale nel comune di Borgorose (anch’esso in territorio abruzzese fino al 1927), si chiamano così in omaggio al forte legame con questo territorio, nel quale ha lasciato segni nello stile architettonico delle costruzioni dei palazzi e dimore storiche. Dopo Cittaducale si trasferì a L’Aquila come Governatrice, nella residenza nel rinnovato Palazzo Margherita, opera di Girolamo Pico Fonticulano. Nel Palazzo del Capitano, riunì artisti e intellettuali, tra cui Andrea Alfieri, Sebastiano Marchesi, Francesco De Marchi (che scalò per primo il Corno Grande del Gran Sasso). A Pile vicino L’Aquila, fece costruire una grande masseria: “La Cascina”. Nel 1582 si trasferì a Ortona (dove morì nel 1586) e anche qui fece costruire una dimora personale chiamata Palazzo Farnese, su progetto di Giacomo della Porta, ma non la vide mai completata.

Palazzo Madama
Lo stile mediceo-farnesiano è ben riconoscibile nell’Italia centrale, come in piazza Farnese a Roma, nel Palazzo Farnese a Piacenza e a Caprarola. Margherita era conosciuta anche come “la Madama” (Villa Madama a Monte Mario a Roma è riferita a lei), fu politicamente attiva durante tutta la sua vita, viaggiò per l’Europa ed ebbe il titolo personale di governatrice dei Paesi Bassi spagnoli, oltre a essere signora di una serie di feudi italiani. Nel 1532, all’età di dieci anni si trasferì in Italia, dove visse sotto le regole impostele da Francesca d’Entremont de Montbel, vedova dell’ex viceré di Napoli, Carlo di Lannoy. Nel 1533 ebbe in dote dal padre i feudi di Castrum Sancti Angeli (odierna Castel Madama), Penne, Campli, Ortona, Leonessa, Cittaducale, Montereale (che formarono i cosiddetti Stati mediceo-farnesiani), in seguito i feudi di Castellammare di Stabia, Altamura e la Signoria di Roccaguglielma nel Regno di Napoli.
Per matrimonio ottenne anche i titoli di Duchessa consorte di Firenze, grazie al primo marito, Alessandro de’ Medici, e di duchessa di Parma e Piacenza in quanto moglie di Ottavio Farnese, nipote di Papa Paolo III (Alessandro Farnese). Suo padre Carlo V d’Asburgo, scomparso il papà Filippo il Bello, divenne duca di Borgogna e principe dei Paesi Bassi all’età di sei anni. Dieci anni dopo divenne re di Spagna, entrando in possesso anche delle Indie occidentali castigliane e dei regni aragonesi di Sardegna, Napoli e Sicilia. A diciannove anni diventò arciduca d’Austria come capo della Casa d’Asburgo e, grazie all’eredità austriaca, fu designato imperatore del complesso germanico-italiano (Sacro Romano Impero) dai sette principi elettori. Per ottenere la carica, Carlo chiese un prestito ad un consorzio di banchieri italiani e tedeschi, tra i quali i Fugger ed i Welser. 
In un’epoca caratterizzata da guerre politiche e di religione, Margherita divenne una pedina fondamentale nel gioco delle alleanze. Ben due papi, Clemente VII e Paolo III, la legarono al papato e alle loro famiglie. Il matrimonio con Ottavio Farnese non fu inizialmente felice, poi nel 1545 nacquero due gemelli, Carlo e Alessandro, battezzati a Sant’Eustachio a Roma (padrini Carlo V e la Regina di Francia). A Palazzo Madama le offriva assistenza spirituale Ignazio di Loyola, ricambiato con il patronato per l’apertura della Chiesa di Santa Marta al Collegio Romano. Chiese inutilmente a Filippo II di mitigare le norme a carico degli eretici. Dal 1579 al 1581 tornò nelle Fiandre, dove affiancò il figlio Alessandro come Governatrice ma, a causa della sua ostilità, Filippo II ne revocò la nomina il 13 dicembre 1581. La sua tomba è in un mausoleo nella chiesa di San Sisto a Piacenza.
Francesca Sammarco
Nell’immagine di copertina, il corteo storico a Cittaducale in onore di Margherita d’Austria

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