ROMA – Grande la folla, la polizia, la televisione, ai funerali di Carla Fracci a Milano, dove il 27 maggio 2021 ella era morta, dopo esservi nata nel 1936 ed avervi in gran parte vissuto. Ma, dopo una vita insieme al suo coniuge, Beppe Menegatti – il regista teatrale lanciato da Visconti e divenuto marito della grande danzatrice nel 1964, sicchè dai due è nato il figlio Francesco, oggi architetto – il 17 settembre 2024, Beppe ha seguito Carla nella morte.

Carla Fracci col marito Beppe Menegatti e il piccolo Francesco
Nessuno certo ha dimenticato mai la Fracci, ineguagliabile ballerina – non solo per purezza tecnica e rara morbidezza corporea, ma per interpretazioni inconfondibili e forse uniche. Soprattutto il matrimonio ebbe la caratteristica di aver unito in una rara e funzionante coppia una ballerina e un regista, che raccolse un notevole gruppo di testi teatrali per le di lei successive interpretazioni danzate.

Beppe Menegatti
Le reazioni del pubblico furono varie sia per durata e costanza del coniugio, che per la fedeltà con cui il marito Beppe aveva seguito ovunque sua moglie agli spettacoli, dirigendone i testi di balletto specie negli anni romani (2000-2010), al Teatro dell’Opera di Roma, di cui la Fracci era ormai direttrice. Si disse che Beppe Menegatti sfruttava per le sue creazioni il grande successo della moglie: ma nessuno ammise che una coppia che indossava addirittura abiti della stessa stoffa, doveva essere unita in modo almeno inconsueto.
Se invece che ricordare ad esempio la Fracci solo in una delle sue stupende “Sylphide” – in cui ella durante un volo ritraeva improvvisamente le gambe, sicchè il pubblico vedeva atterrare solo il velo della spiritualizzata Silfide – ben diverso sarebbe stato tale pubblico. O anche, se esso avesse pensato alle parole di Menegatti, rilasciate quando firmò con Carla – sul libro dei Grandi Ospiti dell’Abbazia di Montecassino – “Amore, amore, amore”. Ed anche quel che egli lasciò all’intervistatrice Segli dopo la morte della Fracci: “Le voglio un bene ummutato. Nato dal primo sguardo (quando la vide ragazza alla Scala, n.d.r.) esso è tuttora presente, e indica un futuro dove il bene non muterà mai”. Ci sia d’insegnamento.
Paola Pariset

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