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I 170 anni di Madame Bovary, capolavoro più che mai attuale

di | 2026-10-02T12:37:58+02:00 4-10-2026 0:25|Cultura, Sezione 6|0 Commenti

MILANO – Nel 2026 ricorrono i 170 anni dalla prima pubblicazione di Madame Bovary. L’opera di Flaubert apparve infatti a puntate sulla “Revue de Paris” tra il 1° ottobre e il 15 dicembre 1856, prima di uscire in volume nel 1857. Centosettant’anni dopo, Emma Bovary continua a far parlare di sé puntando il dito sul desiderio, sull’insoddisfazione e sulle illusioni d’amore, mentre Rodolphe Boulanger, il seduttore, è una figura estremamente attuale nell’ambito della psicologia odierna riguardo al narcisismo. Il romanzo di Flaubert non racconta soltanto la storia di Emma e dei suoi amanti: mette in luce dinamiche che appartengono ancora alle relazioni di oggi come il bisogno di essere riconosciuti, l’idealizzazione, il gusto della conquista, il desiderio di evasione da una realtà quotidiana troppo noiosa e grigia, fino ad arrivare alla svalutazione e all’abbandono.

Gustave Flaubert

L’analisi psicologica di Emma Bovary rivela una donna tormentata da un profondo vuoto esistenziale e da un’insoddisfazione cronica, nota appunto come “bovarismo”. Incapace di accettare la realtà monotona e borghese, Emma vive rifugiandosi in fantasie romantiche alimentate da letture, cercando invano di colmare la sua insoddisfazione attraverso amanti e spese folli, fino al tragico epilogo. Il romanzo ambientato nell’Ottocento racconta di una donna che per l’epoca in cui vive si vede confinata nel matrimonio, nella maternità e nella dimensione domestica, mentre l’autonomia economica, professionale e intellettuale restano soltanto un desiderio. Emma desidera la passione, l’eccezionalità, l’evasione, un amore capace di trasformare la sua esistenza. In sostanza, cerca una vita diversa che la porti fuori dalla misera quotidianità. Emma legge molto e, attraverso la letteratura, intravede un’esistenza diversa, ma non possiede gli strumenti necessari per trasformare quel mondo immaginario in un autentico progetto di vita. Da qui nasce un’eterna insoddisfazione.

Quando Emma incontrerà Rodolphe si lascerà sedurre vedendo nell’uomo che ha davanti l’amante ideale, colui che porta con sé passione, libertà, avventura, sensualità, la promessa di una vita più intensa. Flaubert propone la figura maschile di Rodolphe come un seduttore capace di osservare, comprendere rapidamente le vulnerabilità dell’altra persona e offrirle esattamente ciò che desidera sentirsi dire. È l’uomo che riuscirà a far sentire Emma una donna speciale, diversa dalle altre, destinata a vivere una passione fuori dall’ordinario. La seduzione funziona proprio perché incontra una fantasia già presente in quanto il desiderio esiste già nel cuore di Emma. Rodolphe deve soltanto offrirsi come colui che può realizzarlo mettendo in atto così una seduzione narcisistica. Se ne riconoscono i tratti nelle pagine del romanzo individuando in esso una idealizzazione iniziale seguita da un’intensità costruita rapidamente che culmina in una complicità esasperata. Ma quando Emma comincia a chiedere una relazione reale ecco che arriva una progressiva svalutazione. Emma non è più soltanto una donna da desiderare, ma una donna che chiede continuità, rassicurazioni e un futuro, perciò la situazione cambia.

La conquista perde il suo fascino dal momento che l’altro smette di essere uno specchio gratificante e diventa un soggetto con i propri bisogni. Flaubert, con la sua tecnica dell’impersonalità, ritrae la psicologia di Emma non con giudizio, ma come uno specchio delle ipocrisie e del romanticismo malato della sua epoca, arrivando ad affermare “Madame Bovary c’est moi!”.  Si potrebbe concludere che la vita di Madame Bovary sia una vita vissuta tra illusione e realtà. Ma forse questo non accade anche nei tempi moderni in cui spesso si vive in un mondo irreale creato dai social, dalle fiction, dai videogiochi e tanto altro e poi ci si trova insoddisfatti di fronte al quotidiano? Questo conflitto interiore lascia l’individuo irrequieto, depresso e desideroso di uscire dalla realtà in qualunque modo.

Gustave Flaubert

Ecco quindi che a 170 anni dalla sua comparsa il romanzo di Flaubert torna a portare a galla tematiche inquietanti che portano all’analisi e alla riflessione facendone così un capolavoro di tutti i tempi. Ci sono relazioni che sembrano travolgenti perché fanno sentire gli individui in questione finalmente visti, scelti, unici. Eppure, a volte, ciò che si scambia per amore nasce principalmente dall’incontro fra un bisogno profondo e qualcuno che sa intercettarlo. Questo deve essere il punto di partenza per lo sviluppo di una relazione che piano piano diventerà amore vero oppure si dissolverà come una bolla di sapone. È questa forse una delle ragioni per cui Madame Bovary continua a parlare all’umanità lasciando tracce profonde in chi legge.

Margherita Bonfilio

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