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Ma il Pallone d’Oro luccica davvero?

di | 2026-10-30T18:44:38+01:00 1-11-2026 0:30|Sezione 7, Sport|0 Commenti

NAPOLI – Forse è proprio vero ciò che afferma Mourinho: il Pallone d’Oro deve essere consegnato alla fine della carriera ad un calciatore del quale si sentirà la mancanza, a chi lascia un ricordo indelebile, indiscusso. Perché, di fatto, non si sa se questo premio abbia ancora senso. Cambiasso disse che nel 2010, quando Milito manco finì nei primi 30, per lui fu il segnale totale di una perdita di credibilità senza ritorno. Ma poi perché nel 2026 non la smettiamo di considerare portieri, difensori o centrocampisti dei pezzi di contorno? Messi e Cristiano Ronaldo lo hanno vinto così tante volte, e anche talvolta senza meritarlo, perché è diventato oggettivamente una sorta di Oscar che va a chi serve e non sempre a chi merita.

Giocatori del calibro di Sneijder, Iniesta, Van Dijk, Haaland, Lewandowski, Ribéry, Xavi… pure in passato andò così, noi ancora aspettiamo quello per Paolo Maldini e per Del Piero. Allora perché quello dato ad Harry Kane sta sostanzialmente mettendo tutti d’accordo? Di sicuro, si tratta di un grande giocatore, è un centravanti con qualità complessiva al top, uno di quegli attaccanti che sanno come rendere tutto più facile se ce li hai in squadra. Fortissimo fisicamente, fortissimo tecnicamente e tatticamente, è un mix di passato e futuro, è stato anche protagonista di momenti drammatici e importanti con la sua Nazionale. La finale a Wembley persa contro la banda Mancini, le due occasioni Mondiali sfumate, con un bronzo a fare da magro e amaro ricordo per la terza.

Ma si è sempre messo sulle spalle un collettivo condizionato da problemi enormi di tenuta psicologica e forse sopravvalutato complessivamente, anche mal guidato. Ha sbagliato un rigore pesantissimo, ne ha messi altri importanti, in 11 con 125 presenze e 91 reti ha fatto la storia del calcio di sua maestà, raccogliendo l’eredità della Golden Generation che mai sbocciò. Forse anche la sua, ma lui sì in compenso. Ma soprattutto, Harry Kane è un esempio dentro e fuori dal campo. Mai una parola fuori posto, mai un atteggiamento sbagliato, mai un tuffo da attore consumato o sciocchezze da gangster mancato. Ha vinto a livello di club molto meno di quanto meritasse, tanto da meritarsi il nomignolo di gatto nero da parte di certa stampa.

Mbappè, Yamal e Harry Kane

In tempi barbari come questi, il centravanti del Bayern Monaco è sempre lì, a ricordare anche ad altri suoi colleghi che soldi e fama non sono tutto. Chissà se Mbappe e Yamal abbiano da recriminare, ciò che è certo però è che avremmo bisogno di altri Kane, anche nel nostro calcio. Magari tornerebbe ad essere ciò che era un tempo, quando trovare uomini come Kane era la norma e non l’eccezione. Forse la realtà è che ha vinto l’ultimo gentiluomo del calcio, e questo conta più dei numeri o record. È vero che di esempi ne abbiamo avuti tantissimi e tutti avrebbero meritato un pallone d’oro.

Ma di fatto essere votato da giornalisti, allenatori ed altri personaggi ai quali si può tranquillamente chiedere di votare l’uno o l’altro rende il premio scarno, svuotato del significato oggettivo che gli compete. Un riconoscimento va dato ma non solo perché si vince una Champions o un mondiale. Il riconoscimento all’unicità deve essere oggettivo e questo non potrà mai accadere. Per adesso godiamoci le giocate di questi grandi campioni, sponsorizzati da grandi società, imperi economici che agli stessi fanno capo. E lì purtroppo il valore del calcio si mescola ad interessi non sempre trasparenti.

Innocenzo Calzone

Giornalista pubblicista, architetto e insegnante di Tecnica della progettazione e produzione alla Scuola Secondaria di II grado presso l’Istituto Professionale Moda Bernini De Sanctis di Napoli. Ha condotto per più di 15 anni il giornale d’Istituto “Ristoriamoci”presso l’ I.C. Confalonieri Ristori. Partecipa e promuove attività culturali con l’associazione “Giovanni Marco Calzone” organizzando incontri e iniziative a carattere sociale e di solidarietà. Svolge attività di volontariato nel centro storico di Napoli con attività di doposcuola per ragazzi bisognosi; collabora con il Banco Alimentare per sostenere famiglie in difficoltà. Appassionato di arte, calcio e musica rock.

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