/, Sezione 7/Anne Carson, poetessa amante dei classici

Anne Carson, poetessa amante dei classici

di | 2026-10-14T18:38:20+02:00 18-10-2026 0:30|Cultura, Sezione 7|0 Commenti

MILANO – Colpiscono le parole di Anne Carson, vincitrice del Nobel per la Letteratura 2026: “Il linguaggio è ciò che allevia il dolore di vivere con gli altri”. Complessa e con una personalità poliedrica, la poetessa canadese reinventa i classici e rappresenta una delle voci più originali della letteratura contemporanea, capace di mescolare poesia, narrativa, filosofia e mitologia greca. Nella motivazione del riconoscimento, l’Accademia sottolinea che l’autrice ha dato vita a un’opera audace e ricca di inventiva che, attraverso un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea. La segretaria permanente dell’Accademia svedese, Ingrid Carlberg, ha dato la notizia alla scrittrice, che in quel momento si trovava in Islanda e che al telefono ha risposto che stava ascoltando il vento. Sorpresa, ma felice, riceverà ufficialmente il premio il 10 dicembre prossimo a Stoccolma.

Anne Carson ha dedicato gran parte della sua vita allo studio della letteratura greca antica, una passione nata già durante gli anni della scuola, quando un insegnante di latino iniziò a darle lezioni di greco. Il suo percorso universitario non è stato del tutto lineare. Ha interrotto due volte gli studi all’Università di Toronto, ma ha poi completato la propria formazione, conseguendo un dottorato in studi classici nel 1981. Ha insegnato in diverse università del Canada e degli Stati Uniti, tra cui McGill e Michigan. La conoscenza del mondo antico è diventata il punto di partenza della sua affascinante scrittura. Nei libri di Carson convivono Saffo, Catullo, gli eroi della mitologia greca e le esperienze personali, dalla fine di una relazione al dolore per la perdita di una persona cara. Il Nobel non è il primo grande riconoscimento internazionale della sua carriera. Nel 2020, Anne Carson ha ricevuto il Premio Principessa delle Asturie per la Letteratura, uno dei principali premi culturali spagnoli. In quell’occasione, durante un discorso a distanza, aveva riflettuto sul significato della gratitudine e sulle origini delle parole, passando dall’inglese al latino e al greco.

Tra i libri più famosi di Anne Carson, alcuni sono romanzi scritti in versi, altri mescolano poesie e saggi, altri ancora diventano veri e propri oggetti artistici. L’autrice non si limita a raccontare una storia, ma sperimenta anche nuovi modi di presentarla al lettore. Autobiografia del rosso (1998) è un romanzo in versi ispirato al mito greco di Gerione, il mostro alato sconfitto da Eracle, dove la Carson trasforma il protagonista in un ragazzo sensibile che vive una tormentata storia d’amore. Il libro affronta temi come l’identità, il desiderio e la difficoltà di crescere. La bellezza del marito, pubblicato in Italia nel 2022 da La nave di Teseo, è un’opera composta da 29 tanghi poetici. Racconta un matrimonio segnato dall’infedeltà e dalla separazione, interrogandosi sul rapporto tra bellezza, attrazione e sofferenza. Invece Nox (2010) è uno dei suoi lavori più particolari, dedicato al fratello morto nel 2000. Il libro raccoglie ricordi, fotografie, frammenti di lettere e riflessioni sulla poesia latina, attraverso un lungo foglio ripiegato e custodito in una scatola. Il dolore per la perdita del fratello si intreccia con una poesia di Catullo, che aveva raccontato secoli prima la morte del proprio fratello.

Accanto alla produzione poetica, Carson si è dedicata anche alla traduzione dei classici greci. Tra i suoi lavori più conosciuti c’è If Not, Winter, pubblicato nel 2002, in cui raccoglie e traduce i frammenti superstiti delle poesie di Saffo. La scrittrice ha trasformato il rapporto tra la letteratura antica e quella contemporanea: i miti greci non sono semplicemente storie del passato, ma strumenti per parlare di emozioni e problemi ancora attuali. Un altro elemento fondamentale è la sua sperimentazione letteraria. Carson supera continuamente i confini tra poesia, romanzo, saggio e teatro, combinando parole, immagini e forme artistiche differenti. I suoi libri mettono in discussione persino il modo tradizionale di leggere un testo.

La sua curiosità non riguarda soltanto gli autori antichi. Nel 2026 ha scritto anche un saggio dedicato alla cantante spagnola Rosalía, pubblicato sulla London Review of Books. Un esempio di come il suo interesse per il linguaggio e l’arte possa spaziare dalla poesia greca alla musica pop contemporanea. Per l’Accademia svedese, è proprio questa capacità di creare nuove forme espressive a rendere importante il suo contributo alla letteratura. Carson prende materiali apparentemente lontani, dai miti antichi ai ricordi familiari, e li trasforma in opere che sfuggono alle categorie tradizionali. Il suo rapporto con la poesia emerge anche da una frase pronunciata durante una delle sue rare interviste: “Se sapessi che cos’è la poesia, non avrei bisogno di scrivere”. Per Anne Carson, scrivere significa continuare a cercare qualcosa che non si riesce mai a definire completamente.

Claudia Gaetani

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi