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Ma cosa c’è dietro la violenza giovanile?

di | 2026-10-22T00:45:46+02:00 25-10-2026 0:30|Attualità, Sezione 7|0 Commenti

NAPOLI – È raccapricciante quanto si vede in tv in merito alle manifestazioni che sono in atto nelle piazze e nelle scuole d’Italia. Forse è vero che non tutto si racconta, forse è vero che certe tv esasperano i contenuti violenti a dispetto di quanto dialogo sia in gioco. Resta un fatto di sicuro: c’è tanto da lavorare sullaspetto educativo. E questo riguarda ragazzini, adolescenti e adulti, Sembra che prevalga un vuoto, una sconnessione, una frammentazione dell’io, una debolezza. Nella scuola dove chi scrive insegna il motto è: “Basta che facimm e vacanze” oppure “Amm fa burdell, amma scassà tutt cos” (dobbiamo fare confusione, dobbiamo rompere tutto). Oggi qui a Napoli hanno distrutto una scuola, bruciato i registri, rovinato la palestra. Per la verità ci sono stati anche luoghi in cui si è discusso democraticamente e dignitosamente.

Alcuni insegnanti hanno esaltato le gesta dei propri alunni: “Finalmente si sono svegliati, hanno capito che se non si fa violenza non si ottiene nulla”. Raccapricciante ancor di più se si pensa che chi parla sono insegnanti di 40 e anche 50 anni, provati evidentemente da situazioni personali che ne hanno determinato la vita. Devastazioni e ruberie, distruzione senza alcun senso. Forse è vero che dove non ci sono state sberle da bambini si raccolgono ora frutti di depressione e privazione. Devastati dentro e quindi violenti. Ma cosa evidenzia tutta questa violenza? Cosa fa venire fuori tutta questa pochezza? Si sono contattati sui social, si sono invitati e la proposta nella maggior parte dei casi era “facciamo casino”. Perché e per cosa non era importante: facciamo distruzione e violenza per dire la nostra confusione, per dire la nostra disperata insoddisfazione.

Ciò che si è mosso è più che altro un disorientamento: un desiderio scomposto e violento di fare presente l’assenza di strade, il nulla delle loro giornate. L’impossibilità di sapere dove vanno e con chi. L’esigenza di un protagonismo nel mondo e nella storia che sembra non avere speranza. L’esigenza di mettersi in mostra come se mai qualcuno ti avesse guardato realmente in faccia, come se mai qualcuno ti avesse considerato, amato. Si è violenti quando la realtà non risponde, quando l’ambito che più dovrebbe abbracciarti ti trascura.

Come si risponde a questa insoddisfazione? Si risponde con un orientamento, con un cammino, con un “vieni dietro a me” forte, concreto, visibile, certo. Tipico di chi sa sperare perché sa di essere molto amato. Al disorientamento si risponde con l’orientamento: adulti che si facciano presenze, che offrano ipotesi di strade, mestieri, attività. Adulti che orientino a scelte che mostrino professioni e professionalità da costruire, adulti certi che mostrino e testimonino progetti di vita e siano disposti a dare tempo e risorse per orientare e camminare. Al disorientamento dei ragazzi si risponde con una chiara proposta di orientamento del mondo adulto. Ora servono adulti che tornino a dire “vieni dietro a me”. “Vieni dietro a me” diceva Emilia Vergani.

Per scoprirti e riconoscerti serve qualcuno che si metta accanto a te, cammini con te, qualcuno che faccia con te la tua strada, la osservi, la declini, ti aspetti se hai bisogno di fermarti… Qualcuno che sveli te a te stesso. Queste persone esistono, ci sono realtà stabili, forti che quotidianamente si muovono per questo. Bisogna avere “solo” quella tensione per cercarli, bisogna “solo” avere la fortuna di trovarli.

Innocenzo Calzone

Giornalista pubblicista, architetto e insegnante di Tecnica della progettazione e produzione alla Scuola Secondaria di II grado presso l’Istituto Professionale Moda Bernini De Sanctis di Napoli. Ha condotto per più di 15 anni il giornale d’Istituto “Ristoriamoci”presso l’ I.C. Confalonieri Ristori. Partecipa e promuove attività culturali con l’associazione “Giovanni Marco Calzone” organizzando incontri e iniziative a carattere sociale e di solidarietà. Svolge attività di volontariato nel centro storico di Napoli con attività di doposcuola per ragazzi bisognosi; collabora con il Banco Alimentare per sostenere famiglie in difficoltà. Appassionato di arte, calcio e musica rock.

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