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La potenza espressiva di Mariella Nava

di | 2020-06-04T19:49:27+02:00 7-6-2020 6:30|Sezione 7, Spettacolo|0 Commenti

MILANO – “Una parola che suona stonata come le campane in un tempo frenetico che non riusciva a dare più tempo a nessuno. E allora è giusto che abbia trovato il suo posto nello stop generale”. È la sintesi di Mariella Nava su “Povero Dio”, il nuovo singolo arrivato venerdì 22 maggio in radio e in digitale. “Povero Dio” è una canzone che ha dovuto attendere il suo tempo per venire alla luce – spiega –. Risultava difficile trovare spazio con quella parola, tanto forte da essere ingombrante. Dio è una parola che torna, ma che mette sempre un po’ soggezione, è scomoda, ci mette a nudo; e quante volte è stata usata a sproposito, travisandone completamente il senso. C’è un comandamento che dice di non nominarlo invano, eppure sembra essere più lì, nei posti e nelle rappresentazioni sbagliate, che nelle preghiere. Dio, Allah, Buddha… Mettici il concetto che vuoi, la natura: sono traduzioni, letture diverse, ma dentro c’è l’Universo, ci siamo noi, così come siamo e soprattutto come siamo diventati”.

Mariella ha fatto sentire in questo brano tutta la sua autoritaria vena artistica: “Dio: tuona nel silenzio quella parola che intimamente, mai come in questo periodo, l’abbiamo sentita rimbombare nell’immagine di una piazza deserta, o posarsi sulle labbra, tra i denti, negli occhi, su un muro, in un pensiero, in una richiesta di aiuto, in una forza da trovare, in un perché a cui dare risposte, quando le risposte sono diventate rare, difficili e addirittura inesistenti. E diventa più grande adesso che ci dobbiamo rialzare più poveri. Nella paura, nel vuoto dell’incertezza, in una carezza che arriva da dentro, nel caldo di una speranza. Dio, che per me è quello cristiano, ma che per qualcun altro è qualsiasi appiglio per farcela, per ritrovarsi, è quell’energia nuova da prendere, quella fiducia intima necessaria per non sentirci soli e più miseri”.

Mariella Nava ha esordito nel 1988 raggiungendo la notorietà come autrice di “Questi figli” per Gianni Morandi, “Come mi vuoi” interpretato da Eduardo De Crescenzo a Sanremo 1989 e ricantata poi da Mina, “Per amore” scritta per Andrea Bocelli, “It’s forever” per Dionne Warwick, “Il mio punto di vista” cantata con Mango, “Spalle al muro” composta per Renato Zero, seconda a Sanremo 1991 e ricordata di più come “Vecchio”, oltre ai successi interpretati da lei stessa, “Terra mia” (Premio Volare a Sanremo ’94), “Cosi è la vita“ classificatesi terza Sanremo 1999 e Premio Miglior Musica dalla Sala Stampa, “Il cuore mio“ Premio LILT per la vita a Sanremo del 2002. Mariella Nava è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica italiana e del sigillo “Testimone di pace” per aver sempre scritto e cantato di tematiche sociali. Il suo ultimo lavoro discografico contenente inediti risale a poco più di due anni fa e si intitola “Epoca”: terminata l’emergenza Covid-19, ritornerà presto in sala di registrazione per ultimare progetti e nuove canzoni che avremo modo di ascoltare nei prossimi mesi.

Franco Gigante

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