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Le Ninfe Nitrodi tornano ad Ischia

di | 2026-10-15T19:11:30+02:00 18-10-2026 0:10|Arte, Sezione 3|0 Commenti

ISCHIA (Napoli) – Dal 16 ottobre al 30 novembre, la scultura in marmo risalente al II secolo d.C. – abitualmente custodita presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) – sarà la protagonista indiscussa della mostra “Da Pithekoussai a Parthenope: storia e mito”, allestita nelle sale del Museo Archeologico di Pithecusae, a Lacco Ameno. Rinvenuto nel 1757, nei pressi della celebre sorgente di Nitrodi a Barano d’Ischia, il rilievo raffigura il dio Apollo con la lira, affiancato da tre Ninfe, quella centrale regge una conchiglia, le due laterali poggiano il braccio su un’idria rovesciata, collocata su un pilastrino.

Alla base, l’iscrizione che ne attesta la natura di offerta votiva: “T. Turrianus Dionysius Nymphis donum dedit” (Tito Turrianio Dionisio donò alle Ninfe). L’opera documenta l’antico culto delle divinità idriche e la pratica della cura per aquas, testimoniando come già duemila anni fa Ischia fosse una rinomata meta di benessere e guarigione. La mostra è il frutto di un virtuoso percorso di collaborazione istituzionale tra il MANN, il Museo di Pithecusae e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli.

“È un ritorno simbolico di un’opera nell’isola dove fu scoperta”, commenta il direttore del MANN, Francesco Sirano, evidenziando come la mostra permetta di riscoprire le radici storiche e culturali della tradizione termale che ha reso Ischia celebre nel mondo. Grande soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Lacco Ameno, Domenico De Siano: “Ogni traccia della nostra storia acquista un valore ancora più grande quando torna a parlare alla comunità e diventa occasione di conoscenza per le nuove generazioni. Custodire il patrimonio significa preservare una parte della nostra identità per consegnarla al futuro con un significato vivo e nuovo”.

La mostra rappresenterà un’occasione imperdibile sia per i residenti che per i visitatori dell’isola per immergersi nelle radici più profonde della storia ischitana. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 30 novembre.

Amalia Ammirati

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