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Boldini, il “pittore dell’eleganza parigina”

di | 2025-07-27T01:33:31+02:00 27-7-2025 0:30|Arte, Sezione 7|0 Commenti

MILANO – Pennellate, definizione, colore e bellezza. E ancora olio, pastelli, acquerelli, disegni e incisioni. Nulla può fermare il mondo penetrante di Giovanni Boldini. Donne che sembrano venire fuori dalle tele, quasi a volerti scrutare negli occhi, volerti parlare a un passo dalla bocca e che tu, affascinato, vorresti toccarne i vestiti leggiadri e setosi. Nulla di più semplice e più affasciante nella pittura impressionista di Boldini. Il suo talento di pittore riconosciuto nel dipingere la “donna moderna” e il suo fascino.

Giovanni Boldini

Ferrarese di origine, si dedicò in maniera quasi esclusiva, e con successo, nella Parigi di fine ‘800 alla viva concretezza, al carattere stilistico col quale diede forma all’ideale femminile del tempo. Tra le sue rappresentazioni più gradite la contessa Berthier de Leusse, la principessa Eulalia di Spagna, Olivia Concha de Fontecilla detta La signora in rosa, o donne che restano misteriose come la protagonista di Fuoco d’artificio. Giovanni Boldini nato, appunto, a Ferrara il 31 dicembre 1842, segue le orme del padre Antonio, anch’egli pittore, studiando prima da autodidatta, poi frequentando lo studio dei fratelli Domenichini.

Nel 1862 si reca a Firenze, dove studia all’Accademia di Belle arti e si lega al gruppo dei pittori macchiaioli. Nel 1867 visita l’esposizione universale di Parigi, ne resta ammaliato e si trasferisce definitivamente nel 1871. La ville lumière lo attira per la vita brulicante che anima i boulevard, le piazze e i parchi. Nei suoi primi lavori parigini predominano i toni scuri e le luci contrastate, che lasciano spazio a una tavolozza più chiara quando Boldini inizia a lavorare per la ditta del mercante d’arte Goupil, specializzandosi nei soggetti allora in voga, scenette in fogge settecentesche, spesso ambientate a Versailles, e quadretti di paesaggi e vedute. Si afferma soprattutto come ritrattista.

Il trasferimento di Boldini a Parigi precede di poco la nascita dell’Impressionismo che si suole far coincidere con la prima esposizione del gruppo tenutasi nel 1874 nello studio del fotografo Nadar, insieme a Van Gogh, Pissarro, Renoir, Morisot, Monet, Degas. E proprio con quest’ultimo artista francese a cui Boldini si lega di più. Li uniscono il ricorso alla tecnica del pastello, l’interesse per la vita notturna dei cafè parigini e l’amore per le grandi opere del passato, che li spinge a compiere un viaggio in Spagna nel 1889 per ammirare i capolavori del Museo del Prado. L’artista viaggia tra Parigi e l’Italia, per spegnersi nella capitale francese l’11 gennaio 1931 per una broncopolmonite.

Pittore abilissimo in tutti i generi, Giovanni Boldini ritrae prevalentemente compagne di vita, amici e esponenti della borghesia parigina in immagini che si fanno via via sempre più leggere e trasparenti, grazie anche all’uso del pastello. Alternando pennellate agitate e allungate a pennellate più ferme, Boldini sembra mettere in movimento i suoi soggetti cogliendone carattere e identità. Molti i musei italiani hanno ospitato le sue opere: da Novara a Ferrara, da Milano a Pisa, quest’ultima che dal prossimo 14 ottobre ospiterà una grande esposizione dedicata alla Belle Époque, organizzata dalla Fondazione Palazzo Blu. Non resta che mettersi in viaggio e lasciarsi trasportare dal mondo parigino, le donne e i colori di Giovanni Boldini, “pittore dell’eleganza parigina”.

Claudia Gaetani

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