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Il restauro della Sacra Culla creata dall’architetto Valadier

di | 2026-10-20T18:26:05+02:00 25-10-2026 0:20|Sezione 5, Storie|0 Commenti

ROMA – Una reliquia conservata in una Basilica Maggiore meta di pellegrinaggi da tutto il mondo: è la Sacra Culla identificata tradizionalmente come frammenti della mangiatoia nella quale, come riportato nel Vangelo, Maria ha deposto Gesù, appena nato, che si trova nella cripta sotto l’altare della Confessione nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Cinque sottili frammenti lignei di sicomoro, giunti a Roma da Betlemme, intorno alla metà del VII secolo, nel 642–649 d.C. su iniziativa di Papa Teodoro I, originario di Gerusalemme, che aveva dedicato la propria esistenza allo studio delle Sacre Scritture e ai luoghi della storia di Gesù Cristo. Dallo scorso 15 ottobre, la Sacra Culla è stata spostata e posta in una posizione molto più vicina, dalla sua collocazione davanti all’Altare Papale, perché deve essere effettuato un importante intervento di conservazione e per realizzare una nuova teca, poiché l’attuale non è più idonea e adeguata. Tutto questo dà la possibilità di vedere più da vicino quello che viene considerato uno dei simboli più significativi della devozione cristiana legato alla nascita di Gesù. Praticamente è stata spostata su un altare laterale della navata destra, vicino alla Cappella Sistina e all’Annunciazione di Pompeo Batoni.

Dunque, una nuova teca per questa reliquia, per garantire sicurezza e controllo microclimatico e per una migliore tutela. È la Direzione dei Musei e dei Beni Culturali del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano a supervisionare tuttol’intervento che è affidato alla Progetto Arte Poli di Verona. Frammenti sacri custoditi in un reliquiario ricevuto in dono dal patriarca San Sofronio di Gerusalemme, che lo diede a Papa Teodoro, per proteggerlo dalle prime invasioni arabe in Terra Santa. Non a caso la Basilica di Santa Maria Maggiore è considerata la Betlemme d’Occidente ed è stata sempre conosciuta con il nome di Sancta Maria ad Praesepe, ossia Santa Maria presso il Presepe.

Al suo posto sarà predisposta una nuova teca così da assicurare una migliore tutela dei sacri legni nel rispetto della struttura storica che li accoglie. Ma non solo, perché è stato realizzato un nuovo fondo alle spalle della Sacra Culla, costituito da smalti vitrei e tessere dorate, dal colore blu, per richiamare alla mente il cielo della Natività, con una particolare disposizione degli astri che evoca la notte di Betlemme. Era il 1802 quando Giuseppe Valadier, architetto, orafo e argentiere italiano, uno dei massimi esponenti del Neoclassicismo a Roma, progetta il pregevole reliquiario, per custodire i sacri legni, dalla caratteristica forma di culla, che successivamente Pio IX decenni dopo, darà alla Sacra Culla una solenne collocazione detta monumentale. Sarà poi l’architetto romano Virginio Vespignani tra il 1861 ed il 1864 a realizzare la grande Confessio proprio davanti all’Altare Papale, su commissione di Papa Pio IX, con circa settanta varietà di marmi policromi, scavati a Roma ed Ostia.

Realizzato in cristallo di rocca, ornato da elementi in argento, protegge, ma rende visibili questi suggestivi frammenti, rappresentando una sorta di fusione tra tradizione cristiana ed arte sacra. Rispettando la consuetudine della Basilica, il prossimo 24 dicembre, il reliquiario verrà solennemente trasferito presso l’Altare papale, per rimanerci tutto il periodo natalizio. Dopo l’Epifania tornerà nella sua nicchia, restaurata e con la nuova teca, con il fondale musivo rinnovato.

Laura Ciulli

Nell’immagine di copertina, la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma

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