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Palermo, in centro tutta un’altra musica

di | 2019-05-27T20:22:12+02:00 26-5-2019 6:05|Attualità, Cultura, Sezione 2|0 Commenti

PALERMO – “La musica salverà il mondo”, o almeno i ragazzini: questa l’intuizione geniale di Josè Antonio Abreu, economista e musicista venezuelano che, nel 1975, ideò e promosse nel suo paese un modello didattico musicale, chiamato “El Sistema”, che consisteva in un programma di educazione musicale pubblica, diffusa e capillare, con accesso gratuito e libero per bambini e ragazzi di tutti i ceti sociali. Con l’educazione musicale e la promozione della sua pratica collettiva attraverso orchestre sinfoniche e cori, i ragazzi imparavano a collaborare per raggiungere un obiettivo, a seguire delle regole, a rispettare ruoli e funzioni. Tale pratica si è rivelata particolarmente efficace e positiva per i ragazzi che provengono da situazioni sociali disagiate: attraverso la disciplina musicale e l’impegno comunitario, i giovani musicisti hanno la possibilità di sfuggire alla violenza e al degrado, in un contesto di riscatto umano e sociale. Abreu è morto nel 2018, ma “El Sistema” è assai diffuso in Venezuela ed è tutt’ora praticato da circa 400.000 ragazzi.

Nel novembre del 2012 l’intuizione pedagogico-musicale di Antonio Abreu è stata accolta anche a Palermo. Nella parrocchia di san Mamiliano (a destra), nel centro storico di Palermo, è nata infatti l’orchestra “Quattrocanti”, con un nucleo iniziale di quaranta bambini dai sei ai quattordici anni. I piccoli i sono stati messi davanti agli strumenti musicali senza conoscere neppure l’abbiccì della materia; ma a poco a poco, col metodo “Abreu” e la cura paziente di alcuni musicisti/educatori, hanno imparato a suonare, nella gioia e nel divertimento dell’apprendere a fare musica insieme.

Oggi l’orchestra “Quattrocanti” è composta da circa sessanta ragazzi, che vanno dai sei ai diciotto anni – il 30% dei quali provengono dalle diverse etnie presenti in città – e suonano strumenti a fiato, ad arco e a percussione. “I ragazzi dell’orchestra ‘Quattrocanti’- afferma padre Bucaro, parroco di san Mamiliano – sperimentano come lo stare insieme crei bellezza e armonia. Hanno imparato non solo a suonare, ma a crescere come comunità, nel rispetto degli altri e delle regole sociali. E poi la convivenza formativa viene alimentata anche con incontri extra: in estate i ragazzi hanno l’opportunità di vivere una settimana di condivisione, anche con i musicisti e gli educatori, in una zona verde vicino Palermo, a Bosco Ficuzza”. Il direttore dell’orchestra sottolinea poi che, sebbene del tutto digiuni di musica, tutti i ragazzi hanno imparato a suonare lo strumento assegnato, affinando abilità a talenti naturali e accrescendo la loro autostima.

Oltre ad animare con la loro splendida musica momenti importanti della comunità palermitana, i piccoli musicisti dell’orchestra – che si distingue in Italia per essere una delle prime orchestre giovanili multietniche – si sono già esibiti al teatro Bellini, a Catania, al Palazzo Sforzesco a Milano e a Roma, davanti a papa Francesco.

Maria D’Asaro

Nella foto di copertina, l’Orchestra “Quattrocanti”

 

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