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Per i giovani Dante sia “profeta di speranza”

di | 2024-04-12T17:48:01+02:00 14-4-2024 5:35|Cultura, Sezione 8|0 Commenti

NAPOLI – “Il mio Inferno – Dante profeta di speranza” rappresenta un enorme passo avanti nella reinterpretazione dell’opera del sommo poeta, per stimolare nei giovani un interesse autentico e una riflessione profonda, anche attraverso un approccio multimediale e immersivo.

L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra l’Associazione Rivela di Verona, il saggista Franco Nembrini e l’illustratore Gabriele Dell’Otto (grafico della Marvel), propone un viaggio attraverso i 34 canti dell’Inferno dantesco, ripercorrendo l’immaginario cammino di Dante, dalla selva oscura all’incontro con Paolo e Francesca, Farinata degli Uberti, Cerbero e Lucifero. Un elemento caratteristico di questa esposizione è la funzione centrale attribuita ai giovani, fortemente coinvolti nell’evento. Più di 120 studenti delle scuole superiori napoletane, dopo aver preso parte ad un percorso formativo, fungono da guide per i visitatori, arricchendo l’esperienza espositiva con il loro entusiasmo e la loro conoscenza.

Gli studenti sono stati formati attraverso i Percorsi di Competenze Trasversali per l’Orientamento (PCTO), in collaborazione con l’Università Federico II di Napoli e il gruppo di ricerca del Naples Dante Project, acquisendo così una completa comprensione della Commedia e divenendo essi stessi protagonisti attivi della cultura. Il progetto ha inoltre ottenuto il patrocinio di numerose istituzioni (Regione Campania, Comune di Napoli, Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Associazione Diesse nonché diverse realtà ecclesiastiche e associative), testimoniando l’ampio riconoscimento dell’importanza di avvicinare le nuove generazioni ai classici della letteratura, offrendo loro gli strumenti di crescita attraverso il patrimonio storico e artistico.

Dopo l’esposizione a Napoli, la mostra proseguirà il suo cammino a Battipaglia, estendendo il suo impatto educativo oltre il capoluogo campano. Per iniziativa dell’Associazione Giovanni Marco Calzone APS, la mostra è ospitata a Napoli dal 4 al 19 aprile nella Basilica di San Francesco di Paola in piazza del Plebiscito. Sarà aperta tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19 (info e prenotazioni su https://danteprofetadisperanza.it/tutti-gli-eventi/il-mio-inferno-napoli/). La mostra si pone come dialogo con Dante, un incontro con un genio del Trecento con un’opera straordinaria che ha affascinato tutti, anche chi era meno avvezzo alle questioni “letterarie o esistenziali”.

Ma come può essere contemporaneo Dante per chi lo legge ora? Come può interessare un’opera scritta tanto tempo fa? Come può interpellare le nostre coscienze, il nostro essere, uno scritto che già in diverse scuole viene bandito e additato come “troppo cattolico”? Eh già, è proprio vero, in una realtà come quella attuale soffermarsi sulle proprie identità, sul proprio essere è anacronistico e fastidioso. Viva l’istintività, la liquidità, la superficialità. Come ha sottolineato Franco Nembrini più volte, “la Divina Commedia è un ottimo spunto per incontrare giovani e meno giovani, per far porre domande sulla propria esistenza”. Dante, su alcuni punti (forse) può essere distante da canoni sia ecclesiastici che civili ma è un incredibile punto di dialogo, di confronto, di giudizio.

L’attualità della Divina Commedia sta proprio nell’essere un’opera che costringe a domandare, a porre questioni. A te e alla realtà che ti abbraccia. L’essere, poi, un’occasione di percorso per i ragazzi coinvolti nella formazione per il PCTO, è sostegno all’essere, all’essere presenti a se stessi. Questo poi pone gravi interrogativi sulla valenza di certi percorsi di studio. Valgono se il tema è valido, fanno crescere se sono occasione di giudizio. Troppo spesso criticati, questi percorsi formativi delle scuole superiori richiedono un’attenta selezione se sono utili allo scopo, se rendono i giovani, cioè, capaci di interrogarsi e di interrogare chi li circonda. La mostra, presente a Napoli fino al 19 aprile, è allocata nella splendida chiesa di San Francesco di Paola in Piazza del Plebiscito e questo rende ancora più entusiasmante la visita.

Innocenzo Calzone

Giornalista pubblicista, architetto e insegnante di Arte e Immagine alla Scuola Secondaria di I grado presso l’Istituto Comprensivo “A. Ristori” di Napoli. Ha condotto per più di 13 anni il giornale d’Istituto “Ristoriamoci”. Partecipa e promuove attività culturali con l’associazione “Giovanni Marco Calzone” organizzando incontri e iniziative a carattere sociale e di solidarietà. Svolge attività di volontariato nel centro storico di Napoli con attività di doposcuola per ragazzi bisognosi; collabora con il Banco Alimentare per sostenere famiglie in difficoltà. Appassionato di arte, calcio e musica rock.

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