Un vero e proprio lusso poter assistere dal vivo alle gare in programma per le Olimpiadi invernali di Milano – Cortina 2026. Un lusso che sinceramente pochi si possono permettere. D’accordo, è un evento abbastanza raro, tanto più se si svolge in Italia, ma sicuramente l’esplosione dei prezzi ha frenato abbastanza gli entusiasmi e l’emozione di poter vedere di persona i campioni delle varie discipline. Un’indagine di Altroconsumo fotografa aumenti esponenziali nelle località che ospitano i Giochi. La lievitazione dei costi riguarda ogni ambito: alloggi, trasporti, biglietti. E naturalmente anche i settori collegati: ristorazione, bar, taxi, intrattenimento in genere.
I rincari hanno una spiegazione semplice: molta richiesta e possibilità limitata. Le Olimpiadi attirano spettatori da tutto il mondo in località che, per quanto rinomate, hanno una capacità ricettiva piuttosto limitata. Cortina conta poche migliaia di posti letto, così come le valli alpine della Valtellina e Val di Fiemme. Quando decine di migliaia di persone cercano alloggio negli stessi periodi, i prezzi seguono la legge della domanda e dell’offerta. A questo si aggiunge la natura eccezionale dell’evento: i Giochi olimpici tornano in Italia dopo vent’anni e tanti sono disposti a pagare cifre elevate pur di assistere dal vivo alle gare. Gli operatori del settore ne approfittano, applicando tariffe da grande evento.
Il nodo principale è rappresentato dagli alloggi. Dormire due notti in un hotel a tre stelle o in un Airbnb nelle sedi di gara può costare, in media, fino a 1.800 euro, con punte ben più alte nelle destinazioni simbolo dei Giochi. A Cortina d’Ampezzo la spesa media per due persone durante un weekend olimpico supera i 2.000 euro, con un incremento del 261% rispetto a un fine settimana standard di gennaio 2026. In Valtellina il prezzo medio sfiora invece i 1.700 euro, ma gli hotel superano i 2mila mentre gli Airbnb costano circa la metà. 
In questo caso, l’aumento percentuale è ancora più marcato: +437%, il dato più alto rilevato dall’indagine. Val di Fiemme e Milano mantengono prezzi più contenuti ma comunque alti: 500 e 300 euro, rispettivamente (il doppio rispetto a gennaio). Dati che confermano come l’impatto più importante dei Giochi si concentri nei territori alpini che ospitano le gare più attese, comunque lontano dalle grandi città.
E’ interessante notare che, rispetto ad agosto 2025, quando Altroconsumo aveva condotto una prima rilevazione, i prezzi sono leggermente scesi. La spiegazione sta nel fatto che le tariffe iniziali erano talmente alte da scoraggiare le prenotazioni, costringendo albergatori e proprietari a un parziale ripensamento. In sostanza, le prime proposte, cioè quelle formulate quando mancavano oltre 6 mesi all’evento, avevano costi davvero proibitivi e così si erano registrate ben poche adesioni. Meglio dunque abbassare la richiesta: la sostanza comunque non cambia perché vedere le Olimpiadi dal vivo rimane un lusso per pochi.

Milo e Tina, le mascotte delle Olimpiadi
Anche i trasporti incidono sul budget complessivo, soprattutto per chi vuole raggiungere le località di montagna in treno. Andarci in auto costa di meno, ma si pone il problema dei parcheggi: o non ci sono o sono molto lontani (e cari). Per il viaggio andata e ritorno Milano-Cortina due persone spendono 216 euro, da Roma a Cortina 338, da Torino 318. Gli aumenti rispetto a gennaio sono tra il 4% e il 7%, ma le tariffe di partenza sono già elevate. Prenotare in anticipo fondamentale per contenere la spesa. Durante i Giochi la variazione media tra prezzo minimo e massimo dei biglietti ferroviari è del 71%, ma può arrivare fino al 164%, come nel caso della tratta Venezia-Milano, dove il costo A/R oscilla tra 82 e 217 euro. Su alcune “rotte” i prezzi minimi sono lievitati meno: Firenze-Cortina +30%, Roma-Cortina +27%, Venezia-Valtellina +19%, Venezia-Val di Fiemme +27%, Firenze-Val di Fiemme +34%. La tratta più economica rimane Milano-Tirano (167 chilometri con la Trenord): “solo” 50 euro.
Infine i biglietti, altra voce tutt’altro che secondaria. Il costo per le gare varia in base alla disciplina. Hockey su ghiaccio a Milano, biathlon, curling e sci di fondo restano sotto i 100 euro per due persone. Sci acrobatico e short track superano i 300 euro, mentre il pattinaggio di figura raggiunge i 560 euro. Un weekend completo a Milano per l’hockey costa circa 700 euro totali con alloggio, mentre tifare per lo sci alpino a Cortina può superare i 2.800 euro. Ed è qui che il boom dei prezzi olimpici mostra il suo volto più netto: non sotto la Madonnina, ma tra le Dolomiti e le valli alpine. La popolarità delle discipline e la capienza limitata degli impianti fanno lievitare i prezzi delle gare più seguite.
Alcune esempi concreti chiariscono meglio la situazione. Per assistere alla cerimonia di apertura, in programma a Milano il 6 febbraio con inizio intorno alle 20, presso il San Siro Olympic Stadium, al momento sono disponibili solo biglietti a partire da 260 euro. Probabilmente in passato erano in vendita anche tagliandi a prezzi inferiore, ma sono esauriti e quindi per poter ammirare Mariah Carey, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore e altri artisti bisognerà sborsare quelle cifre (decisamente eccessive).
Per assistere ai turni preliminari delle competizioni di curling in programma a Cortina d’Ampezzo presso il Curling Olympic Stadium il prezzo minimo dei tickets è di 50 euro; taffetta mista 4×6 km (sia maschile che femminile) di domenica 8 febbraio all’Anterselva Biathlon Arena. Ci vogliono invece 50 euro per assistere alla combinata nordica (inseguimento individuale maschile, trampolino piccolo, 10 km fondo) di mercoledì 11 febbraio al Predazzo PSJ Stadium e al Tesero CCS Stadium in Val di Fiemme.
Insomma, per vivere le emozioni delle Olimpiadi bisogna quasi svenarsi.
Buona domenica.

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