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La Pelosa, quel mare caraibico in Sardegna

di | 2023-09-29T12:09:52+02:00 1-10-2023 5:05|Sezione 2, Viaggi|0 Commenti

NUORO – Spesso l’amore per l’esotismo, la scoperta di ciò che è lontano, il desiderio di evasione ci spinge ad allontanarci da ciò che ci è noto e caro. È proprio vero il detto che “l’erba del vicino è sempre più verde”… Infatti molti, pur apprezzando il sole, il mare, la vegetazione della propria isola, arrivato il periodo delle ferie partono verso destinazioni lontane, alla ricerca di sole, mare, natura che potrebbero trovare anche a casa. Se fossimo più attenti e migliori osservatori ci accorgeremmo che le spiagge bianche e lisce o addirittura rosacee, il mare cristallino, gli scogli meravigliosamente scolpiti dalle onde che si infrangono sulla battigia li abbiamo a due passi da noi e non alle Maldive, ai Caraibi o chissà dove.

Una delle spiagge considerate tra le più belle in Europa è la Pelosa. Si trova nel nord della Sardegna, sorge a 2 km da Stintino, in una posizione geografica invidiabile, ai piedi di Capo Falcone e davanti all’isola dell’Asinara. Deve il suo nome probabilmente all’abbondante presenza di “Sa palosa”, la paglia marina, cioè una particolare tipologia di alga che si deposita sul fondo di queste acque. È una spiaggia da sogno, una meta ambita da molti vacanzieri durante l’estate e anche fuori stagione. Setose dune e profumatissimi ginepri, tipici della macchia mediterranea, la incorniciano e la rendono unica, speciale. Dal lido si gode inoltre una veduta mozzafiato sull’Asinara e sull’isola Piana, su cui sorge l’antica Torre Falcone costruita nel 1537.

Proteggere la bellezza di questa spiaggia è estremamente importante e il comune di Stintino ha stilato un elenco di regole da rispettare e ha regolamentato gli ingressi dei bagnanti dal 1° giugno al 31 ottobre 2023. Il colore delle sue acque e la conformazione della spiaggia la rendono un’oasi da sogno immersa in un’atmosfera di pace e tranquillità. Le sue acque sono poco profonde, arrivano alle caviglie per oltre 10 metri, e si può considerare un paradiso tropicale nel Mediterraneo. La sabbia dell’arenile è candida e finissima, quasi impalpabile per quanto è soffice tanto da assimilarla all’ovatta. I colori del mare limpido abbracciano i raggi del sole creando trasparenze uniche. Sembra di essere ai Caraibi. L’azzurro, il turchese, il celeste si fondono col cielo, ma le acque offrono una soave policromia di verde smeraldo, blu cobalto e infine blu profondo. L’acqua e la sabbia accarezzano i corpi lasciando sulla pelle una sensazione inebriante, unica al mondo.

La bellezza di questo luogo toglie il fiato e se non fosse per il profumo pungente dei ginepri e della macchia mediterranea ci si dimenticherebbe di essere in Sardegna ma sembrerebbe di stare in una località tropicale. La Pelosa è un vero e proprio capolavoro della natura, una piccola oasi naturale di grande effetto e la sua bellezza ha fatto si che il piccolo borgo di pescatori di Stintino divenisse una rinomata località turistica. Di fronte alla spiaggia si trova l’isolotto della Pelosa a cui si può accedere tramite un attraversamento naturale circondato dal mare limpido, e non lontano si trova La Pelosetta, un’altra piccola spiaggia di sabbia fine bianchissima, circondata dai faraglioni scuri su cui sorge una torre aragonese.

La Spiaggia della Pelosa è un’area protetta e, per questo, a numero chiuso. Ogni giorno vi possono infatti accedere solo 1500 persone. Il mare che la bagna è così trasparente e cristallino da mostrare con chiarezza i soffici fondali sabbiosi. Si tratta di un luogo adatto per le famiglie ma anche per gli amanti delle immersioni e dello snorkeling, che trovano a loro disposizione un mare sempre calmo grazie alla protezione dell’Isola dell’Asinara, dell’isola Piana e di Capo Falcone. A breve distanza dalla Pelosa spicca l’Asinara, per tanto tempo considerata la terra del diavolo. In uno splendido scenario naturalistico e quasi fiabesco, durante il primo conflitto mondiale, vennero costruiti dei campi di prigionia per i soldati austro-ungarici e persino un lazzaretto per tenere in quarantena i malati di tubercolosi e un carcere di massima sicurezza.

Chi trascorre una giornata alla Pelosa non può certo esimersi dal visitare l’Asinara anche per poter ammirare una specie protetta di asinello sardo, quello Albino. Occorre preservare questi luoghi, visitarli, conoscerli ma evitare che si deteriorino, per questo il sindaco di Stintino è corso ai ripari per evitare che l’arenile della Pelosa possa rovinarsi. Anche senza volerlo i turisti, ogni giorno, involontariamente, portano via un po’ della preziosa sabbia della spiaggia, depauperandola di quello che è il suo preziosissimo tesoro. Il comune, in collaborazione con la Regione Sardegna, ha varato un piano che prevede il divieto di accedere alla spiaggia muniti di borsoni e asciugamani, concesso l’uso di una stuoia. In più, all’uscita dalla spiaggia saranno previsti dei locali dove i turisti dovranno lavarsi i piedi per non portare via la sabbia nonché dei controlli al fine di monitorare che non vi siano strappi alle regole da parte dei visitatori.

Asini albini sardi

Il progetto di salvaguardia della spiaggia della Pelosa costerà circa 18 milioni di euro ed è indirizzato a una forte de-urbanizzazione della spiaggia, a una ricostruzione del sistema dunale e a una riqualificazione del lungomare che verrà modificato in maniera tale da integrarsi all’ambiente circostante. Saranno sistemate delle tavole di legno, larghe 4 metri, fissate con viti in acciaio alla roccia, così da rendere la superficie calpestabile in prossimità degli accessi alla spiaggia e nei punti panoramici più ampi. Il progetto esecutivo è stato approntato prima dell’estate, ma la sua realizzazione inizierà dopo aver chiuso la gara d’appalto che partirà solo il prossimo autunno. La necessità di salvaguardare l’arenile e ricostituire il sistema dunale, come afferma l’ingegnere Paolo Falqui, porterà alla chiusura del lungomare agli autoveicoli e alla riqualificazione dello spazio come area pedonale in cui verranno inserite delle piste ciclabili.

Virginia Mariane

Amante del buon cibo, di un libro, della storia, dell’archeologia, dei viaggi e della musica

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