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Il fantastico banchetto di Assurnasirpal II

di | 2026-08-16T00:30:33+02:00 16-8-2026 0:10|Cultura, Sezione 3|0 Commenti

NUORO – La storia, spesso, ci tramanda notizie relative a imprese leggendarie ed eroiche eppure, nella lontana Mezzaluna fertile, ossia nella terra nota a tutti come Mesopotamia o terra tra i due fiumi, esiste una stele che ricorda il banchetto più memorabile mai offerto al mondo. Risale all’870 a.C. e fu voluto dal re Assurnasirpal II, nella città assira di Kahlu, per festeggiare la ricostruzione del suo palazzo. Quando salì al trono nell’anno 884 a.C., il sovrano dovette far fronte a numerose insurrezioni scoppiate nel neo impero assiro. Dopo aver represso ogni rivolta e distrutto le città ribelli punì atrocemente tutti coloro che gli si erano opposti. Fortificò, rafforzò e ampliò i suoi confini, quindi rivolse la propria attenzione all’antica capitale Aššur, che ristrutturò come fece anche con molte altre città durante il suo regno.

La stele che ricorda il bnchetto

Assestato il suo governo, Assurnasirpal II decise di edificare una città completamente nuova, con una popolazione che potesse chiamare sua. Il re rivolse la sua attenzione a Kalḫu, un centro fatiscente di cui sopravvivevano solo ruderi. Ne ordinò la distruzione ed avviò la completa ricostruzione, trasformando la città nella nuova capitale dell’impero neo-assiro al posto di Aššur. La città ed il palazzo vennero completati nell’879 a.C. perciò, per festeggiare la ricorrenza, Assurnasirpal II organizzò una grande festa che durò dieci giorni. Vi parteciparono circa 69.574 persone. Per commemorare questo evento e la nascita della nuova Kalhu, il re commissionò una stele scoperta tra le rovine dell’antica città nel 1951.

La storia ricorda l’evento per sfarzo e abbondanza, e il menù inciso sulla stele elenca una quantità monumentale di cibo e bevande offerte dal sovrano per dimostrare la ricchezza e l’estensione geografica del nuovo impero neo-assiro. Il re non badò di certo a spese per sfamare circa 70.000 convitati.

Offrì 1.000 buoi grassi, 1.000 agnelli di primavera, 14.000 pecore, 1.000 vitelli e capi di bestiame domestico oltre a 500 gazzelle e 500 cervi. Oltre al bestiame, Assurnasirpal II fece servire selvaggina, volatili e fauna ittica. Gli ospiti poterono così degustare 1.000 anatre e centinaia di oche selvatiche, 10.000 pesci appena pescati, 10.000 uccelli di vario tipo: falchi, uccelli qaribu, 10.000 piccioni, 10.000 uova e 10.000 topi delle piramidi. Le verdure, i condimenti e il pane vennero conteggiati a scatole o a contenitori.

Il palazzo del re assiro Assurnasirpal II in Mesopotamia

Sulle tavole furono quindi distribuiti 100 contenitori di cipolle e 100 di aglio, 1.000 casse di verdure verdi e ortaggi, 10.000 pagnotte, 300 contenitori di olio e grasso purificato chiamato ghee, 100 mazzi di rape, 100 giare di miele e spezie aromatiche e inestimabili quantità di formaggi e latte. In 300 contenitori il re fece servire frutti vari: melograni tanto amati dagli assiri, pistacchi, datteri, uva, giuggiole zamru, noci di dukdu. Furono offerti fiumi di alcool, 10.000 giare di birra d’orzo e altrettanti otri di vino assai pregiato, senza lesinare per gli ospiti bagni e unguenti prima di rimandarli alle loro case “in pace e gioia”.

La testimonianza principale del famoso banchetto del re neo-assiro non è una pittura di un banchetto in sé, ma la Stele del Banchetto di Assurnasirpal II, spesso confuso nelle ricerche con il celebre rilievo del banchetto nel giardino di Assurbanipal a Ninive. La stele è in calcare e mostra il re con un copricapo conico e simboli religiosi. Assurnasirpal II è scolpito di profilo, con la mano alzata in segno di devozione di fronte ai simboli delle divinità. La stele presenta lunghe iscrizioni cuneiformi che elencano le enormi quantità di cibo e vino offerte a gli ospiti. Il reperto ha una grande valenza storica perché descrive le abitudini alimentari e la cultura gastronomica delle popolazioni mesopotamiche, nonché il consumo diffuso di cereali, verdura, frutta, carne di maiale, pollame, cacciagione e pesce, accompagnati da latte, latticini, burro, olio e strutto.

E’ rendicontato anche il consumo abbondante di birra e la coltivazione della palma da dattero, fondamentale non solo per i suoi frutti nutrienti, ma anche per le foglie impiegate nella produzione di corde, stuoie, ceste e strumenti di pulizia. Il cibo, la tavola, il banchetto celebravano solitamente avvenimenti importanti, vittorie militari, matrimoni, alleanze e quant’altro, come la nascita di una nuova città e la potenza del re.

Assurnasirpal II, col suo memorabile banchetto, ha reso eterna la sua figura, ha innalzato alle stelle la città Kahlu con l’inaugurazione del suo palazzo, ha condiviso per 10 giorni cibo, bevande, spettacoli, risate con quasi 70.000 persone del suo regno, onorandole e poi facendole tornare nei loro paesi in pace e gioia, deliziate da litri di buon vino e ottima birra. La birra, d’altronde, secondo i sumeri si diceva fosse stata creata direttamente dagli dei, precisamente dalla dea Ninkasi, figlia di Enki dio delle acque, che, per “soddisfare i desideri e dissetare i cuori”, regalò al popolo mesopotamico la ricetta della birra.

Virginia Mariane

Nell’immagine di copertina, un particolare della stele del banchetto di Assurnasirpal II

Amante del buon cibo, di un libro, della storia, dell’archeologia, dei viaggi e della musica

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