/, Sezione 4/Alberi, miglior difesa contro il caldo urbano

Alberi, miglior difesa contro il caldo urbano

di | 2026-08-16T00:30:45+02:00 16-8-2026 0:15|Attualità, Sezione 4|0 Commenti

VITERBO – Mentre le città italiane soffocano sotto ondate di calore sempre più intense, i climatizzatori di abitazioni, negozi e uffici lavorano senza sosta. Ma proprio qui si nasconde uno dei grandi paradossi delle nostre estati in città: per abbassare la temperatura degli ambienti continuiamo a riversare all’esterno altro calore, aggravando il fenomeno che vorremmo combattere. Eppure il sistema di raffrescamento più potente contro le isole di calore non arriva dai laboratori tecnologici, ma ha radici profonde, una chioma verde e accompagna l’uomo da sempre: l’albero. Per secoli le città mediterranee hanno saputo convivere e combattuto il caldo grazie a cortili, portici, piazze ombreggiate e filari alberati. Solo negli ultimi decenni abbiamo sostituito questa intelligenza climatica con asfalto, cemento e impianti di climatizzazione, affidando alle macchine un compito che la natura svolge gratuitamente da milioni di anni.

La scienza dà ragione alla classica esperienza che tutti conoscono e hanno provato personalmente almeno una volta nella vita: ripararsi sotto un grande albero nelle giornate più torride e constatare che all’ombra delle chiome si respira davvero meglio. Il merito non è soltanto dell’ombra. Attraverso l’evapotraspirazione, l’albero assorbe acqua dal terreno e può rilasciare nell’aria fino a 400 litri di vapore acqueo al giorno, sottraendo calore all’ambiente. L’effetto è straordinario: un albero adulto sviluppa una capacità di raffrescamento paragonabile a quella di circa dieci climatizzatori domestici accesi contemporaneamente, senza consumare energia né espellere aria calda.

Nelle aree prive di verde, invece, asfalto, cemento e vetro accumulano calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente anche di notte, dando origine alle isole di calore urbane, dove le temperature possono superare di diversi gradi quelle delle aree circostanti.

Per questo gli alberi non sono solo un elemento ornamentale, ma una vera infrastruttura urbana. Ombreggiano strade e edifici, raffrescano l’aria, intercettano parte degli inquinanti atmosferici; inoltre, grazie alla fotosintesi, assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno. I benefici ricadono sulla qualità dell’aria, sui consumi energetici e soprattutto sulla salute, in particolare di anziani, bambini e persone più fragili. Non a caso l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica una copertura arborea pari almeno al 30% della superficie urbana come un obiettivo efficace per mitigare gli effetti delle ondate di calore.

Naturalmente non basta piantare alberi così come capita, ma occorre piantare quelli giusti e nei luoghi giusti. Specie come aceri campestri, bagolari, carpini, ornielli e tigli offrono ombra, resistono meglio alla siccità e si adattano efficacemente agli ambienti urbani. Anche il platano, che resta uno dei grandi protagonisti dei viali cittadini, svolge egregiamente il suo lavoro purché disponga dello spazio necessario per crescere. Al contrario, pioppi, salici ed eucalipti sviluppano apparati radicali molto vigorosi che, se collocati in aiuole troppo piccole o lungo marciapiedi stretti, possono creare problemi alle pavimentazioni.

Nella maggior parte dei casi, però, il problema non è l’albero ma la progettazione. Aiuole insufficienti, terreni compattati e spazi inadeguati impediscono alle radici di svilupparsi correttamente. Quando invece ogni specie viene collocata nell’ambiente più idoneo, gli alberi convivono con la città per decenni, offrendo ombra, biodiversità e la preziosa regolazione di servizi ecosistemici.

Per molti anni il verde pubblico è stato considerato solo come un costo in più per i cittadini, oggi sappiamo che è uno degli investimenti più redditizi che una città possa fare: significa meno calore, minori consumi energetici, meno inquinamento, più biodiversità e una migliore qualità della vita.

Gli alberi, da soli, non risolveranno la crisi climatica, ma sono una delle soluzioni più concrete, efficaci e durature che abbiamo già adesso a disposizione. Il comfort delle estati nelle nostre città dipenderà probabilmente meno dal numero di climatizzatori che installeremo e molto di più dagli alberi che avremo avuto la lungimiranza di piantare, curare e proteggere.

Perché il sistema di raffrescamento più efficace contro il caldo estremo non nasce nei laboratori né si alimenta con l’elettricità: esiste da milioni di anni, cresce in silenzio, ha radici profonde, una chioma verde e svolge il suo lavoro senza fare rumore, trasformando la luce del sole in ombra, l’aria rovente in sollievo, le città in luoghi più vivibili.

La tecnologia potrà aiutarci ad adattarci al cambiamento climatico, ma gli alberi continuano a ricordarci che, spesso, le soluzioni più intelligenti sono quelle che la natura ci mette a disposizione da sempre.

Paolo Paglialunga

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi