ROMA – I premi IgNobel celebrano l’insolito, onorano l’immaginazione e vogliono stimolare l’interesse delle persone verso la scienza, la tecnologia e la medicina. Sono queste le ragioni per cui il premio parodia è stato ideato dalla rivista scientifica umoristica Annals of Improbable Research che, ogni anno, assegna premi agli studi scientifici più stravaganti ed eccentrici che vengono presentati. Tra i vincitori di quest’anno, uno studio realizzato da alcuni ricercatori italiani sulla “separazione di fase nei liquidi” per “cucinare una cacio e pepe perfetta”. 
False leggende, infatti, narrano che cucinare una cacio e pepe sia semplice come bere un bicchier d’acqua, eppure, soprattutto se deve essere preparata per un gran numero di persone, è molto difficile far sì che durante la preparazione dello storico piatto romano non si creino fastidiosi grumi di formaggio. Lo studio, realizzato da Giacomo Bartolucci, Daniel Maria Busiello, Matteo Ciarchi, Alberto Corticelli, Ivan Di Terlizzi, Fabrizio Olmeda, Davide Revignas e Vincenzo Maria Schimmenti, è stato pubblicato anche su Physics of Fluids.
Nato per caso durante una delle cene in casa dei ricercatori che vivono all’estero e che spesso celebrano i piatti italiani, la ricerca è stata ideata per risolvere un problema pratico: “Cucinare una cacio e pepe perfetta per tante persone”. Preparare la salsa di formaggio per tante persone è difficile – ma non impossibile – perché evitare che si formino grumi non è facile. Chiunque abbia mai cucinato una cacio e pepe lo sa. Gli scienziati hanno dimostrato che risolvere il problema è possibile grazie ad una legge biofisica: la separazione di fase nei liquidi, un processo di divisione di una miscela di liquidi in componenti distinti che sfrutta le loro diverse proprietà come la densità, la temperatura di ebollizione o la solubilità e la miscibilità. 
Durante la cerimonia, sono stati premiati anche altri ricercatori italiani che hanno partecipato a studi internazionali su come l’alcol condizioni le capacità di volo dei pipistrelli e sulle pizze preferite dalle lucertole arcobaleno del Togo. Tra i dieci IgNobel di questa 35esima edizione hanno spiccato anche quello assegnato a un medico statunitense che ha monitorato per 35 anni la crescita dell’unghia del suo pollice, quello vinto da un gruppo di ricerca giapponese che ha dipinto le mucche a strisce come le zebre contro le punture degli insetti, e quello assegnato a un team indiano che ha studiato come le scarpe maleodoranti influenzino l’uso della scarpiera. Hanno strappato un sorriso anche i ricercatori statunitensi che hanno valutato come i neonati allattati al seno reagiscono al consumo materno di aglio, e lo studio di ricercatori tedeschi, olandesi e britannici che hanno dimostrato come bere alcol possa talvolta favorire la capacità di parlare lingue straniere.

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