/, Sezione 3/Così si può frenare il dolore neuropatico

Così si può frenare il dolore neuropatico

di | 2026-08-27T19:07:40+02:00 30-8-2026 0:10|Attualità, Sezione 3|0 Commenti

ROMA – A metà agosto è stata resa nota una scoperta che arriva dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. I ricercatori della Washington University School of Medicine si sono resi conto che nel cervello c’è una sorta di freno biologico in grado di disattivare il dolore cronico e neuropatico. Lo studio è stato condotto sui topi, dunque saranno necessari ulteriori approfondimenti. Tuttavia, ciò che è stato portato all’attenzione è di una rilevanza tale che, in un domani, si ipotizza possa far adottare nuove strategie per l’individuazione di trattamenti mirati contro il dolore. I ricercatori americani si sono concentrati sullo studio del cosiddetto locus coeruleus, una parte del cervello che svolge un ruolo chiave nel controllo del dolore, regolando sia lo stato d’allerta che lo stress.

Nonostante questa zona cerebrale sia nota come una potente fonte di analgesia endogena, una semplice lesione potrebbe trasformare l’area del cervello in questione in un generatore di dolore cronico. In effetti, quando le fibre nervose vengono danneggiate inviano costantemente segnali sbagliati al cervello, causando fitte lancinanti o sensazioni di dolore. Spesso, ciò accade per la presenza di patologie come il diabete, una compressione nervosa o infezioni virali. In questi casi si parla, dunque, di dolore neuropatico.

Dolore neuropatico (credits: Med4care)

Durante lo studio, i ricercatori hanno provato a disattivare, in modo temporaneo, le cellule cerebrali del locus coeruleus nei topi, notando una riduzione della sensibilità al tatto e al calore nei modelli murini che avevano sviluppato un dolore neuropatico rispetto ai topi sani. Inoltre, sono state analizzate le cellule cerebrali del locus coeruleus che rispondevano agli oppiodi (più nello specifico, a un tipo di recettore oppioide conosciuto come “mu”, molto diffuso nel cervello e nel midollo spinale). Sostanzialmente, alcuni recettori che si trovano in queste cellule agiscono come un vero e proprio freno naturale per fermare i segnali del dolore: si tratta di un piccolo gruppo di cellule nervose, localizzate alla base del tronco encefalico, che funzionano come un antidolorifico naturale del corpo umano in grado di attenuare i segnali di dolore che possono risalire lungo il midollo spinale.

Trattamento del dolore cronico con oppiodi

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Current Biology”, ha evidenziato come questo interruttore si possa attivare o, al contrario, disattivare. In effetti, spesso, il dolore è difficile da trattare e gli oppiodi tradizionali si legano ai recettori non solo del cervello ma di tutto il corpo, causando numerosi effetti collaterali e un importante rischio di dipendenza. Come poter ovviare, dunque, a questo problema? La conclusione vien da sé: comprendere come i recettori localizzati nel locus coeruleus si comportano da veri e propri guardiani del dolore potrebbe condurre a terapie mirate, efficaci e con molti meno rischi.

Solitamente, quando gli oppioidi prodotti in modo naturale dal corpo o quelli sintetici (come morfina e fentalyn) si legano ai recettori mu, il dolore diminuisce e, dato che il locus coeruleus ospita molti di questi recettori, gli scienziati si sono domandati in che modo questi intervenissero in maniera significativa nella regolazione del dolore.

Il punto di forza della ricerca pubblicata il 17 agosto sta nell’aver provato ad eliminare questi recettori dall’area cerebrale dei modelli murini. Il risultato ottenuto? Una maggiore sensibilità sia al tatto che al calore. Insomma, in laboratorio è stata invertita l’ipersensibilità, eliminando contemporaneamente il dolore nei topi. Si potrà dunque abbracciare l’idea che esiste una nuova strada da percorrere per trattamenti innovativi contro il dolore di origine nervosa? La ricerca è ancora agli inizi, ma le premesse sembrano essere promettenti.

Alice Luceri

Nell’immagine di copertina, rappresentazione grafica di un cervello murino (a sinistra) e gruppo di cellule nervose (a destra) con un doppio ruolo: alleviamento e genesi del dolore cronico (credits: WashU Medicine)

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi