Freddo in arrivo? Ecco cosa fare per rimanere al caldo (risparmiando)
ROMA – È autunno inoltrato, arrivano i primi freddi e, in previsione dell’inverno, tutti vorrebbero porre al proprio termoidraulico una vastità di domande per poter risparmiare in bolletta, capire come gestire in modo ottimale il riscaldamento in casa ed evitare possibili guasti improvvisi alla caldaia. Ma quali potrebbero essere tutti quei dubbi che chiunque vorrebbe fugare ora che le temperature iniziano ad abbassarsi? Magari ci si sta domandando se conviene spegnere il riscaldamento quando si esce di casa? O forse se la temperatura di mandata della caldaia può fare davvero la differenza? Facciamo un po’ di chiarezza sulle curiosità più comuni, i segreti del mestiere, alcuni falsi miti che possono trarre in inganno e qualche utile consiglio da mettere in pratica.

Stendere i panni umidi sui radiatori è una cattiva abitudine
Tenere pronta la casa per l’inverno non è solamente una questione di comfort. Non si tratta solamente di avere garantito il caldo, in ogni stanza dell’appartamento, mentre il gelo in strada fa battere i denti e la pioggia colpisce incessantemente i vetri delle finestre. Pensare a gestire l’inverno alle porte è anche, e soprattutto, un investimento non solo per l’ambiente ma anche per il proprio portafoglio. Non a caso, spesso bastano piccole modifiche nelle abitudini quotidiane per vedere una netta differenza tra una bolletta e l’altra. Ma quali sono quei piccoli gesti che possono far ottenere grandi risparmi? Innanzitutto, non si dovrebbero coprire i radiatori con copritermosifoni o mobili. Questi potrebbero ostacolare la libera circolazione dell’aria calda, obbligando la caldaia a lavorare di più per riuscire a scaldare la stanza. Per la stessa ragione, non si dovrebbe nemmeno scambiare un radiatore per uno stendipanni, poggiandoci sopra vestiti umidi o bagnati. Inoltre, non è una buona abitudine nemmeno impostare l’acqua della doccia a 60°C per poi miscelarla con l’acqua fredda. Sarebbe preferibile regolarla direttamente in caldaia a 40-45°C. Meglio evitare sprechi dovuti alla miscelazione, no?

Meglio non coprire i radiatori con dei mobili
Esistono poi dei “piccoli segreti tecnici” che rispondono, sostanzialmente, alle domande più frequenti che vengono poste ai termoidraulici dai propri clienti. Tra le tante, la più diffusa è: qual è la temperatura ideale da impostare sul termostato? Gli esperti del settore consigliano un valore massimo di 19-20°C. Dopotutto, la legge prevede che la temperatura di un edificio residenziale non debba superare i 20°C (con una tolleranza di 2°C per le abitazioni). Tra l’altro, è bene ricordare che ogni grado oltre i 20°C aumenta i consumi in bolletta.

Temperatura ideale: 20°C
Inoltre, per quanto riguarda le caldaie a condensazione, i tecnici suggeriscono di abbassare di un paio di gradi la temperatura di mandata della caldaia. In effetti, mantenere la temperatura troppo alta ne impedirebbe la condensazione stessa. Dunque, meglio una temperatura tra i 50°C e i 60°C. Purtroppo, però, esistono alcuni falsi miti da sfatare, come la storia di spegnere la caldaia quando si esce da casa. Se ci si dovesse assentare per poche ore converrebbe mantenere una temperatura di attenuazione costante, magari sui 16-17°C. Con questo piccolo accorgimento si potrebbe evitare l’ennesimo sforzo inutile della caldaia e un consumo maggiore di energia. Discorso diverso se, invece, ci si dovesse assentare per più giorni: in quel caso la caldaia andrebbe spenta senza troppe esitazioni.

Temperatura di attenuazione
Tra le tante cose da tenere a mente, anche un piccolo check-up preventivo all’impianto non sarebbe una cattiva idea. La regola d’oro dei termoidraulici è una sola: la manutenzione preventiva batte sempre l’intervento d’urgenza. È ovvio, piccoli interventi in casa possono essere effettuati anche senza l’assistenza tecnica. L’importante, però, è sapere come comportarsi. Per esempio, se i termosifoni sono freddi in alto, probabilmente la colpa è dell’aria rimasta intrappolata all’interno. In quel caso, basta sfiatarla da una valvolina fino a quando non uscirà solo acqua in modo continuo. Per maggior sicurezza, però, meglio chiedere aiuto al tecnico di fiduca. Il consulto dell’esperto è sempre un’opzione da non sottovalutare. Spesso, proprio dopo aver sfiatato i termosifoni, la pressione in caldaia scende da sola, dato che si è tolto volume all’impianto. Mai dimenticarsi, quindi, di verificare la pressione della caldaia che, a freddo, dovrebbe aggirarsi tra 1 e 1,5 bar. Sapendo questi piccoli segreti del mestiere, la conferma dei valori della pressione corretta potrà prevenire blocchi alla caldaia e garantire la circolazione corretta dell’acqua. Tuttavia, una manutenzione alla caldaia prima dell’inverno potrebbe evitare ad una famiglia di rimanere al gelo nei mesi più freddi, ossia quelli dov’è presente il più alto tasso di interventi dei tecnici termoidraulici.

Pressione dell’impianto a freddo
Meglio, quindi, risolvere i piccoli problemi come l’aria nei termosifoni o la pressione bassa della caldaia prima dell’arrivo dei mesi più rigidi dell’anno. Ecco perché è bene ricordarsi di far fare annualmente la manutenzione e la verifica obbligatoria periodica del controllo fumi. Questo garantirà, tra l’altro, anche una sicurezza maggiore nelle emissioni di monossido di carbonio e possibili sanzioni. Chi vorrebbe spiacevoli sorprese proprio nel momento in cui trovare un tecnico libero potrebbe diventare un’ardua impresa?

La manutenzione annuale alla caldaia è fondamentale
Grazie a piccoli gesti si possono ottenere, quindi, grandi risparmi, ottimizzando il comfort ed evitando sprechi. Basti pensare, in ultimo, alla scelta dei pannelli riflettenti dietro ai termosifoni. Si tratta di un trucco economico ed efficace che impedisce al calore di disperdersi nella parete esterna, rimbalzandolo dentro la stanza grazie al pannello termoriflettente posto tra il muro e il radiatore. Insomma, se si conoscono alcune informazioni basilari, si sarà in grado di gestire il riscaldamento in modo più intelligente e consapevole per tutto l’inverno. Dopotutto, prevenire è meglio che restare al freddo, soprattutto se si sa come rimanere al caldo, risparmiando.
Alice Luceri
Nell’immagine di copertina, arriva il freddo e iniziano le prime accensioni del riscaldamento

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