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Progetto “Mus-e”, creatività e arte fra i banchi

di | 2019-05-03T13:35:58+02:00 5-5-2019 6:20|Attualità, Cultura, Sezione 5|0 Commenti

ROMA – Già attiva in molte scuole primarie di diverse città italiane Mus-e è una onlus il cui progetto educativo si estrinseca nell’aiutare i bambini ad integrarsi e ad esprimersi attraverso l’arte superando barriere psicologiche o sociali. Attraverso l’insegnamento del linguaggio universale della danza, del teatro, della musica e della cultura Mus-e si propone con il suo progetto formativo privilegiando per i suoi interventi le classi difficili dei quartieri emarginati.
Questo progetto nasce dal sogno di un grande violinista e umanista statunitense Yehudi Menuhin. È grazie al suo grande desiderio di pace, di amore per i bambini e per l’arte che nasce a Bruxelles nel 1991 la Yehudi Men Foundation con l’apertura, negli anni successivi, di decine di sedi Mus-e in tutta Europa. Il sogno del suo fondatore è quello di portare l’arte nelle scuole primarie e negli asili aiutando i bambini a scoprire la bellezza degli altri e di sé stessi.

È nel 1993 che nasce il progetto Mus–e che ha come finalità di rendere la musica e l’arte in generale come parte integrante dell’educazione del bambino. Nel 1999 il progetto approda in Italia grazie al regista e scenografo Gianfranco De Bosio e Mus-e viene riconosciuta come una onlus che si adopera per realizzare i primi laboratori artistici nelle classi primarie di Milano e Cremona per poi arrivare nel giro di qualche anno anche a Torino e a Bologna. Nel 2003 la Commissione Europea valuta il progetto, fra quelli sostenuti dal bilancio comunitario, come uno dei migliori progetti culturali per l’integrazione. Nel 2006 il progetto è attivo in 11 città italiane, attualmente il progetto coinvolge 11550 bambini in tutta Italia.
Mus-e ha un suo “manifesto” in cui vengono richiamati  finalità e valori. Al centro di tutto ci sono i bambini, cittadini di domani, la loro educazione, il loro percorso formativo e la loro cultura, un bene prezioso da coltivare con competenza e con passione e poi c’è l’arte, in ogni sua forma, che può partecipare attivamente alla formazione di un processo educativo che va al di là di ogni diversità sociale ed economica, abbattendo le barriere e facendosi portatrice di un vero messaggio di pace.
I valori della Onlus si possono così riassumere:
contrasto alla povertà educativa ovvero l’impegno a portare i laboratori artistici nelle classi più a rischio, nelle periferie, nei contesti isolati, in territori con forti contrasti sociali; impegno a creare nuove generazioni capaci di vivere in armonia fra loro al di là della cultura, della provenienza, della disabilita’ e di ogni differenza; arte intesa come un linguaggio universale in grado di contribuire ad assolvere al compito educativo nel suo complesso; inclusione vista come possibilità per la creazione di una società più giusta che rispetti le differenze e le consideri non come ostacoli ma come possibilità di arricchimento.

Yehudi Menuhin

Il progetto Mus-e prevede per i suoi giovani fruitori l’inizio di un percorso molto particolare fra colori, canto, danza e teatro rendendo i ragazzi più aperti e intraprendenti insegnando loro ad andare alla scoperta di sé e dell’altro. Questo percorso artistico dura tre anni e la sperimentazione delle diverse attività artistiche avviene insieme ai compagni di classe e agli insegnanti, i laboratori si tengono con cadenza settimanale, durante l’orario scolastico, e durano da gennaio a maggio; gli artisti Mus-e sono selezionati oltre che per le loro capacità specifiche anche in relazione alle loro competenze pedagogiche ed educative. Gli stessi aiutano i bambini a sperimentare il linguaggio artistico senza timore e senza spirito di competizione, incoraggiando lo scambio con i compagni e la riflessione su sé stessi. “Obiettivo- spiega Maria Garrone, presidente della Mus–e Milano onlus in una intervista rilasciata ad un influente quotidiano – non è insegnare la tecnica o montare un saggio, ma abbattere emarginazione e disagio”.
Il progetto è gratuito sia per le famiglie che per le scuole e la priorità operativa va agli istituti inseriti in contesti difficili, alle periferie e in generale alle zone che risentono maggiormente della povertà educativa e culturale per i più piccoli.
Il risultato di tutto ciò è una crescita più armonica dei bambini e la riduzione dei rischi di abbandono della scuola in età adolescenziale. La onlus ambirebbe a fare diventare il progetto permanente in tutte le scuole così come già accade in Spagna dove è riconosciuto dal ministero e adottato in molte scuole. Anche in Italia il progetto è attivo ed ha successo grazie al contributo di fondazioni e aziende che lo sostengono ma la speranza è che cresca e si diffonda sempre di più rendendo in tal modo la scuola sempre più allegra, creativa ed inclusiva nonché fonte di nuove scoperte ed esperienze che possano contribuire ad un sereno ed equilibrato sviluppo delle giovanissime generazioni.

Silvia Fornari

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