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“Popoli in cammino”, Festival di storytelling

di | 2024-06-07T12:40:38+02:00 9-6-2024 5:30|Cultura, Sezione 7|0 Commenti

RIETI – La decima edizione del Festival Internazionale di Storytelling “Popoli in cammino” (ideata e realizzata dalla Compagnia Raccontamiunastoria con il contributo di Regione Lazio e in collaborazione con la Fraternità Francescana di San Sebastiano), è iniziata il 1 giugno a Marcetelli, il comune più piccolo del Lazio, con due giorni di laboratori e perfomance: ‘Racconta e incanta’ (15 ore di livello base e avanzato) seguendo il tema del potere magico delle storie che possono abitare i luoghi riconnettendo il presente con il passato e creare un legame speciale fra spazi e persone. Una prima serata di improvvisazione e condivisione con il ‘Salotto delle storie’, spettacolo interattivo accanto agli artisti e il 2 giugno ‘Storywalk’ performance itinerante per le vie antiche di Marcetelli, cena tipica e spettacolo con gli artisti della compagnia.

Il festival prosegue il 15 giugno alla Pineta di Castefusano a Ostia, Roma (Associazione La Farfalla Via di Castel Fusano 152) con esibizioni, musica e apericena. Ospiti Boni Ofogo, storyteller camerunense (per la prima volta in Italia) e Nando Brusco, cantastorie e percussionista calabrese: racconti tradizionali, costumi variopinti e sapori della sua terra, insieme alla direttrice artistica del Festival Internazionale di Storytelling di Montreal, Stephanie Beneteau. Il 16 giugno al Teatro Arciliuto di Roma ‘In vino fabula’: dal mito di Bacco alle nozze di Cana, dalla leggenda del Gallo Nero del Chianti alle bevande afrodisiache. Un viaggio dei sensi alla scoperta delle storie legate al frutto della vite. Ad animare la serata i racconti di Paola Balbi e Davide Bardi (direttori artistici della Compagnia di Roma Raccontamiunastoria e del Festival Internazionale di Storytelling), il musicista e cantastorie Nando Brusco, le danzatrici del Clan della Lupa Argentea Erika Dell’Acqua e Ariel Giulia Troiano. Ariel è anche sommelier e guiderà il pubblico in una degustazione di vini.

Paola Balbi

Il Festival torna in provincia in Rieti al Monastero di Santa Brigida all’Abbazia di Farfa con una residenza di storytelling gratuita: 5 borse di studio per giovani (dal 18 al 20 giugno) e la ‘Festa di mezza estate’ dal 21 al 23 giugno con racconti, workshop, yoga, danza, musica ed eventi interattivi; cast internazionale tra cui 7 donne palestinesi del gruppo Seraj Librieries di Ramallah, di particolare rilevanza in questo momento, grazie anche alla collaborazione con il Consolato italiano di Gerusalemme. Il gruppo è interamente composto da giovani sotto la direzione artistica di Fidaa Ataya ed è una rara occasione per il pubblico italiano di entrare in contatto con i racconti, il canto e la musica tradizionale della cultura palestinese, costruendo un ponte di pace e di luce in nome della cultura sulle macerie e la desolazione create da questa guerra. Prenotazioni obbligatorie, info@raccontamiunastoria.com (3498378830).

Il Festival propone un viaggio nelle storie e nelle leggende immersi nel fascino di luoghi incantati, con l’obiettivo di far riscoprire i tesori nascosti del patrimonio culturale tangibile del Lazio anche al di fuori della Capitale, proponendone una fruizione interattiva attraverso il racconto spettacolare e ‘site specific’ delle storie, miti e leggende legati al territorio. Lo storytelling è un’arte unica nel suo genere, riconosciuta dall’UNESCO e dalla Comunità Europea come patrimonio intangibile dell’umanità e come strumento cultuale performativo. Oltre ad offrire intrattenimento, è in grado di ricostruire la dimensione di comunità, comunicazione e interazione, riempiendo il vuoto che crea l’era digitale, trasmettere attraverso le parole, la modulazione della voce, la gestualità e il movimento del corpo, le immagini di una storia ad un pubblico specifico. I tre principi fondamentali sono l’emozione, l’autenticità, la struttura narrativa chiara, è l’arte di raccontare storie creando immagini nella mente di chi ascolta, come facevano i cantastorie. Ha radici molto profonde nella tradizione dell’oratoria romana, nel lavoro dei menestrelli medievali e della sacra rappresentazione, nell’opera di tutti i cantastorie e cuntisti che per secoli hanno tenuto vivo il repertorio della letteratura orale del nostro Paese.

Davide Bardi

Narrando si impara e lo storytelling è anche un metodo di apprendimento inclusivo, con un elevato potenziale pedagogico e didattico, soprattuttoper i giovanissimi, nati nell’era digitale. Oggi saper raccontare può consentire agli studenti di discernere ciò che è reale da ciò che è virtuale. La narrazione orale improvvisata attrae ogni anno un pubblico molto variegato da tutta Italia e dall’estero, grazie alla programmazione in italiano, inglese e francese. Ha una forte impronta multidiscipinare, interpreta e diffonde l’arte del racconto in tutte le sue forme e generi: miti, leggende, fiabe, racconti popolari, accompagnando la parola, sempre sovrana in tutti gli spettacoli, ad altre manifestazioni artistiche: danza, canto, musica dal vivo. Il programma tiene fede al tema proposto “Popoli in cammino”, con artisti da tutto il mondo: Europa, Canada, Messico, Camerun, Stati Uniti, Martinica e Palestina.

Paola Balbi e Davide Bardi sono riconosciuti a livello internazionale come gli artisti italiani di punta di questo genere. Dal 2009 membri dell’International Network for Biblical Storytelling (Network ecumenico internazionale di tutti gli artisti che si dedicano alla ri-orializzazione della Bibbia attraverso le loro performance), sono conosciuti ed apprezzati a livello globale per gli spettacoli di ri-oralizzazione dei racconti dell’Antico e Nuovo Testamento: “Davide e Betsabea” e “Soltanto io ti amo: Pietro e Maddalena” sono stati rappresentati in tutto il mondo.

“Ad Catacumbas” è la loro nuova produzione in collaborazione con la Comunità Francescana, originariamente realizzata come progetto di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e archeologico della Basilica di San Sebastiano fuori le Mura e Le Catacombe di San Sebastiano, in preparazione ed in occasione del Giubileo 2025 e per offrire un’esperienza culturale unica nei luoghi che parteciperanno al tour della ricognizione delle reliquie di San Sebastiano.

Francesca Sammarco

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