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Nobel per la fisica a una donna: è solo merito

di | 2018-10-26T12:27:06+02:00 28-10-2018 6:20|Attualità, Sezione 5|0 Commenti

ROMA – “Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla se non la loro intelligenza”. Questa frase è stata pronunciata da una grande donna e grande scienziata: Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina, che oggi sarebbe stata sicuramente fiera di stringere la mano a Donna Strickland premio Nobel per la fisica 2018.  La Strickland ha ricevuto il riconoscimento dalla Reale Accademia svedese delle scienze insieme ai colleghi Arthur Ashkin e Gerard Mourou.

La giuria ha premiato gli scienziati per le loro invenzioni fondamentali che hanno aperto la strada alle applicazioni del laser in molti campi, compresa la biologia. Il premio è stato diviso in due parti: la prima all’americano Arthur Ashkin per “le pinze ottiche e la loro applicazione ai sistemi biologici” (uno strumento scientifico che usa un impulso laser per spostare oggetti microscopici); la seconda al francese Gérard Mourou e allacanadese Donna Strickland per “il sistema di generazione di impulsi ottici ad alta intensità”.
La Strickland è la terza donna, da quando è stato istituito il premio ad ottenere l’ambito riconoscimento: la seconda fu, venticinque anni fa, nel 1963,  Maria Goeppert-Mayer mentre  nel 1903 fu Marie Curie, chimica e fisica polacca, la prima ad essere insignita del premio Nobel per la fisica.

Non si sa se Donna Strickland sia stata o meno “invitata” nel mondo della fisica o ci sia entrata di sua iniziativa ma è sicuramente grazie ai suoi meriti che ha ottenuto il famoso riconoscimento: “Abbiamo bisogno di celebrare le donne impegnate nella fisica – ha dichiarato – ed io sono onorata di essere fra loro”. “L’assegnazione del Nobel per la fisica a una donna è la miglior risposta al professor Strumia”, commenta Speranza Falciano vicepresidente dell’INFIN (Istituto nazionale di fisica nucleare) che partecipa alle attività di ricerche del CERN  (Consiglio europeo ricerca nucleare) sui segreti della materia.

Ma in che modo il professor Strumia, citato dalla Falciano,  si inserisce nel contesto del conferimento del Nobel alla Strickland? Indirettamente rispetto alla vincitrice, ma direttamente rispetto alle donne che operano nel mondo della fisica.  Alessandro Strumia è docente dell’università di Pisa, nonché collaboratore dell’INFN (Istituto nazionale di fisica nucleare); durante un convegno organizzato dal CERN  e tenutosi a Ginevra  sul tema “Fisica di alte energie e gender” in cui si affrontava la questione della discriminazione delle donne nell’area STEM (scienze,  tecnologia, ingegneria, matematica), è intervenuto (non come relatore ma come invitato) per esporre i risultati delle sue ricerche in ordine al tema del convegno e, in tale sede, ha dichiarato che “la fisica è stata inventata e costruita dagli uomini, l’ingresso non è su invito”; sostenendo altresì (con l’aiuto di slide, diapositive e grafici) che le donne non sono vittime di discriminazioni nel campo della fisica ma al contrario sono gli uomini ad essere penalizzati perché scavalcati nella carriera da colleghe con minor meriti, portando come esempio il fatto di non essere stato selezionato dall’INFN per una posizione per cui sono state scelte due ricercatrici con meno citazioni di lui.

“Madame Curie e altre – ha sostenuto – sono state accolte dopo aver dimostrato che cosa sapevano fare” e ad ulteriore supporto delle sue tesi, ha portato alcuni esempi in cui le donne vengono agevolate  e non penalizzate come nel caso dell’università di Oxford che “allunga i tempi degli esami per le donne” o come in Italia dove, con un decreto del MIUR, sono state favorite le iscrizioni delle donne alle facoltà STEM, per arrivare poi in Australia, nazione con le “quote rosa” nella scienza. Strumia, nel suo intervento, ha inoltre aggiunto che gli uomini preferiscono lavorare con le cose mentre le donne con le persone per cui i primi sono più rappresentati  in professioni di carattere scientifico, mentre le seconde prevalgono in quelle di tipo umanistico dove il confine fra vero/falso e giusto/sbagliato è molto sfumato.

Ovviamente  tutte queste dichiarazioni hanno suscitato un vespaio di polemiche nel mondo scientifico con risonanza in quello mediatico tanto che che l’Istituto nazionale di fisica nucleare, “in attesa del risultato degli approfondimenti sul caso”, con un provvedimento ha deciso di sospendere immediatamente dall’associazione il fisico per le tesi sulle discriminazioni di genere esposte nel suo intervento al convegno di Ginevra  e per le affermazioni fatte, per di più in un contesto pubblico ed internazionale, ritenute lesive sia per l’immagine dell’Ente e sia della reputazione di ricercatrici e ricercatori dipendenti ed associati all’Istituto stesso. Anche il CERN, come si legge in un comunicato, ha ritenuto la presentazione di un invitato “altamente offensiva” e ha disposto la rimozione di tutte le slide relative al predetto intervento dal proprio sito.

Il professor Strumia parlando all’AGI (Agenzia giornalista Italia) ha spiegato: “Non ho mai fatto discorsi sessisti o discriminato le donne, ho semplicemente presentato una serie di dati, elaborati da ricerche degli ultimi anni che dimostrano che nella fisica non c’è discriminazione nonostante in tante, al seminario, abbiano voluto sostenere il contrario. I numeri oggettivi dimostrano che a livello di assunzioni si richiedono agli uomini parametri più elevati”. Pesante la critica di Strumia alla “cultura politica, spesso non sostenuta dalle donne, che vuole sostituire la competenza e il merito con un’ideologia di parità”.

La vicepresidente dell’INFN Speranza Falciano non ci sta: ” Sono dichiarazioni che sono andate un po’ oltre i limiti del consentito, anche nei confronti del nostro Ente. Credo che non sia vero quello che ha detto e ha usato parametri non universalmente riconosciuti come le citazioni. Il Nobel ad una donna ci inorgoglisce perché lavorano a livello di eccellenza come gli uomini…”.”Le facilitazioni ci sono – aggiunge – perché ci si rende conto della situazione di partenza delle donne e delle difficoltà che si trovano ad affrontare fin dall’inizio della loro carriera scientifica… La diversità è un valore aggiunto in tutto quello che si fa, la tendenza non è favorire le donne ma cercare di favorire l’opportunità di potersi esprimere in qualsiasi disciplina a prescindere dai condizionamenti sociali, culturali ed economici”. “Come fa l’INFN – conclude Speranza Falciano – si mettono in campo tutte le azioni positive necessarie per raggiungere un equilibrio di genere e cultura dando in questo modo un apporto importante al progredire della scienza. In quest’ottica il CERN è un esempio vivente di incontri di culture, discipline e generi: una condizione che può portare a Stoccolma”.

Silvia Fornari 

Nella foto di copertina, Donna Strickland, premio Nobel per la fisica nel 2018

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