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“Le dee dentro la donna”, sette ritratti al femminile

di | 2023-12-07T18:36:24+01:00 10-12-2023 5:45|Cultura, Sezione10|0 Commenti

MILANO – La psichiatra e analista Jean Shinonda Bolen (divenuta poi seguace e costola dello psicanalista Carl Gustav Jung) nasce a Los Angeles, nel 1936. Di famiglia giapponese, si laurea presso la Facoltà di Medicina dell’Università di San Francisco, dove poi diventa docente di Psichiatria. Si specializza in analisi junghiana presso l’Istituto C.G. Jung di San Francisco. Durante il periodo universitario frequenta con passione le lezioni del professor Joseph Campbell sulla mitologia applicata e sulla psicologia. Shinoda Bolen attacca Campbell durante un’intervista, proprio in merito a questo argomento. Il docente le risponde che la donna non ha bisogno del viaggio dell’eroe perché (citando le sue stesse parole) “la donna è ciò a cui gli uomini vogliono arrivare”. Alquanto delusa da questa argomentazione, decide di sviluppare una nuova via per l’analisi junghiana, partendo dall’analisi mitologica sulla quale Campbell si era basato e incentrandola, a sua volta, su un’esperienza personale e terapeutica.

Jean Shinonda Bolen

Nel 1984 Jean Shinoda Bolen pubblica “Le Dee dentro la Donna– Una nuova psicologia femminile”, edito da Astrolabio. Tale volume aiuta le donne a prendere consapevolezza delle proprie qualità e delle proprie caratteristiche attraverso le storie e le personalità di diverse divinità mitologiche. L’autrice è diventata un punto di riferimento per la psicologia femminile grazie al suo approccio analitico di impronta junghiana. I suoi numerosi libri sono un fenomeno letterario di fama mondiale, oltre ad aver rivoluzionato l’approccio psicologico nei confronti delle donne. Sin da giovanissima aveva riscontrato profonde carenze in diversi approcci psicologici, soprattutto di tipo psicanalitico, nella fase di analisi dei conflitti propri dell’universo femminile.

“Le dee dentro la donna” si incentra su sette modelli archetipici, ispirati alle divinità greco-romane, per illustrare altrettante psicologie femminili attuali. Attraverso le dee spiega e capisce il comportamento delle donne moderne. Le sette dee greche analizzate sono Estia, Demetra, Era, Artemide, Atena, Persefone e Afrodite (Vesta, Cerere, Giunone, Diana, Minerva, Proserpina e Venere per i Romani). La Bolen le suddivide in tre categorie, con caratteristiche psicologiche comuni: le dee vergini, le dee vulnerabili e le dee alchemiche. Il primo gruppo è costituito da Estia, Artemide e Atena: rappresentano la qualità femminile dell’indipendenza e dell’autonomia, erano dee poco inclini a innamorarsi, pur avendo relazioni col maschile. Non soffrivano nel rapporto a due e non perdevano mai di vista il loro obiettivo di vita. In questo senso sono definite “vergini”.

Carl Gustav Jung

Il secondo gruppo è costituito da Era, Demetra e Persefone: rappresentano, invece, l’archetipo dell’orientamento verso il rapporto con l’altro (sia marito, figlio, genitore). Il loro benessere emotivo dipende infatti dalla presenza, nella loro vita, di un rapporto che fosse significativo. Le donne che hanno questi archetipi attivi hanno bisogno dell’appartenenza, sono sensibili all’esterno e perciò sono definite “vulnerabili”. Infine, Afrodite, dea dell’amore e della bellezza, detta dea “alchemica”. Rappresenta, da sola, il potere trasformativo dell’amore, la creatività, l’apertura al cambiamento. Stringe sì relazioni (anche molte), ma non ne rimane vittima; è quindi sia vergine che vulnerabile.

Tematiche quanto mai attuali, in particolare, Artemide, l’archetipo della sorellanza, rappresenta la vita selvaggia e il contatto con la Natura, il coraggio e la libertà. Tende ad essere arrogante, competitiva e poco in contatto col proprio mondo interiore. Il suo tratto peculiare è l’indipendenza. Il suo rapporto col maschile è di competizione. Atena è l’emblema del potere mentale, dell’obiettività, del controllo, dell’organizzazione, della stabilità. Donna poco empatica, che trascura cuore ed emozioni. Il suo tratto peculiare è la razionalità. Il suo rapporto col maschile è di complicità e amicizia. Estia è l’archetipo della vecchia saggia; è completa in se stessa, ama la solitudine, la concentrazione, si dedica volentieri alla casa; poco aperta verso l’esterno, non si esprime, è ”intoccabile”. Il suo tratto peculiare è la spiritualità. Può serenamente stare senza uomo. Era, prima di tutto dea vulnerabile, rappresenta la moglie fedele, la sopportazione, l’impegno; è poco interessata alla carriera, spesso ostile con le altre donne (che vede come rivali), gelosa, giudicante. Il suo tratto peculiare è la lealtà/fedeltà. Ha bisogno di avere accanto un uomo potente, per il quale è disposta a fare tutto. Per lei il marito viene prima di tutto, anche dei figli.

Joseph Campbell

Demetra, rappresenta l’archetipo materno. Le sue caratteristiche sono accoglienza, generosità, protezione e altruismo; d’altro canto è anche incline a farsi invadere dagli altri e incapace di esprimere rabbia. Il suo tratto peculiare è l’istinto materno. Nella relazione col maschile può creare uno schema madre-figlio e comunque, per lei, i figli vengono prima del marito. Persefone, rappresenta l’eterna fanciulla, anche da adulta. E’ caratterizzata da empatia, apertura verso gli altri, sensitività, profondità, ma anche dipendenza e passività. Il suo tratto peculiare è la ricettività. Aspetta sempre il “Principe azzurro”. Afrodite, ultima dea, unica alchemica; è attraente, sensuale, estroversa e spontanea. Infedele, volubile. I tratti peculiari sono la creatività e la gioia di vivere. E’ colei che rappresenta il potere trasformativo della relazione. Ogni dea potrà essere vivifica per un aspetto: Artemide, ad essere concentrata sul proprio obiettivo; Atena, a pensare e ad essere razionale; Estia, a dare pace e intuizione; Era, a impegnarsi in una relazione; Demetra, essere accogliente e generosa; Persefone, donare ricettività e apertura; Afrodite, a gioire e godere della vita.

Jean Shinonda Bolen

Grazie a questi personaggi, Jean Shinoda Bolen è riuscita a definire archetipi specificatamente femminili che si attivano nelle donne. E’ stata una sostenitrice del V Congresso Mondiale sulle Donne convocato dalle Nazioni Unite. Ha promosso anche l’iniziativa  “Il Milionesimo Cerchio” al femminile. Infine, è rappresentante permanente della ONG Senderos para la Paz delle Nazioni Unite.

“Le donne possono cambiare il mondo degli anni a venire”, Jean Shinonda Bolen docet.

Claudia Gaetani

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