MENTANA (Roma) – Villa Zeri, dal 1998, non era più una splendida collezione del mondo antico come l’aveva immaginata e poi vissuta il suo proprietario, il critico d’arte noto in tutto il mondo Federico Zeri. Progettata per lui dall’architetto Andrea Busiri Vici per essere oltre che la dimora, anche un luogo di studio e di riflessione del committente nonchè un museo per le epigrafi da lui collezionate nel tempo, alla sua morte era stata affidata all’Università Alma Mater di Bologna. Svuotata della fototeca e della biblioteca, per trenta anni le varie amministrazioni hanno poi proprio fatto finta di non vederla. Se da vivo, infatti, Zeri era stato un po’ una spina nel fianco del Comune per il suo carattere notoriamente spigoloso, per il suo snobbare la classe politica locale probabilmente non preparata a confrontarsi con lui sulle cose d’arte e più attratta dal cemento, da morto la sua villa nel territorio aveva rappresentato per tutti una responsabilità troppo pesante e “alta” da affrontare.

Villa Zeri a Mentana
Neanche Barbara Bravi che fino a pochi mesi fa e per dieci anni è stata a capo della Cultura, ha mai inserito la Villa nei suoi numerosi e meritori progetti di rilancio del settore. Probabilmente troppi soldi per mantenerla a fronte di una risorsa inconsistente essendo – come sembra – ormai stata depredata dei reperti che ne facevano un museo, fatto su cui ci sarebbe anche un’indagine in corso. Insomma, una rogna. Per cui, giaceva lì.

Il prezioso arredamento della villa appartenuta a Federico Zeri
E poi gli impianti e il tetto da rifare, la costosa manutenzione dei dieci ettari di verde, gli stipendi del personale addetto. Troppe spese che per il Comune sarebbero state difficili da convertire in un investimento e infatti nessuno ha mai tentato. C’è chi sostiene, tuttavia, che molto si sarebbe potuto fare. Ad ogni modo tutti quei dubbi e i problemi sulla presenza di casa Zeri in via Trentani a Casali, sembrano essere stati fugati ora che Mentana si è “liberata” della villa considerata sempre, da un governo cittadino all’altro, più come il fumo negli occhi che come una ricchezza. L’immobile, infatti, è entrato da pochi giorni nella rete museale nazionale grazie ad un accordo tra l’Università di Bologna Alma Mater, erede della proprietà Zeri, e il Ministero della Cultura.

Mentana, l’assessore Sara Petrino con il sindaco Marco Benedetti
Lo ha comunicato ufficialmente la neo assessora alla Cultura Sara Petrino che ha definito questo atto “una notizia straordinaria” anche se non è ben chiaro il perché. “Un traguardo storico – ha scritto la Petrino – che apre una nuova fase per uno dei luoghi più preziosi del nostro territorio, destinato a diventare un centro di ricerca, formazione, produzione culturale e, progressivamente, uno spazio sempre più aperto alla cittadinanza”. “Altro che traguardo – ribatte però Viviana Carbonara, capogruppo consiliare del M5stelle ma soprattutto archeologa – questa è una sconfitta per l’amministrazione, un’occasione mancata, perché sarà lo Stato a gestire il bene in barba ai programmi elettorali”.
La pensa allo stesso modo anche uno sinceramente dispiaciuto per questo passaggio di consegne e di opportunità. E’ Roberto Tomassini, studioso di cose locali, che ha scartabellato archivi salvando manoscritti dall’incuria ed è un po’ considerato la memoria storica del paese, quello cui si chiede notizia di un fatto o un personaggio, in pratica un libro vivente. Tomassini è anche l’unico mentanese ad essere entrato nelle grazie di Zeri, ad averci collaborato, ad aver frequentato quella villa come ospite prezioso per la sua conoscenza del territorio e la possibilità di uno scambio di idee che tra i due era assolutamente“inter pares”. “Un’altra grave perdita per il territorio – ha commentato Tomassini – esultare per la quale mi suona un po’ propagandistico perchè a Mentana da sempre gli interessi sono stati e sono altri”.

Viviana Carbonara
Le più recenti opere dell’amministrazione, infatti, non sembrano orientate ad una tutela delle ricchezze presenti sul territorio. La notizia di Villa Zeri ha per questo dato la stura, per esempio, a commenti aspri anche sulla collina di Vigna Santucci, luogo di rilevanza storica per essere stata sede della battaglia garibaldina ma con un passato ben più antico di quello risorgimentale come testimioniato dai reperti archeologici risalenti a Nomentum. Quel sito che aveva raccontato tutta la storia del Comune e che compariva in tutte le immagini caratteristiche di Mentana, che a maggio si colorava di giallo con la fioritura delle ginestre e poi cambiava colore a seconda delle stagioni non c’è più perchè la collina è stata sventrata per realizzare una rotatoria. Niente più locus amoenus, niente più memoria: tutto cancellato. Ora intorno all’edificio dove l’Eroe dei due Mondi avrebbe anche passato la notte durante la famosa battaglia del 3 novembre 1867, passeranno le macchine. Alla collina sono stati sostituiti i muri di contenimento in cemento.

Roberto Tomassini
E mentre cittadini inconsapevoli del valore culturale del sito “subiscono” cantieri, polvere e disagi per questa rotonda che dovrebbe rivoluzionare il piano del traffico, Tomassini rappresenta il dolore di chi conosce bene la storia locale. “Hanno strappato una pagina dall’album di famiglia, uno scempio “, ha protestato. “Una devastante perdita del nostro paesaggio – gli ha fatto eco la Carbonara – che dimostra come il disinteresse per Villa Zeri non sia nato da un problema economico perché, invece, milioni di euro sono stati sperperati per lavori inutili”. Ma l’assessora alla Cultura Petrino è convinta e si dice “emozionata” della novità per Villa Zeri. “Ciò che ho particolarmente apprezzato è stata la volontà degli enti coinvolti – ha scritto – di creare un dialogo con il territorio e di coinvolgere l’Amministrazione comunale, nella consapevolezza che un progetto di questa portata possa esprimere appieno il proprio valore solo costruendo una collaborazione concreta con le istituzioni locali e con la comunità”.

La rotatoria in costruzione a Mentana
Forse questa intenzione di collaborare è ciò che aspettava Roberto Tomassini da sempre custode della storia di Mentana ma mai interpellato su scelte importanti che hanno cambiato il volto del paese “non valorizzando il suo patrimonio e soprattutto – dice lo studioso – facendo le cose senza un progetto di insieme, nè sapere dove si deve arrivare e soprattutto senza coinvolgere le associazioni locali ma solo alcuni”. E tra questi non c’è mai stato lui – come tanti – che ne avrebbe avute di cose da dire, eccome. Anche – ma non solo – su Villa Zeri.
Gloria Zarletti
Nell’immagine di copertina, il critico d’arte Federico Zeri nella sua villa a Mentana

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