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La Street Art a Palermo è di casa

di | 2018-03-03T20:37:30+01:00 5-2-2018 6:20|Arte, Prima Pagina, Sezione 4|0 Commenti

PALERMO – Quest’anno, Palermo (capitale italiana della cultura e già insignita nel 2015 del prestigioso riconoscimento di patrimonio mondiale dell’umanità per i monumenti arabo-normanni) primeggia anche per la presenza di murales e graffiti originali e creativi, vero e proprio repertorio artistico a cielo aperto. La Street Art contribuisce infatti a riqualificare le zone degradate del Centro storico, colorando con stencil e vernice spray edifici fatiscenti e mura scrostate al Borgo Vecchio, alla Cala, alla Vucciria, a Danisinni, quartieri del cuore pulsante della città, ma anche le periferie estreme e disagiate dello ZEN e di Brancaccio.

Tra gli artisti di strada, Astro Naut ha dipinto astronauti dai grandi occhi e dai caschi colorati tra il quartiere Vucciria e Borgo Vecchio. Sotto i portici di piazza Caracciolo, ci sono i poster di HOPPN, nome in codice in cirillico, del marchigiano Yuri Romagnoli, che ha fatto del bianco, del rosso e della propaganda anti-auto e a favore delle biciclette la sua cifra distintiva. Tra gli artisti che hanno lasciato dipinti alla Vucciria, si notano anche le forme contorte di KnarK, misterioso artista austriaco; in pieno Centro storico ci si può imbattere nel Pierrot ultra-pop di NAF-MK, dietro cui si nasconde il beneventano Domenico Tirino. Nel quartiere Kalsa si può ammirare un grande murales del comasco Ema Jons, ormai palermitano di adozione, che ha utilizzato l’intero muro di una costruzione diroccata per dipingere un inquietante e grottesco ciclo della vita dell’uomo.

Graffitari come Ema Jons e il palermitano Davide Furìa hanno coinvolto intere scolaresche e ragazzi a rischio di devianza nella loro pratica di writing creativo, con lo scopo di convogliare energia, fantasia creativa e impegno dei giovani verso obiettivi positivi e colorati. Davide Furia è stato anche autore di un writing/workshop a Pantelleria, dove, con settanta allievi, ha colorato di graffiti cento metri  di muro.

A Palermo, capitale della mafia e dell’antimafia, non potevano certo mancare i simboli legati a Cosa Nostra: una gigantesca piovra, con enormi tentacoli, troneggia in un parcheggio vicino al porto. Dal 19 luglio 2017, sulla facciata dell’Istituto Nautico che si affaccia sul mare della Cala, palermitani e turisti possono ammirare il suggestivo murales che ritrae i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e ne onora il sacrificio, a firma dei nisseni Rosk e Loste, ai quali è  l’opera è stata commissionata per ricordare il 25° anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio.

Uno dei più noti street artist mondiali, il francese Christian Guemy, in arte C215, ha fatto rivivere nel capoluogo siciliano l’arte di Caravaggio che, nel suo peregrinare, aveva dipinto proprio qui una sua celebre Natività. Alcune opere di C215, diventate quasi delle icone a Ballarò, piazza san Domenico e alla Vucciria, sono però andate letteralmente a ruba: l’anta di un portoncino arrugginito e tre vecchie cassette postali – su cui C215 aveva incollato i suoi stencil con le riproduzioni della Maddalena in estasi, del Bacchino malato e della Medusa – sono state divelte e portate via. A dimostrazione che anche la Street Art ha i suoi estimatori, i suoi collezionisti e, purtroppo, i suoi emeriti ladri.

   Maria D’Asaro

 

Già docente e psicopedagogista, dal 2020 giornalista pubblicista. Cura il blog: Mari da solcare
https://maridasolcare.blogspot.com. Ha scritto il libro ‘Una sedia nell’aldilà’ (Diogene Multimedia, Bologna, 2023)

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