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Da Washington a Biden: come si elegge il presidente Usa

di | 2021-01-18T11:07:50+01:00 17-1-2021 6:45|Attualità, Sezione10|0 Commenti

PALERMO – Sarà la Storia a dire quanto inciderà sul futuro degli Stati Uniti d’America l’assalto di alcuni sostenitori di Trump al Campidoglio. Comunque, il democratico Joe Biden sarà dal 20 gennaio il 46° presidente degli USA.

Negli Usa, Repubblica presidenziale di tipo federale, il mandato del presidente dura 4 anni e lo stesso presidente può essere rieletto solo una volta. In caso di morte o dimissioni, gli subentra il vicepresidente sino alla fine del mandato. Ma come funziona il sistema elettorale americano?

Donald Trump e Joe Biden

Le regole per l’elezione presidenziale sono fissate dall’articolo 2 della Costituzione. Il giorno ufficiale del voto è il martedì successivo al primo lunedì di novembre; tuttavia in molti Stati le operazioni elettorali iniziano anche diverse settimane prima, per permettere a tutti i cittadini di poter esprimere la propria preferenza. Quest’anno poi, anche a causa della pandemia, molti elettori hanno fatto ricorso in appositi seggi al voto anticipato (early voting) oppure hanno votato per posta. Possono votare alle elezioni presidenziali tutti i cittadini americani che hanno compiuto 18 anni.

Nei 50 stati e nel distretto di Columbia, con la capitale Washington, c’è un sistema elettorale sostanzialmente maggioritario. Però l’elezione del presidente degli Stati Uniti – contrariamente a quanto avviene in altri Paesi dalla forma di governo “presidenziale” – non è a suffragio diretto: infatti gli elettori americani non votano direttamente il presidente, bensì i cosiddetti Grandi Elettori, che costituiranno lo United States Electoral College, un’assemblea di 538 membri con l’unico scopo di eleggere il presidente.

Joe Biden con la vice Kamala Harris

Ciascun grande elettore viene eletto sulla base del suo sostegno a uno dei candidati alla Casa Bianca. Per la vittoria finale, il candidato presidente deve conquistare almeno 270 grandi elettori. Per ogni stato americano è prevista l’assegnazione di un numero di grandi elettori proporzionato alla sua popolazione, corrispondente alla somma dei rappresentanti che quello stato elegge alla Camera e al Senato federale. Ecco, ad esempio, quanti grandi elettori eleggono i più popolosi stati americani: California, 55, Texas 38, Florida 29, New York 29, Illinois 20, Pennsylvania 20, Ohio 18, Georgia 16, Michigan 16. Per 48 stati su 50 il risultato elettorale è netto: in essi infatti i voti vengono aggiudicati con un sistema maggioritario secco, chiamato “winner takes all”: chi ha più voti si aggiudica tutti i grandi elettori. Fanno eccezione Nebraska e Maine, gli unici stati che assegnano i loro voti elettorali con il sistema proporzionale.

Il sistema elettorale affida grande peso a quegli stati – ad esempio Florida, Georgia e Michigan – in bilico fra repubblicani e democratici, dove anche pochi voti hanno un peso determinante nell’assegnazione dei grandi elettori; tali stati sono detti “swing states”: qui i candidati concentrano la loro campagna elettorale.

Biden con la moglie Jill

Conseguenza di questo sistema elettorale maggioritario è che il vincitore delle elezioni non è necessariamente quello che ha conquistato più voti: ad esempio, nelle elezioni del 2016, Hillary Clinton ottenne circa 3 milioni di voti popolari più di Trump; mentre nel 2000 George W. Bush ebbe circa 500mila voti in meno rispetto ad Al Gore, che però risultò sconfitto. Nelle elezioni del 3 novembre scorso, Joe Biden, con 81.282.896 voti, è stato sinora il candidato presidenziale che ha ricevuto più voti nella storia degli USA, conquistando 306 grandi elettori contro i 232 di Trump.

Quando si conclude il compito dei grandi elettori? I Collegi elettorali si riuniscono nella capitale di ogni stato il primo lunedì successivo al primo mercoledì di dicembre e, con una votazione a scrutinio segreto, esprimono il loro voto per presidente e vice. I grandi elettori, benché si impegnino a votare per il candidato che dichiarano di appoggiare, teoricamente potrebbero poi preferire un altro candidato: comunque nella storia degli USA i grandi elettori “infedeli” sono stati pochissimi, una decina circa.

Quali i requisiti necessari per concorrere alla carica di presidente degli Stati Uniti? Essere cittadino americano dalla nascita; avere compiuto 35 anni; risiedere negli USA da almeno 14 anni.

Allora, in questo momento così doloroso e complesso della storia americana e mondiale, a Joe Biden – con i suoi 78 anni il più anziano ad assumere la presidenza nella storia degli Stati Uniti (e il secondo di fede cattolica dopo John Kennedy) – e alla sua vice Kamala Harris, prima donna e prima nera indo-americana a ricoprire tale carica, tanti auguri e buon lavoro.

Maria D’Asaro

Nell’immagine di copertina, il presidente Joe Biden

 

Già docente e psicopedagogista, dal 2020 giornalista pubblicista. Cura il blog: Mari da solcare
https://maridasolcare.blogspot.com. Ha scritto il libro ‘Una sedia nell’aldilà’ (Diogene Multimedia, Bologna, 2023)

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