//Coronavirus, e allora “Cara maestra ti scrivo”

Coronavirus, e allora “Cara maestra ti scrivo”

di | 2020-03-22T06:33:57+01:00 22-3-2020 6:38|Top Blogger|0 Commenti

Una cosa buona la possiamo addebitare di sicuro a questo maledetto Coronavirus che da giorni ci chiude in casa isolandoci fisicamente dal resto del mondo: la voglia di stare insieme, di ritrovare gli amici, di abbracciare, nel vero senso della parola, le persone alle quali vogliamo bene e di cui, adesso, ci manca la compagnia.
Tutti più o meno agli arresti domicialiari, con pochissime e documentate possibilità di uscire. Niente bar, passeggiate nel parco da soli (sempre che lo troviate aperto), niente ristorante, niente “struscio” al centro della città o del paese, niente partite di calcio con gli amici. E scuole rigorosamente chiuse, la didattica – laddove si può – viaggia su internet.
A soffrirne non sono solo gli studenti più grandi, gli universitari, quelli delle medie e degli istituti superiori. Anche i ragazzini della scuola primaria in questo momento patiscono la nostalgia ed esprimono il loro stato di disagio inviando tramite il web ai compagni di classe e alle maestre dolcissimi e malinconici messaggini.
In questi giorni in tutta Italia è partita, dai social e sulle chat, una emozionante iniziativa: colorare su cartelloni, lenzuola o semplici fogli di carta un arcobaleno con la scritta “Andrà tutto bene”, da appendere alle finestre o al balcone come messaggio di speranza per un futuro migliore. I bambini della scuola primaria di Ischia di Castro, un paese di poco più di duemila abitanti in provincia di Viterbo, hanno fatto di più.
“Ciao maestre, come state? Io sto bene, ho fatto tutti i compiti, la mattina dormo fino a tardi; spero che questo Coronavirus passi presto così ci rivediamo tutti a scuola”. Michela, 6 anni, ha mandato un whatsApp alle insegnanti esprimendo tutta la sua nostalgia. E non è stata l’unica. “Ciao maestre, mi mancate tanto, vi voglio tanto bene; un bacio da Leonardo”. “Ciao maestre, non vedo l’ora di rivedervi, un abbraccio da Luca”. Così pure Giulia: “Un saluto a tutti, a tutti i miei compagni e compagne di classe e a tutte le maestre. Ho voglia di rivedervi presto”.
I piccoli alunni inoltre, su indicazione delle insegnanti, stanno redigendo un diario nel quale riportano giorno per giorno questa loro esperienza. Un pensiero, una frase, un disegno: quanto basta per esprimere i loro sentimenti nei confronti delle insegnanti e dei compagni di scuola di cui in questi giorni sentono tanto la mancanza.
Coronavirus, una battaglia che vinceremo e che ci avrà insegnato molte cose. Un evento che per noi tutti sarà difficile dimenticare. E chissà, per i più piccoli un giorno questa spiacevole esperienza potrà diventare un nostalgico seppur spiacevole ricordo.

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