//Italia, i ghiacciai sono ormai malati terminali

Italia, i ghiacciai sono ormai malati terminali

di | 2023-09-08T19:00:02+02:00 10-9-2023 6:10|Pensierino del Mattino|0 Commenti

Entro il 2060 fino all’80% dei ghiacciai alpini italiani rischia di scomparire e tra 30-40 anni avremo una siccità sempre più intensa anche a valle. È l’allarme lanciato da Greenpeace Italia e dal Comitato glaciologico italiano (Cgi) a conclusione della prima tappa della spedizione sul ghiacciaio dei Forni, nel Parco Nazionale dello Stelvio. In particolare, dal 21 al 24 agosto ha perso 37 centimetri di spessore di ghiaccio, quota superiore alla media, che era di 6 centimetri al giorno.

Secondo quanto riferiscono gli esperti, le trasformazioni sono evidenti a occhio nudo: da metà Ottocento il ghiacciaio dei Forni ha perso circa 10 chilometri quadrati, ovvero metà della sua superficie. Inoltre, la fronte del ghiacciaio è arretrata di 400 metri in meno di dieci anni. “Veniamo dall’estate terrificante del 2022 e speravamo che il 2023 avrebbe comportato una situazione diversa per i nostri ghiacciai, ma purtroppo sta peggiorando”, afferma il glaciologo Claudio Smiraglia, già presidente del Cgi e membro del network di esperti.

Questa situazione porta alla liberazione di una “grande quantità di acqua che nei prossimi anni causerà una riduzione enorme dei volumi del ghiacciaio e quindi anche un minor rilascio idrico estivo con impatti non trascurabili anche in pianura”, precisa Smiraglia. In più, il ritiro dei ghiacciai aggrava anche il rischio di siccità durante il periodo estivo perché viene a mancare la riserva d’acqua, essenziale sia per gli ecosistemi sia per le attività umane, a partire dall’agricoltura. Per Smiraglia non ci sono dubbi sul fatto che “le attività antropiche, in primis le emissioni derivanti dalla combustione dei combustibili fossili, abbiano determinato un aumento di gas climalteranti che sono i principali responsabili del riscaldamento atmosferico attuale”. Occorre inoltre rilevare che i ghiacciai sono “i migliori testimoni dei cambiamenti climatici. Siamo a 3.000 metri, il ghiacciaio dei Forni è un malato terminale che sta scomparendo sotto i nostri occhi”, conclude l’esperto.

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