Una scuola nella quale un laboratorio di chimica può convivere con la realtà virtuale, l’arte incontrare la tecnologia e una giornata di lezione trasformarsi in un’occasione per conoscere ragazzi provenienti da un altro Paese. È il Liceo Scientifico e Artistico “Galileo Galilei” di Bitonto, oggi guidato dalla dirigente scolastica Anita Amoia, una realtà che ha fatto dell’incontro tra formazione scientifica, creatività e apertura internazionale uno degli elementi più interessanti della propria identità.
La storia dell’istituto parte da lontano. Nato nel 1959 come sezione scientifica annessa al Liceo Classico “Carmine Sylos”, diventa autonomo nel 1973 e dal 1994 porta il nome di Galileo Galilei. Oggi propone il Liceo Scientifico, l’opzione Scienze Applicate, la sezione Cambridge e il Liceo Artistico, costruendo proprio sull’incontro tra cultura scientifica e sensibilità artistica una parte importante della propria offerta formativa.
In questi giorni questa vocazione si sta mostrando anche attraverso Erasmus+. Il Galilei sta ospitando studenti tedeschi che, insieme ai ragazzi di Bitonto, stanno vivendo una settimana nella quale la dimensione internazionale non rimane confinata alle lezioni di lingua. La scuola si è trasformata in un vero laboratorio diffuso: una scavenger hunt per conoscere gli spazi dell’istituto, esperienze con i visori per la realtà virtuale, attività dedicate alla sostenibilità ambientale nei laboratori di chimica e fisica, musica eseguita dagli stessi studenti e momenti dedicati alla conoscenza delle tradizioni e dei sapori pugliesi. Le famiglie ospitanti sono diventate parte integrante dell’esperienza e i ragazzi hanno potuto conoscere luoghi come Polignano a Mare e Giovinazzo. Perché uno scambio Erasmus non significa soltanto spostarsi da una scuola all’altra: significa entrare per qualche giorno nella quotidianità di un altro Paese, conoscerne le persone e scoprire modi differenti di vivere, studiare e stare insieme.
Non è casuale che proprio questo liceo abbia scelto di investire sull’internazionalizzazione. La piattaforma europea per l’istruzione scolastica descrive il Galilei come una scuola di circa 800 studenti, impegnata nei programmi Erasmus+ e in progetti nazionali dedicati a STEM, orientamento e innovazione, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente dimensione internazionale, inclusione e competenze digitali. Anche gli spazi raccontano questa impostazione. Accanto ai tradizionali laboratori di fisica, scienze e chimica troviamo ambienti dedicati all’Intelligenza Artificiale, all’informatica, alla realtà virtuale, alla multimedialità e all’audiovisivo, con stampanti 3D, droni, kit Arduino e strumenti per la produzione e l’elaborazione di immagini e video.
Il Galilei non guarda soltanto alla tecnologia. Nel 2026 gli studenti hanno realizzato il cortometraggio “La vecchia Singer”, nato da un progetto dedicato al recupero della memoria storica e al ruolo che la macchina da cucire ebbe nel percorso di emancipazione e autonomia delle donne. Un lavoro realizzato in collaborazione con il Centro Ricerche di Storia e Arte di Bitonto e sostenuto anche dalla dirigente Anita Amoia. Un esempio significativo di come possano convivere, nella stessa scuola, futuro e memoria. Da una parte realtà virtuale, Intelligenza Artificiale e internazionalizzazione; dall’altra la capacità di recuperare la storia del proprio territorio e trasformarla in un’esperienza educativa affidata alla creatività degli studenti. Alla dirigente Anita Amoia spetta oggi il compito di accompagnare questa comunità scolastica e di valorizzare un patrimonio costruito negli anni, continuando ad aprirlo a nuove esperienze e opportunità. Una direzione che trova nell’attuale esperienza Erasmus+ un’immagine particolarmente efficace: ragazzi di nazionalità diverse che studiano insieme, sperimentano, scoprono il territorio e condividono le proprie culture.
La rubrica Top Blogger sceglie questa settimana di raccontare il Liceo Scientifico e Artistico “Galileo Galilei” di Bitonto perché rappresenta quella scuola che ci piace mettere in evidenza: una scuola capace di conservare le proprie radici e, nello stesso tempo, di aprire porte e finestre sul mondo, offrendo ai ragazzi strumenti, esperienze e incontri attraverso i quali costruire il proprio futuro.

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