//La Legge Clima porta i boschi in città

La Legge Clima porta i boschi in città

di | 2020-10-16T21:55:08+02:00 18-10-2020 7:05|Controluce|0 Commenti

E’ infatti divenuto operativo in questi giorni il decreto attuativo della norma sulla Legge Clima che prevede anche il finanziamento di un programma sperimentale per la riforestazione delle città metropolitane. Nel dettaglio la norma introduce uno stanziamento di 15 milioni di euro per il 2020 e il 2021.
«Un albero tutela la biodiversità di un territorio, garantisce la funzionalità degli ecosistemi, contrasta i cambiamenti climatici, migliora la salute e il benessere dei cittadini, ha una funzione di assorbimento e stoccaggio di CO2, migliora la qualità dell’aria, abbassa le temperature urbane e per ultimo, ma non per importanza, rende belle le nostre città». Questo il commento del ministro all’Ambiente, Sergio Costa, che si dice soddisfatto del provvedimento ma che adesso si affida, e spera, nelle capacità, nella sensibilità e nella volontà degli amministratori comunali.

«Spero in una grande risposta da parte delle città metropolitane – afferma il ministro – affinché possano iniziare velocemente a realizzare i loro progetti di riforestazione. Sappiamo che la lotta ai cambiamenti climatici richiede azioni concrete e finalmente mettiamo in campo questo strumento che stimola progetti concreti finalizzati a migliorare la qualità dell’aria nelle città metropolitane, assorbendo anidride carbonica e incrementando allo stesso tempo bellezza e qualità di vita».
Entro 120 giorni dalla firma del decreto le città metropolitane possono presentare i loro progetti che saranno verificati e validati dal ministero dell’ambiente entro 90 giorni.
Una volta approvato, il progetto riceverà il 20% a titolo di anticipo, a seguito della comunicazione di avvio dei lavori, poi il 50% alla presentazione dello stato di avanzamento per almeno la metà delle opere finanziate ed eseguite, a fronte della presentazione di specifici documenti attestanti la contabilità, la fatturazione, la relazione di sintesi e la documentazione fotografica. Infine, il restante 30% alla presentazione del certificato di regolare esecuzione e atto di collaudo delle opere realizzate, con allegata contabilità, fatturazione, documentazione fotografica, copia dei certificati di provenienza delle specie vegetali.
Adesso bisogna darsi da fare, mettere in pratica quanto offre il decreto attuativo. Per diventare operativo i Comuni dovranno conoscere il patrimonio arboreo da gestire, fare l’inventario insomma, sia in termini di quantità (numero degli alberi) che di ubicazione e tipo di specie da piantare. Resta importante anche la conoscenza dello stato di salute degli alberi già esistenti. Questo per scegliere l’impiego del finanziamento, ovverosia se sarà indirizzato al rinnovo degli alberi in vegetazione, alla loro sostituzione o a una integrazione.
A questo punto diventerà determinante l’ausilio di esperti e tecnici specializzati così da evitare errori di progettazione e di esecuzione. Ma non può bastare, servirà una sensibilità naturalistica, politica e amministrativa utile a trasformare l’ambiente attuale delle città. Una vera e propria rivoluzione gestionale e culturale a misura d’uomo.
Attenzione, quindi, bisogna muoversi e agire nel modo giusto per evitare errori che possono significare non poter accedere ai fondi disponibii se non addirittura alla revoca di quelli assegnati.
E il ministro Costa avverte subito che si vigilerà affinché i lavori svolti siano eseguiti in maniera corretta: «Chiaramente questi fondi saranno controllati – sottolinea – e possono essere anche revocati nel caso in cui si riscontrino difformità tra la progettazione e l’esecuzione”. Inoltre il Ministero ammetterà solo piani dettagliati di gestione che prevedano la piantumazione e anche la gestione e la manutenzione delle aree verdi realizzate, per almeno 7 anni, e la sostituzione con nuovi alberi in caso non attecchiscano quelli piantati».

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