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In Kenya il migliore maestro del mondo

di | 2019-03-30T12:21:04+01:00 31-3-2019 6:10|Attualità, Personaggi, Sezione 3|0 Commenti

PALERMO – E’ Peter Tabichi, un frate francescano di 36 anni che insegna matematica e fisica in una scuola secondaria rurale nel villaggio di Pwani in Kenya, il migliore professore del mondo. Al professor Tabichi è stato infatti assegnato il “Global Teacher Prize 2019”, il riconoscimento che ogni anno la Varkey Foundation assegna al docente che si è contraddistinto per l’azione educativa più efficace e significativa.
I meriti formativi e didattici del professor Tabichi sono davvero molteplici: innanzitutto gli studenti del maestro keniota hanno già vinto importanti competizioni nazionali ed internazionali – tra cui un premio dalla Royal Society of Chemistry nel Regno Unito – nonostante le scarse risorse della scuola, la quasi totale assenza di connessione ad internet e il sovraffollamento delle classi, formate anche da 80 alunni. Il professore è stato anche capace di gestire i complessi problemi sociali della regione dove lavora, la Rift Valley del Kenya, nella quale ha creato un Club della Pace per ricucire le tensioni fra le varie etnie del villaggio, e dove ha convinto i genitori delle ragazze a non obbligarle a contrarre matrimoni precoci. Si è anche adoperato per insegnare metodi di coltivazione più adatti a sopportare la siccità che sta colpendo quest’area del Kenya, siccità che mette a repentaglio la sopravvivenza di numerose famiglie.
Tabichi ha poi donato l’80% del suo salario ai suoi studenti per potersi comprare i libri di testo e pagare la retta scolastica ed evitare così un abbandono precoce degli studi. «La scienza è la chiave per il futuro di questi ragazzi», ha detto il frate francescano a Dubai durante la consegna del premio che ammonta ad un milione di dollari. «Questo premio non riconosce me ma i giovani di questo grande continente – ha aggiunto il professore – io sono qui solo grazie a ciò che i miei studenti hanno raggiunto. Questo premio dà loro una possibilità. Racconta al mondo che tutto è possibile».

Tra i cinquanta finalisti del Global Teacher Prize c’era anche l’italiano Giuseppe Paschetto, docente di matematica e scienze alla scuola media di Mosso, in provincia di Biella. Tra i tanti progetti innovativi che l’insegnante ha introdotto nella propria scuola c’è anche il “feliciometro”, un misuratore della felicità degli alunni. Perchè, spiega il professore, «voglio che i ragazzi non siano soltanto interessati a ciò che spiego ma siano davvero felici di venire a scuola ogni mattina».

La testimonianza concreta dei professori Tabichi e Paschetto ci ricorda che non bastano i buoni risultati nelle prove Invalsi o nel RAV (Rapporto di AutoValutazione) a fare innalzare la colonnina della qualità di un docente ma che è necessario anche un intreccio tra competenze didattiche, relazionali e sociali. E un supplemento di generosa umanità.

Maria D’Asaro

 

Autrice del blog: Mari da solcare
https://maridasolcare.blogspot.com

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