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Vero o finto, la scelta dell’albero di Natale

di | 2021-12-19T10:35:06+01:00 19-12-2021 6:15|Attualità, Sezione 4|0 Commenti

PALERMO – Una recente ricerca della Coldiretti informa che l’albero di Natale viene allestito almeno dall’88% delle famiglie italiane; inoltre, da un’indagine dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) si apprende che circa sette famiglie su dieci scelgono un albero in plastica, magari perché facile da acquistare nei supermercati e forse anche perché convinti che tale opzione contribuisca a salvaguardare i boschi.

Alberi natalizi pronti in un vivaio

È questa la scelta giusta per l’ambiente?  Il servizio di Dario Morricone, andato in onda il 10 dicembre scorso al Telegiornale scientifico “Leonardo”, toglie ogni dubbio in proposito: un albero artificiale ha un impatto ambientale assai maggiore di uno vero. L’albero finto infatti ha un’impronta di carbonio pari a circa 40 kg. di emissioni di CO2, il doppio di un albero vero smaltito in discarica.

Il pesante tributo ambientale dell’albero artificiale è dovuto all’utilizzo del petrolio come materia prima, ai metodi di fabbricazione e al trasporto. L’impronta di carbonio dell’albero natalizio di plastica diventa addirittura dieci volte maggiore di quella di un albero autentico che, una volta dismesso, sia opportunamente consegnato in un’isola ecologica, dove sarà riutilizzato per fertilizzare i terreni.

L’albero di Natale allestito al Quirinale nel 2018

Nel servizio citato, sono stati sottolineati gli ulteriori vantaggi ecologici dell’utilizzo di un albero naturale: il 10% degli alberi veri candidati a divenire natalizi proviene da tagli di normale gestione boschiva e forestale, mentre il 90% arriva da vivai dove di solito, dopo il taglio o lo sradicamento, il vivaista pianta quattro o cinque nuovi alberelli per essere sicuro che almeno uno cresca sano. C’è da ricordare poi che l’albero autentico, anche tagliato, continua ancora ad assorbire anidride carbonica dall’ambiente. Al contrario, un ulteriore limite ambientale dell’albero finto è che, in discarica, potrebbe impiegare anche 200 anni per degradarsi nell’ambiente.

“Acquistare alberi di Natale veri è una scelta sostenibile – ha dichiarato un esponente di Confagricoltura – perché fa bene all’ambiente, alla salute ed è di sostegno ai comparti florovivaistico e boschivo, essenziali per l’economia nazionale. I potenziali alberi di Natale provengono da coltivazioni specializzate o da cime derivanti da potature o sfoltimenti, indispensabili per la salute dei boschi”.

“Attenzione agli alberi di plastica – avverte poi Francesco Mati, presidente della Federazione nazionale che riunisce i florovivaisti in Confagricoltura – Molti sono di dubbia provenienza, possono rilasciare particelle nocive negli ambienti chiusi, compromettendo la salubrità dell’aria nelle nostre case. La maggior parte degli alberi di plastica viene prodotta all’estero e potrebbe anche contenere cloruro di polivinile o altri composti che rilasciano sostanze pericolose”.

L’albero di Natale a Betlemme

Gli esperti, inoltre, raccomandano di acquistare sempre alberi naturali certificati, riconoscibili dal cartellino che contiene il nome del produttore e il numero regionale di registrazione. Infatti, solo le piante commercializzate con il tagliando sono allevate per la produzione specifica di alberi di Natale.

Allora, anche se per questo Natale i giochi, pardon gli alberi, sono fatti, sappiamo almeno come comportarci il prossimo anno. Con un’avvertenza comunque: se a casa abbiamo già un albero finto, anche se ‘spelacchiato’ facciamolo durare il più possibile prima di gettarlo; oppure diamo libero sfogo alla nostra creatività, allestendo alberi natalizi con materiale di scarto; consapevoli che la vera economia verde è la riduzione dei consumi, prima ancora che la loro razionalizzazione ecologica.

Con l’auspicio che in futuro la competizione – nelle case e nelle piazze di tutte il mondo – non sia tra chi prepara l’albero più luminoso e imponente, ma tra chi lo allestisce nel modo più ecologicamente sostenibile. Nella speranza che il Natale non si traduca in un aumento ingiustificato e scriteriato di anidride carbonica nell’atmosfera, ma sia davvero un momento di crescita della gentilezza e dell’attenzione generosa verso gli esseri umani e di cura intelligente verso il creato.

Maria D’Asaro

 

Ha lavorato nella scuola media come psicopedagogista e docente; dal 2020 è giornalista pubblicista. E’ autrice del blog: Mari da solcare
https://maridasolcare.blogspot.com

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