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Tatuaggi, l’arte (?) del nuovo millennio

di | 2019-08-25T06:24:31+02:00 25-8-2019 6:27|Attualità, Sezione 7|0 Commenti

VITERBO – Diversi anni fa i tatuaggi, in particolar modo in Italia, erano scelti da una netta minoranza di persone, una nicchia che è gradualmente cresciuta così come la loro accettazione sociale. I tatuati ora si trovano in tutti i ceti sociali, senza particolari distinzioni di sorta, dal disoccupato in cerca di lavoro al bancario sempre in giacca e cravatta.  Quella di tatuarsi, tuttavia, è una pratica antichissima, tanto che sulla pelle di alcune mummie, vecchie di millenni, sono stati trovati tatuaggi. Resta però una domanda di fondo: perché le persone si tatuano e perché è diventato un fenomeno così di massa? Vedere una persona con un tatuaggio è un’esperienza abbastanza comune. Fino a non molti anni fa però, non solo era raro trovarne una, ma significava anche che quella persona era un marinaio oppure un ex detenuto…

Le motivazioni psicologiche che spingono le persone a farsi disegnare qualcosa di indelebile sulla pelle, sono rimaste le stesse, anche se si sono adeguate ai tempi (quasi più nessuno oggi si tatua un simbolo perché crede sia magico). Uno dei motivi principali del perché le persone si tatuano è legato al voler esprimere lati ed esperienze del proprio essere che altrimenti rimarrebbero nascosti. Una data, un traguardo o un simbolo di un’esperienza vissuta diventano psicologicamente il marchio di noi stessi, da mostrare al mondo perché rappresenta la nostra personalità, il nostro essere e ci distingue dagli altri. I tatuaggi fanno ormai parte integrante della cultura pop del Paese, segno che tempi e usanze sono davvero cambiati. I tatuaggi sono la forma d’arte del nuovo millennio: gli inchiostri su pelle, infatti, vengono ormai esposti nelle pinacoteche di tutto il mondo. Pezzi unici e di grande valore una stupefacente varietà di espressioni che hanno un unico denominatore comune: le mani che le hanno plasmate normalmente lavorano su una tela umana. Le ragioni per cui una persona decide di tatuarsi possono essere anche estetici e per marcare il superamento di un confine da cui non si torna più indietro. Per ragioni estetiche non intendiamo solo la bellezza del tatuaggio in sé o la possibilità di usarlo per coprire alcuni difetti fisici (come le cicatrici per esempio), ma anche il messaggio estetico che lanciano all’altro sesso.

Alla base del tatuaggio può esserci anche la volontà di comunicare al mondo di essere entrato in una fase nuova della vita, come quando si compie diciotto anni e si fa il primo tatuaggio. In qualche modo il tatuaggio segna così il passaggio all’età adulta e l’ingresso nel mondo degli uomini e delle donne, e l’uscita definitiva dall’età dell’adolescenza.  Si è così notato che le donne preferiscono tatuarsi i polsi e le caviglie, mentre gli uomini il petto e le braccia. La psicologia, poi, ha anche individuato alcune caratteristiche della personalità che possono essere legate alla zona che si è deciso di tatuarsi. Ovviamente stiamo parlando di generalizzazioni  che non va presa troppo alla lettera. In ogni modo è stato notato che: tatuarsi la parte destra del corpo, così come il petto indica una personalità forte e decisa. Al contrario tatuarsi la parte sinistra o le gambe è spesso indice di un carattere chiuso, tendente al pessimismo e debole. Se la parte tatuata è in bella vista, questo denota chiaramente la voglia di mostrarlo, mentre se il tatuaggio è nascosto spesso è indice di timidezza. La realtà è che oggi ormai oltre la metà della popolazione mondiale ha un tatuaggio.

Tanto che, forse, possiamo affermare che in questo momento la vera trasgressione risiede nel fatto di possedere un corpo immacolato, scevro da disegni permanenti. Probabilmente i tattoo, con l’andare avanti del tempo, hanno perso il loro carattere peculiare, distintivo, caratterizzante, diventando una moda. un tatuaggio è una forma di comunicazione, e tatuare qualcuno è come essere un parroco che confessa qualcuno, scoprendo i suoi segreti e tutte le sfaccettature del suo essere. Tatuarsi può,  quindi, essere uno sfogo, un modo di imprimersi sulla pelle qualcosa che ha segnato per sempre la storia della nostra vita, e non importa se è un disegno enorme o un simbolo incomprensibile a chi non sa leggerlo, o una frase che pochi possono comprendere a pieno. Significa qualcosa di importante, per la quale si è pronti a combattere con gli sguardi curiosi della gente e con i pregiudizi spietati di molti. Non guardate al tatuaggio come ad un’espressione di egocentrismo o di cafonaggine. Guardatelo come un pezzo di vita troppo importante per essere tenuto nel cuore e basta,  come un ricordo troppo forte, che vuole più spazio, e si prende la pelle. Allora, chi non ha paura del “per sempre”?

Adele Paglialunga

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