ROMA – E’ come ascoltarlo quando elenca ai suoi escursionisti le meraviglie insospettabili attraverso le quali li guida o spiega loro il perché di una roccia o una radice che sporgono dal terreno, di una grotta, un ponte romano. Ci pare di sentirlo mentre chiama a raccolta il gruppo sbucando da un cespuglio nel bosco che pare la giungla eppure ci si trova soltanto al centro di Roma. Perché a Roma – ci fa scoprire – i boschi ci sono e lui lo sa perché, cercando, li ha trovati. E’ come sentirlo parlare, davvero, e invece stiamo leggendo l’ultima guida di Luigi Plos che snocciola i suoi mitici “luoghi segreti”, quelli più impensabili e racchiusi dentro la città, i più nascosti e – per usare un aggettivo a lui caro – sorprendenti. 
Perché è arrivato a questa determinazione, Plos? Che dopo la “prima” vita escursionistica trascorsa tra la Scandinavia, la Spagna, la Francia e le Alpi; dopo la “seconda” dedicata allo studio certosino dell’Etruria e dei luoghi fuori Roma nonchè una terza interamente ad essa dedicata, deve chiudere – come si dice – il cerchio. Così ha scritto e pubblicato la sua ultima (ma solo in ordine di tempo), guida. La settima per essere precisi, dove parla delle 10 traversate nel cuore della città, in luoghi che nessuno si aspetterebbe.
Nel libricino “Trekking urbani dentro e fuori dai binari”, in 142 pagine piene zeppe di storie, personaggi, immagini, indicazioni, il trekker più social d’Italia continua a raccontare anche la sua vita, ormai non distinguibile dal suo mestiere. E mentre si racconta, racconta anche posti, angoli, emozioni, aneddoti. Una vita, la sua, rappresentata graficamente a pagina 10 come una serie di cerchi concentrici dei quali il più piccolo è l’ultimo concepito, il più recente, con il focus, appunto, su Roma e la sua storia, le sue ombre e le oscurità.
Stavolta Plos ci stupisce con l’intimità geologica, naturalistica, mistica e mitica della città eterna. Che poi, questo centro, non è così lontano da casa sua, di Luigi Plos in persona, nel quartiere Monte Mario, aperta a tutti per un aperitivo al ritorno da un’escursione e dove si canta se qualcuno sa suonare la chitarra. A chi è stato a camminare con lui l’emozione viene facile ed è tutto eccezionale, anche se è semplice o forse proprio per questo. L’ultima scelta dello scrittore escursionista, infatti, nasce dalla presa d’atto che le richieste degli utenti sono cambiate. “Un tempo era facile stupirsi – scrive Plos – mentre oggi l’escursionismo ha perso l’emozione di giungere al cospetto di un sito mai visto”. 
Tutta colpa di foto, video, reel, ormai troppi e troppo disponibili in anticipo rispetto al momento in cui si raggiunge il luogo, e che fanno perdere il gusto per qualsiasi spettacolo della natura, anche se si fa un viaggio in mete ambitissime ed esotiche. Roma o le isole Wayag, insomma, la differenza è poca. E allora Plos lo risolve lui il problema dell’apatia dei nostri tempi. Ne aveva parlato già a Stoccolma nel 2025 quando vinse il Nobel per l’Avventura spiegando come “la difficoltà a scoprire un luogo segreto è inversamente proporzionale alla sua distanza dal centro di una città”. E quindi è così. Plos li prende per mano i suoi adepti – l’appuntamento è a qualche stazione del treno o della metro – li affabula, li affascina con la parola, li incuriosisce, li prepara ad un incontro. E poi fa loro aprire gli occhi per recuperare lo stupore che hanno perduto a causa della modernità.
Dopo lo stordimento della scoperta, per i suoi escursionisti la vita ha un altro gusto. A quel punto va tutto bene: un banale Spritz al bar o un aperitivo con la ricotta dal pastore della Caffarella. Su libro, tra una descrizione e l’altra delle traversate (da una stazione all’altra del treno o della metro, da un capo all’altro della città), e rigorosamente senza automobile, Plos non si risparmia le sue “tirate” come quella un po’ critica sul vero significato del titolo “green”, che rivendica per se stesso e i suoi camminatori. Dà poi consigli su come organizzarsi per le escursioni, scrive un capitolo sul “bacchettesimo” ovvero l’utilità dei bastoncini per scaricare il peso e mantenere l’equilibrio, per evitare scivoloni. Insomma, con Plos non ci si annoia ma neanche ci si perde e non ci si perderà in futuro. 
Infatti, a dispetto della promessa di non scrivere più guide per esaurimento dei luoghi interessanti, a pagina 140 concludendo ammette di non aver fatto i conti con un “fattore imprevisto”. Si tratta dell’entusiasmo oggi accresciuto per la scoperta, l’aumentata sensibilità e la capacità di “notare” particolari, l’amicizia di molti. Anche il coinvolgimento di tante persone – le cosiddette sentinelle – è stato infatti fondamentale nel tempo. Molti escursionisti, segnalando continuamente posti, facendo foto, scrivendo libri, sollecitando le istituzioni a tutelare luoghi, hanno trasformato la sua idea iniziale in qualcosa di più complesso a cui ora tutti sono invitati a partecipare.
Mentre prepara la penna per comunicare ancora, lo scrittore camminatore (che precisa di non usare e di essere contrario a chatgpt), si rivolge a tutti e non solo per trascorrere il tempo in maniera sana e divertendosi ma anche per uno stringente impegno civico. “Il mio progetto – conclude – da solista è diventato corale, un lavoro di squadra coordinato da un interesse comune del quale tu che stai leggendo puoi fruire a volontà”.
Per ricevere informazioni sull’autore e sui suoi progetti editoriali: luigi.plos@gmail.com 346 5250421 https://www.luigiplos.it Fb e Instagram: Luoghi Segreti a due Passi da Roma
Gloria Zarletti

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