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Napoli, la metro più bella del mondo

di | 2024-02-14T10:40:32+01:00 18-2-2024 5:00|Sezione 1, Viaggi|0 Commenti

NAPOLI – Non è certo tempo di bilanci, ma per la metropolitana di Napoli si può sicuramente considerare un aspetto forse trascurato agli inizi della progettazione e cioè che la struttura non è un’occasione di viaggi, di velocità nel trasmigrare da una parte all’altra della città in maniera più veloce e agiata, quanto il fatto che essa stessa è luogo di osservazione, museo perenne di arte contemporanea e di architettura innovativa. Tanti turisti girano per le stazioni della metro per visitare le stazioni stesse, musei a cielo aperto, un po’ interrate per la verità.

Il turista ha scoperto che Napoli non è solo il “Cristo velato”, piazza Plebiscito, Maschio Angioino, Castel dell’Ovo e chi ne ha più ne metta, ma anche o soprattutto luogo espositivo di opere straordinarie. La progettazione delle stazioni della metropolitana hanno richiesto molti anni anche per le difficoltà oggettive di scavare al di sotto del livello del mare, per i fondi non sempre disponibili, per le varianti in corso d’opera che gli enormi lavori richiedevano. L’esito come sorpresa più bella è stato appunto il ritrovare non uno strumento di viaggio bensì un luogo da visitare, un luogo in cui fermarsi e apprezzare le opere architettoniche, sceniche e parietali di estrema bellezza.

Dopo anni di sacrifici per i cittadini si avvia a conclusione il lavoro che farà di piazza Garibaldi, Via Duomo, Piazza San Pasquale e tante altre fino all’aeroporto di Capodichino tra le più belle stazioni metropolitane al mondo. I lavori sono durati oggettivamente troppo tempo e, in proporzione, è cresciuta l’attesa per vedere Napoli in una nuova duplice veste. Da una parte arricchita da opere firmate da grandi architetti, dall’altra, per i meno avvezzi all’architettura del bello, per vedere una Napoli funzionale, praticabile per visitatori e abitanti della città.

Fervono i lavori alla stazione di Capodichino, attesa per il 2025, quando una navetta condurrà fino al collegamento con il centro direzionale. A piazza Municipio, invece i reperti consegneranno una passeggiata archeologica a vista “unica al mondo” con la storia di duemila anni della città. “Abbiamo investito anni e 260 milioni in scavi archeologici – sottolinea Ennio Cascetta, presidente della Metropolitana Napoli -. E’ la campagna archeologica più costosa d’Italia, più cara anche di Pompei, secondo un’analisi di due anni fa”.

Durante gli scavi archeologici per realizzare la stazione “Duomo” da parte di Massimiliano Fuksas, sono stati riportati alla luce reperti risalenti all’epoca romana, tra cui un tempio del I secolo d.C., un porticato Ellenistico di età Flavia e una pista da corsa del ginnasio, che si aggiungono ai circa tre milioni e mezzo di reperti recuperati. La stazione sarà coperta da un’enorme calotta trasparente che darà l’idea di un museo aperto a tutti. Sarà una bellissima passeggiata tra luce e buio la nuova stazione firmata da Massimiliano Fuksas e dalla moglie Doriana Mandrell: “Scendere sottoterra è sempre un’esperienza che comporta ansia. Noi abbiamo previsto che si possa vedere la luce del giorno attraverso la cupola trasparente sotto la quale c’è il tempio. Nel piano sottostante, si vedono ancora il cielo e i palazzi di piazza Nicola Amore attraverso una trave scoperta, fissa nel vetro. È come una passeggiata lungo le ore della giornata: i colori cambiano, si va dal celeste chiaro all’arancio del tramonto e oltre, alla notte. È quasi la passeggiata di un astronauta che vede la terra dalla luna e osserva le fasi del giorno che si susseguono”.

Di sicuro, la realizzazione delle stazioni della metropolitana darà un volto nuovo alla città annoverandola non certo tra le città più belle del mondo perché di fatto già lo è, ma sarà una città sicuramente più vivibile visto il cronico problema dei trasporti che la caratterizza. Le infrastrutture di questa tratta rientrano anche nel circuito delle “Stazioni dell’Arte”, un progetto del comune di Napoli volto a promuovere la conoscenza e la diffusione di opere di artisti contemporanei. Molte delle fermate sono state progettate da importanti architetti come Gae Aulenti, Dominique Perrault e Oscar Tusquets e al loro interno si trovano opere d’arte realizzate da autori sia locali che di fama internazionale (https://www.campania.info/napoli/trasporti-napoli/metropolitana-napoli/) che hanno reso queste fermate una vera e propria attrazione turistica in grado di richiamare visitatori da tutto il mondo.

Si può così affermare che la Metropolitana di Napoli abbia assunto con il tempo non solo una valenza funzionale ma anche una valenza artistica e culturale. Il fascino di queste stazioni è stato riconosciuto anche a livello internazionale tanto che la stazione di Toledo non solo è stata definita la fermata più bella d’Europa ma ha anche ottenuto il secondo posto nella classifica delle fermate della metro più belle del mondo, mentre la stazione Materdei è stata definita dal The Daily Telegraph come una delle stazioni più belle d’Europa.

Innocenzo Calzone

Giornalista pubblicista, architetto e insegnante di Arte e Immagine alla Scuola Secondaria di I grado presso l’Istituto Comprensivo “A. Ristori” di Napoli. Ha condotto per più di 13 anni il giornale d’Istituto “Ristoriamoci”. Partecipa e promuove attività culturali con l’associazione “Giovanni Marco Calzone” organizzando incontri e iniziative a carattere sociale e di solidarietà. Svolge attività di volontariato nel centro storico di Napoli con attività di doposcuola per ragazzi bisognosi; collabora con il Banco Alimentare per sostenere famiglie in difficoltà. Appassionato di arte, calcio e musica rock.

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