//Le pizze “autistiche” all’Europarlamento

Le pizze “autistiche” all’Europarlamento

di | 2024-02-10T11:48:44+01:00 11-2-2024 6:00|Punto e Virgola|0 Commenti

Un viaggio davvero speciale. Nello stesso tempo, un premio e un riconoscimento. Che arrivano dalla più importante istituzione continentale: il Parlamento europeo. I ragazzi di PizzAut (la prima pizzeria gestita interamente da ragazzi autistici con sedi a Cassina de’ Pecchi e a Monza) e il fondatore Nico Acampora sono volati a Bruxelles per un’iniziativa prestigiosa: hanno preparato e servito pizze a circa 200 eurodeputati, compresa la presidente Roberta Metsola. “Un’esperienza straordinaria”, spiega Acampora che racconta le emozioni vissute e cosa ha significato vincere il Premio del cittadino europeo, un riconoscimento che ogni anno viene assegnato dall’Europarlamento alle persone o alle associazioni che incoraggiano la comprensione reciproca e l’integrazione nella Ue, la cooperazione transfrontaliera volta a rafforzare lo spirito europeo, e i valori e i diritti fondamentali.

Nico Acampora con Roberta Metsola, presidente del Parlameto europeo

“Il motivo principale della nostra visita – sottolinea ancora Acampora – era sensibilizzare rispetto al fatto che in Europa ci sono oltre 6 milioni di persone autistiche e che negli Stati membri non ci sono legislazioni adeguate. Tanto è vero che, nella maggior parte dei Paesi, mancano le terapie e che ragazzi e ragazze con autismo sono esclusi dal mondo del lavoro. Solo in Italia, ci sono 600mila persone autistiche e quelle che svolgono una professione si contano sulle dita di una mano…”.

“Siamo un gruppo di sognatori che pensa si possa costruire un mondo migliore…”. Questo si legge sulla homepage del sito di Pizzaut e, in effetti, si tratta di un vero e proprio sogno che alla fine si è realizzato. Il primo abbozzo di idea è del 2016 quando Acampora (papà di un bimbo autistico) decide che è arrivato il momento di dare un calcio all’insensibilità e alla burocrazia per creare qualcosa che dia realmente la possibilità di lavorare ai ragazzi e alle ragazze affetti da autismo. Il 19 novembre 2017 questo gruppo di sognatori – inizialmente formato dai genitori dei ragazzi – si trasforma nell’associazione PizzAut Onlus con l’obiettivo di sensibilizzare le Istituzioni e la società civile sul tema dell’occupabilità delle persone autistiche. L’associazione non si limita però a realizzare convegni (ai quali prende parte invitata da importanti Università e soggetti del terzo settore), ma si pone l’ambizioso progetto dell’apertura della prima pizzeria in Italia gestita da personale autistico.

In udienza con Papa Francesco

Nel 2020 nasce Pizzautobus che con lo slogan “Nutriamo l’inclusione. Pizze speciali per persone speciali” comincia servire in strada gustosi tranci di quel saporito cibo. E’ il primo passo, ma ormai il meccanismo si è messo in moto. L’anno seguente, l’apertura del primo locale a Milano, esattamente a Casina de’ Pecchi, al quale nel 2023 si affianca la sede di Monza. Pizzaut ormai è una realtà consolidata che dà lavoro a decine di persone affette da quella terribile e subdola malattia. Ed è anche l’anno in cui arriva il prestigioso riconoscimento da parte delle istituzioni europee. “E’ un riconoscimento importante di un percorso faticoso che io e altre famiglie stiamo facendo per costruire occasioni di lavoro e per sensibilizzare sul tema – spiega Nico Acampora -. Ad esempio, incontriamo centinaia di studenti perché i nostri figli sono le vittime di bullismo per eccellenza. Inoltre, di recente, abbiamo fatto formazione ai medici e agli infermieri dell’ospedale San Raffaele di Milano per fare in modo che accolgano nel modo giusto i pazienti autistici. Essere arrivati in Europa è sicuramente importante perché significa che siamo sulla buona strada – anche se è ancora lunghissima – e ci consente di parlare con i legislatori a più alti livelli”.

I ragazzi hanno potuto dialogare con i parlamentari europei: un atto non scontato perché non sempre si dà la parola alle persone autistiche in quanto, a volte, le istituzioni scelgono di interloquire più con le associazioni e con i genitori. “Al Parlamento europeo erano presenti giovani dalle caratteristiche diverse: alcuni faticavano con la verbalizzazione, altri, invece, erano molto adeguati – racconta commosso Acampora -. La cosa più straordinaria è stata cucinare per i deputati, i quali hanno toccato con mano le competenze dei ragazzi. Tutti hanno detto che la pizza era straordinaria e che il servizio era ottimo. Inoltre, uno dei miei ragazzi ha suonato il violino: si tratta di Andrea, un cameriere di PizzAut, che non sapeva né leggere la musica né suonare, poi lo strumento è diventato il suo interesse assorbente – come succede per le persone autistiche – e in pochi mesi ha imparato. In quattro giorni, ha appreso l’Inno alla gioia e quando l’ha suonato è stato un momento bellissimo. Ma, forse, quello più emozionante è stato quando Beatrice (diciannovenne autistica, ipovedente e albina) ha detto, in inglese, a tutti i deputati: ‘Ricordatevi queste tre parole: dignità, inclusione e lavoro. E tenete a mente che le persone autistiche prima di essere disabili sono persone’. Un’esperienza toccante”.

Buona domenica.

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