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Vince l’astensione: è il primo partito in Italia

di | 2021-10-12T00:22:06+02:00 10-10-2021 6:30|Attualità, Sezione 7|0 Commenti

NAPOLI -Un unico risultato sembra essere venuto fuori dalle elezioni amministrative 2021: il grande dissenso, la grande distanza che continua a manifestarsi tra un mondo politico da tempo ormai imploso e una realtà “terra terra” fatta da persone che chiedono sicurezza, servizi efficienti, strade pulite, trasparenza nelle trattative comuni. E ancor di più, lo ha testimoniato un astensionismo prossimo al 50%: la politica resta lontana da tali problematiche evidenziando solo una continua rincorsa al potere, alla visibilità, alla banale superficialità.

Il compromesso che caratterizza il mondo dei partiti è ricercato unicamente come scambio di favori per propri fini e non certo per venire incontro alle esigenze del popolo. Bistrattato, usato, strumentalizzato, il popolino costituito da persone che poco possono dentro le urne, ha abbandonato un campo melmoso, un campo in cui può poco, in cui non c’è più qualcuno che lo ascolti.

Antonio La Trippa, il famoso candidato sindaco interpretato da Totò

“Affluenza bassa? La percentuale di persone che non ha votato qui è la stessa che non ha votato l’altra volta. Quindi io credo che oggi la grande sfida che ha la politica, non questa o un’altra coalizione, è di avvicinare ancora di più i cittadini al voto” – commenta Gaetano Manfredi, neo sindaco di Napoli -. Se tanta gente non ha votato è perché i Comuni sono stati abbandonati. Le politiche che sono state fatte negli ultimi anni, anche a livello centrale,  hanno penalizzato fortemente i comuni. Quando i cittadini non vedono futuro e non hanno speranza, alla fine non votano. Se riusciremo a ribaltare questo schema, investendo sui Comuni e sulle aree metropolitane in grande sofferenza, i cittadini si riconosceranno nella politica, avranno delle risposte e quindi andranno a votare”.

I risultati delle elezioni hanno fotografato l’incertezza e il disorientamento che ancora predominano negli italiani. L’autocritica dev’essere di tutti, non soltanto di chi ha perso. La distanza tra il Palazzo e le periferie è sempre più profonda e più difficile da colmare: lo dimostra il fatto che proprio nelle aree cittadine più marginali l’affluenza alle urne è stata più bassa.

Quanto è vera l’affermazione che la prima politica è vivere. Vivere nella città, nei rapporti, nell’essere dentro e non lontani. La vera politica è rispondere ai bisogni, è interessarsi all’uomo nel suo desiderio (diritto) ad essere felice, soddisfatto, fiero di appartenere non tanto ad un partito (esiste ancora?) ma ad una storia, ad una città, ad un quartiere. Vero è che il lamento predomina a prescindere, ma è anche vero che non ci sono strumenti o dati che attestino una presa di posizione da parte dei pochi eletti nei confronti della realtà sociale.

E allora? Continueremo ad ascoltare inermi alle dispute elettorali del “chi sono io e del chi sei tu? Sicuramente una partecipazione da parte di tutti è auspicabile. Sicuramente una partecipazione “sociale” urge in maniera clamorosa in ogni dove (luoghi di lavoro, scuole, anche per strada). Ancora più urgente è, però, un riavvicinamento dall’alto, una possibilità di dialogo fattivo, di vicinanza “tra le parti”, di concretezza nelle richieste comuni. Più che i sindaci saranno i consiglieri, le municipalità che dovranno giocare un ruolo fondamentale; svolgere quel ruolo per cui sono state create: essere fattivamente vicine e operative, capillarmente tese ad ascoltare. Altrimenti si continuerà ad assistere a palchi fatti di sorrisetti e promesse a pochi presenti messi lì solo per esaltare il nulla.

Innocenzo Calzone

Giornalista pubblicista dal 2020, Architetto e insegnante di Arte e Immagine alla Scuola Secondaria di I grado presso l’Istituto comprensivo “A. Ristori” di Napoli. Conduce da circa 10 anni il giornale d’Istituto “Ristoriamoci”. Appassionato di Arte, partecipa ad attività culturali con l’associazione “Neapolis” promuovendo incontri e iniziative a carattere sociale e di solidarietà. Svolge attività di volontariato nel centro storico di Napoli attraverso attività di doposcuola per ragazzi bisognosi e il Banco Alimentare.

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