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Il carnevale ambrosiano dura 5 giorni in più

di | 2024-02-09T09:37:12+01:00 11-2-2024 5:30|Attualità, Sezione 7|0 Commenti

MILANO – La tradizione milanese affonda le radici del Carnevale in una storia che riguarda il patrono della città, Sant’Ambrogio (vescovo di Milano). Si narra che il santo fosse impegnato in un pellegrinaggio a Roma e per questo chiese ai suoi parrocchiani di attendere il suo ritorno per iniziare la Quaresima. Il vescovo tardò il suo arrivo e per questo motivo i milanesi decisero di allungare i festeggiamenti di 5 giorni. Per questo motivo, ancora oggi, nell’arcidiocesi di Milano il rito delle Ceneri si celebra la prima domenica di Quaresima, come avveniva anticamente, e non di mercoledì, come nel resto d’Italia.

Il rito ambrosiano viene osservato non solo nel capoluogo, ma nella maggior parte dei comuni che fanno parte dell’arcidiocesi di Milano (come nelle province di Monza, Lecco, gran parte di quella di Varese e, in parte, Como) e in alcune zone che un tempo ne facevano parte (per esempio nella Bergamasca e in alcune vallate del Canton Ticino, in Svizzera). Perciò anche in questi luoghi il Carnevale finisce il sabato successivo al tradizionale martedì grasso. La data del Carnevale 2024 sarà quindi sabato 17 febbraio, ovviamente cambia ogni anno in base alla domenica di Pasqua.

Per tradizione, Milano dedica al Carnevale, nel sabato grasso, una grande sfilata nel centro città: un colorato corteo cui partecipano i carri allegorici degli oratori della diocesi e centinaia di adulti e bambini in maschera. Si esibiscono anche artisti di strada, acrobati e trampolieri, in una festa allegra e variopinta che si conclude la sera con un grande spettacolo in piazza Duomo. Tra le maschere carnacialesche, tipica della città di Milano è Meneghino, che si vede rappresentato da un uomo che domina l’aquila austriaca. Fu un noto personaggio del teatro milanese, poi maschera della commedia dell’arte. Era un servo ridicolo e codardo, fedele al proprio padrone, ma vittima di raggiri e zimbello di tutti. Un servitore che si prendeva gioco dei difetti dei ricchi: indossava un cappello nero di feltro a tre punte, una giacca marrone e calze bianche e rosse. Insieme a lui si scorge anche la moglie Cecca.

Meneghino

Il nome “Meneghino” è un diminutivo del nome Domenico. I signori più facoltosi di Milano potevano permettersi molti domestici mentre alcuni nobili che non avevano la possibilità di mantenere un domestico fisso, almeno la domenica, assumevano un domestico pagato per l’intera giornata. Per questo denominato Domenico. Egli apriva la porta della carrozza al suo arrivo e aiutava i signori a scendere. Servitore ligio ai padroni, spavaldo a parole, egoista, ma non troppo, e in fondo di buon cuore.

Così tra una sfilata e una manciata di coriandoli, nel periodo più allegro dell’anno, si possono assaggiare le famosissime chiacchiere (che esistono in tutta Italia con nomi diversi, ma i milanesi giurano che siano nate qui), oppure i golosi tortelli, preparati con lo stesso impasto ma in più farciti con crema pasticcera o cioccolato. E adesso, con entusiasmo crescente, si attende non resta che festeggiare un allegrissimo carnevale ambrosiano.

Claudia Gaetani

 

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