All’Isola d’Elba la cultura del mare si insegna a scuola, sin da piccoli. Perché il mare va salvaguardato e valorizzato. Perché le bellezze naturali e paesaggistiche di un’Isola possono diventare il punto di partenza per diffondere una crescente consapevolezza del valore dell’ambiente che ci circonda. Da questa idea nasce il progetto Blue Schools, un’iniziativa che vuole coinvolgere i bambini fin dai primi anni di scuola per trasmettere loro una “cultura del mare”. 
L’obiettivo del progetto è ambizioso ma non impossibile: costituire una rete nazionale di scuole blu italiane. Blue Schools infatti parte dall’Elba ma, oltre alle scuole dell’Arcipelago Toscano, ha già raggiunto anche altre città della Penisola. “L’Isola d’Elba ha dimostrato che un territorio può diventare interamente blu – commenta Norman Larocca, direttore della Fondazione Acqua dell’Elba che coordina l’iniziativa -. Oggi, quel modello inizia a camminare anche fuori dai propri confini: dopo il recente impegno all’allargamento della rete a tutti gli istituti scolastici delle isole minori italiane, grazie all’accordo sottoscritto con ANCIM, con La Spezia e Napoli abbiamo gettato le basi per una vera Rete Nazionale delle Blue Schools”.
Delegazioni delle scuole dell’Arcipelago Toscano, ma anche provenienti da La Spezia e Napoli, sono salite sul palco dell’ottava edizione di SEIF, Sea Essence International Festival, il festival internazionale dedicato alla salvaguardia e alla valorizzazione del mare, che dal 26 al 28 giugno ha animato l’Isola d’Elba. I bambini di diverse scuole, città, classi ed età hanno portato e raccontato i loro progetti: disegni, cartelloni, giochi da tavolo ma anche attività concrete per la pulizia del mare e la salvaguardia dei pesci che lo abitano. A questo si aggiunge lo studio sull’educazione al mare, inserito nei programmi didattici per imparare a conoscere gli ecosistemi marini e la biodiversità.

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