//LA SCUOLA DEGLI ANNI ’60

LA SCUOLA DEGLI ANNI ’60

di | 2026-10-28T16:11:18+01:00 28-10-2026 16:11|Alboscuole|0 Commenti
di  Dai Son Lam Graziano 3^E – Negli anni ’60 gli alunni erano i bambini e i ragazzi del boom economico – compresi i piccoli di prima elementare – guidati da maestri e professori molto autorevoli, spesso temuti, con un forte ruolo sociale ed educativo. Il sistema prevedeva la scuola elementare di 5 anni, il pennino con l’inchiostro, il calamaio sul banco, i grembiuli neri o blu con il fiocco, e la grande svolta della legge n. 1859 del 31 dicembre 1962, che istituì la scuola media unica obbligatoria e gratuita fino a 14 anni. Alla fine del decennio iniziarono anche le contestazioni studentesche del ’68. Nelle classi elementari, spesso affollate o plurime (soprattutto nelle zone rurali del Sud con stufe a legna), nei nuovi edifici scolastici che lo Stato cominciò a costruire, ma anche nelle scuole di avviamento al lavoro o nelle prime aule televisive di supporto gestite dalla RAI cita esplicitamente il nome della trasmissione! Si chiamava “Non è mai troppo tardi”, condotta dal mitico maestro Alberto Manzi. Fu fondamentale per insegnare a leggere e scrivere a milioni di italiani adulti. , tutto era orientato a trasformare l’Italia in una nazione moderna e industriale, a dare attuazione ai principi costituzionali dell’istruzione come diritto gratuito e obbligatorio e a superare le antiche barriere sociali e l’analfabetismo. Il docente era considerato principalmente un espositore di nozioni e contenuti, mentre lo studente manteneva un ruolo prevalentemente passivo. La psicologia dell’alunno dell’epoca era dominata da un profondo rispetto per l’autorità, che spesso sfociava nel timore reverenziale. I bambini vivevano in un sistema in cui la parola dell’adulto (maestro o professore) non veniva mai messa in discussione. C’era una forte interiorizzazione del senso del dovere e della disciplina: l’errore o il brutto voto non erano visti come una tappa del percorso di apprendimento, ma come una colpa o un fallimento personale.A differenza di oggi, la psicologia dello studente era influenzata da una totale alleanza tra genitori e insegnanti. Se un bambino veniva sgridato o punito a scuola, la reazione tipica della famiglia a casa era quella di rincarare la dose. Questo creava nell’alunno una sensazione di totale “scopertura” emotiva: sapeva di non avere scappatoie e doveva per forza conformarsi alle regole per non subire una doppia punizione

Istituto Comprensivo Torquato Tasso di Salerno