//NEL 43° ANNIVERSARIO DELLA SUA MORTE, INTERVISTA (IMPOSSIBILE) A JOHN LENNON

NEL 43° ANNIVERSARIO DELLA SUA MORTE, INTERVISTA (IMPOSSIBILE) A JOHN LENNON

di | 2023-12-08T08:48:39+01:00 8-12-2023 8:48|Alboscuole|0 Commenti
di Giovanni Malvestio, Classe 2^ A. –  John Winston Ono Lennon, nato a Liverpool il 9/10/1940 e morto a New York 8/12/1980, è stato un cantautore, polistrumentista, artista e attivista britannico. Ha suonato nei Beatles dal 1960 al 1970 insieme a Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr. Ha composto capolavori come: Strawberry Fields, Let It Be, Help! e Hey Jude. È stato attivista per la pace con sua moglie Yoko Ono, artista di fama internazionale. Fu ucciso a soli 40 anni davanti alla sua abitazione, il Dakota Palace, di fronte a Central Park, con dei colpi di pistola sparati da Mark David Chapman, un fan impazzito. Ed è proprio al Central Park di New York che John ci aspetta, su di una panchina, per concedere un’intervista ai microfoni del Foscarini News, dove mi reco come inviato speciale. 1^ Domanda: “Ciao John, come stai, come mai hai scelto questo posto per il nostro incontro?”. – Risposta: “Sono qui a Strawberry Fields, un bellissimo parco a forma di lacrima e sto aspettando mia moglie Yoko che come ogni anno, l’8 dicembre, porterà dei fiori al mio memoriale con amici e familiari”.  2^ Domanda: “Tra te e lei c’è un grande amore, come vi siete conosciuti?”. – Risposta: “Ci siamo conosciuti nel 1966 a Londra in una galleria d’arte; il giorno dopo, Yoko avrebbe dovuto inaugurare una sua mostra d’arte: una delle opere era un muro su cui i visitatori avrebbero dovuto piantare dei chiodi con un martello. Io volevo piantarne uno a tuti i costi, ma lei niente, non ne voleva sapere. Il gallerista si mise in mezzo e Yoko disse che dovevo dargli 5 scellini per piantare il chiodo e io dissi che le avrei dato 5 scellini immaginari per piantare un chiodo immaginario. Dopo questo incontro, non molto simpatico, non ci siamo visti per due anni, poi ci siamo incontrati di nuovo e, per noi, è scoppiato l’amore a prima vista. Ognuno ha abbandonato la propria vita, io ho sciolto i Beatles, e da quel momento abbiamo vissuto insieme a New York componendo a quattro mani molta musica. Pensa che, uno dei miei brani più famosi ‘Immagine’, mi è stato ispirato proprio da lei. 3^ Domanda: “E i tuoi amici componenti del gruppo ‘ Beatles’ come li hai conosciuti?”.  – Risposta: “Avevo 16 anni e suonavo con il mio gruppo in una chiesa di Liverpool, era il 1957. Alla fine del concerto mi si presenta un ragazzo di nome Paul che mi fa sentire con la chitarra delle canzoni. Io rimango così impressionato che lo invito a fare parte del gruppo. Paul dopo un po’ di mesi contattò un suo vecchio amico di scuola con cui faceva la strada insieme nell’autobus, George. Io accettai di farlo entrare nel gruppo dopo un provino avvenuto in un autobus! L’ultimo ad entrare nel gruppo è stato Ringo. Da quel momento è cominciata l’avventura fantastica dei Beatles”. 4^ Domanda. “Com’era il tuo rapporto con Paul?”. – Risposta: “Tra noi c’era un rapporto speciale, eravamo come fratelli perché entrambi abbiamo perso la madre nel periodo dell’adolescenza. Abbiamo composto insieme quasi 200 canzoni.  Anche dal punto di vista musicale siamo molto legati. Quando gli ho detto che volevo andare a vivere a New York con Yoko e per questo volevo sciogliere i Beatles, Paul ha reagito molto male ed è caduto in depressione. Non ci siamo parlati per anni, poi una sera ho sentito suonare il campanello: era lui! Abbiamo passato una serata a guardare la televisione come vecchi amici quali eravamo. 4^ Domanda. “Sai John, una volta ho letto in un’intervista che Paul si è reso conto di non essere mai riuscito a dirti: “Ti voglio bene” mentre eri in vita e che di questo è molto dispiaciuto”. – Risposta: “Ma io lo so che anche se non ce lo siamo mai detti ci volevamo bene. Paul è stato l’unico a cui ho confidato che mi preoccupavo molto di come le persone si sarebbero ricordate di me dopo la mia morte”. 5^ Domanda. “Se vuoi te lo dico io: sei considerato un genio della musica, le tue canzoni sono molto famose e vengono studiate a scuola: pensa che io in quarta elementare ho studiato Immagine e che ho deciso di fare questo articolo perché Eugenio, il mio maestro di chitarra, mi ha dato come brano da imparare Let It Be. Tanti giovani ragazzi cominciano a suonare facendo le vostre cover o ispirandosi a voi. Inoltre non sei ricordato solo come musicista ma anche come attivista per la pace, sei un simbolo dei movimenti pacifisti con la tua canzone “Give peace a chance!”. – Risposta: “Quella canzone l’ho scritta e registrata con Yoko durante il Bed-In per la pace a Montreal nel 1969. I Bed-In erano il nostro modo non violento per protestare contro la guerra; davamo il libero accesso ai giornalisti, amici e conoscenti nella nostra camera da letto tutti i giorni dalle nove di mattina alle nove di sera. Chi entrava ci trovava in pigiama a letto a parlare di amore e pace con cartelli appesi alle pareti inneggianti la pace.  6^ Domanda. “Che bello! Ci vorrebbero anche adesso iniziative di questo tipo. Quest’anno sono scoppiate due guerre terribili, che non termineranno presto, mi sa…” – Risposta: “Giovanni adesso scusa ma devo proprio andare, vedo Yoko che sta arrivando con un po’ di amici al mio memoriale. Mi ha fatto piacere conoscerti e sapere che le persone e soprattutto voi ragazzi ancora mi ricordano e mi vogliono bene. Nell’allontanarsi alzando la mano in cenno di saluto ha anche detto di portare i saluti a tutta la Redazione del Giornalino Scolastico … FOSCARINI NEWS …”.