//IL CALLIGRAMMA, LA POESIA VISIVA CHE ANCORA SORPRENDE

IL CALLIGRAMMA, LA POESIA VISIVA CHE ANCORA SORPRENDE

di | 2023-03-06T22:09:26+01:00 6-3-2023 22:09|Alboscuole|0 Commenti

Gli alunni della classe quinta A e della classe quinta B, della scuola primaria di Fagnano Castello (CS), hanno realizzato un cartellone murale giocando, tra poesia e disegno, con i calligrammi. Tra i diversi testi poetici analizzati il calligramma è risultato, senza dubbio, il più sorprendente. La poesia visiva ha conquistato l’attenzione dei bambini e delle bambine  e ha stimolato fortemente la loro creatività.

 Secondo la tradizione, l’invenzione della poesia figurata si deve al poeta e filologo greco antico Simmia o Simia, vissuto a Rodi intorno al IV-III sec. a.C. Suoi sono i tre carmi figurati (o technopáignia) La scure, Le ali e L’uovo.

Nell’era moderna è il poeta cubista francese, di origini italo-polacche, Guillaume Apollinaire (1880-1918) che inizia a comporre calligrammi rompendo il modo tradizionale di fare poesia liberandola dalle costrizioni della metrica. I calligrammi meritano di essere contemplati oltre che essere letti, così che i suoi Tour Eiffel, La cravatta e l’orologio o Il cavallo sfidano l’ordine razionale della poesia ricercando nuovi significati e stimoli che arrivano dalla pagina bianca fino alle più combattive avanguardie. In seguito i calligrammi diventano di moda nei primi decenni del XX secolo.

L’idea delle poesie figurate, dunque, viene ‘da lontano’ a dimostrazione, se mai fosse necessario, che l’originalità e la modernità arriva dalla letteratura antica e che per conoscere l’arte del presente bisogna sempre cercare nella creatività del passato.

A cura della docente Concetta Laino, I.C. Fagnano Castello-Mongrassano (CS)