//IL MOSE E L’ACQUA ALTA A VENEZIA

IL MOSE E L’ACQUA ALTA A VENEZIA

di | 2022-12-04T17:09:02+01:00 4-12-2022 12:36|Alboscuole|0 Commenti
di Chiara Rosana e Nina Scurati, Clase 1^ B. –   Cari lettori e Care lettrici da veneziane vorremmo dedicare quest’articolo alla nostra Città e al suo particolare fenomeno naturale che ogni anno si verifica che coinvolge in maniera devastante sia tutte le attività lavorative che la ricchezza architettonica presente. Sono ormai molti secoli che ciò accade e pertanto bisognava trovare una protezione per la Città d’Arte. Le amministrazioni comunali e quelle statali che nel tempo si sono avvicendate hanno dovuto investire molto per realizzare una soluzione per attutire gli effetti dannosi dell’acqua che ogni volta rimanevano sui numerosi monumenti e a tutti gli esercenti delle attività economiche. Ci stiamo riferendo all’acqua alta e al Mose che difende la Città dalle onde della Laguna che in alcuni casi eccezionali ha comportato danni ingenti e molte difficoltà durate per molto tempo ai cittadini veneziani. Vorremmo partire dando una spiegazione innanzitutto alla domanda: ”Che cos’è l’acqua alta?” – Ebbene, essa è un fenomeno naturale passeggero, che da sempre fa parte della vita dei veneziani. Non è altro che un picco di alta marea le cui onde invadono la Città che solitamente si verifica nelle stagioni fredde e la cui maggiore frequenza avviene tra novembre e dicembre. Purtroppo ci sono state delle date storiche che non potranno mai essere dimenticate. Il suo peggiore record di altezza in Città si è verificato più di 55 anni fa.  Per  l’eccezionalità di picco d’acqua raggiunto in Città i veneziani lo denominarono “Aqua Granda”. Quel nefasto evento avvenne in una data che è rimasta nella storia. Era il 4 novembre del 1966 quando, a seguito di una drammatica alluvione, l’acqua alta raggiunse un’altezza di 194 cm e Venezia venne travolta dall’acqua del Mare Adriatico in tempesta. Fu un fenomeno di acqua alta che non si era mai verificato prima. In quel nefasto evento i fiumi straboccarono per le copiose piogge e il forte vento di scirocco che causò l’innalzarsi dell’acqua nei canali di Venezia che raggiunse quel record di altezza. Le acque della Laguna invasero calli, campi e campielli della città.  Quell’alluvione lasciò senza casa molti abitanti e causò diversi danni non solo agli edifici e alle attività, ma soprattutto al patrimonio artistico e culturale di Venezia. Per questo motivo quell’Aqua Granda ancora oggi è ricordata da tutti come la peggiore marea della storia di Venezia. Trascorsero gli anni e le amministrazioni comunali si rendevano conto sempre di più che “la spada di Damocle dell’acqua alta” era sempre in agguato e quindi bisognava trovare una soluzione alla continua invasione dell’acqua nella Città. Per evitare di cadere nella degradazione, ci si rese conto che Venezia aveva bisogno di restauri e di iniziative per preservare il suo splendore culturale e artistico. Fu nel giugno del 1980 quando l’allora Ministro dei Lavori Pubblici Nicolazzi istituì una Commissione di esperti per realizzare un progetto che potesse difendere Venezia. Nel 1988 fu presentato il prototipo del sistema elettromeccanico delle paratoie mobili denominato MOSE che fu inaugurato dal Ministro veneziano Gianni De Michelis. Nel 2003 è stato dato il vero inizio alla realizzazione del MOSE con l’avvio dei lavori del rinforzo dei litorali e la costruzione delle barriere posizionate sulle bocche di porto della Laguna quali: Lido, Malamocco, Chioggia e Cavallino Treporti, dove poter agganciare le paratoie mobili. Il 12 novembre del 2019 si è verificata una nuova “Aqua Granda”. In quella giornata tutta la Città di Venezia è stata allagata e l’acqua ha raggiunto 187 cm a soli 7 cm dal record del 1966. Il MOSE ancora non era stato ultimato perciò i danni sono stati ingenti. Questo straordinario strumento protettivo consiste in 78 paratoie mobili, che sono indipendenti tra loro, sono immerse e collocate sul fondale della Laguna le quali vengono azionate immettendo o togliendo acqua e aria. Le paratoie mobili agiscono così da diga. Esse difendono la Laguna di Venezia dalle maree quando raggiungono i 3 metri di altezza e vengono messe in funzione nel momento in cui le previsioni della marea sono di 110 cm.  Proprio nello scorso mese di novembre e precisamente dal 21 al 25 sono state attivate le barriere del MOSE permettendo così di preservare la Città di Venezia da una nuova marea eccezionale che probabilmente sarebbe stata la terza della sua storia che, appunto per il suo intervento, non si è verificata